Roma, 25 mar. – “Il recente forte rialzo dei prezzi internazionali delle materie prime energetiche, riconducibile alla crisi in Medio Oriente, accresce l’incertezza sulle prospettive di crescita, con rischi al ribasso più pronunciati nell’eventualità di una continuazione e aggravamento del conflitto”. Lo afferma il ministero dell’Economia nell’ultimo documento sul programma di emissione dei titoli di Stato per il secondo trimestre del 2026.
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Mercoledì 25 marzo 2026 Di Luca Franceschi /// Il Rapporto di Previsione Primavera 2026 di Confindustria mette in luce la gravità delle conseguenze economiche derivanti dal conflitto in Iran e la necessità di adottare strategie più efficaci sia a livello nazionale che europeo. Gli scenari elaborati dal Centro Studi dell’organizzazione imprenditoriale delineano un quadro preoccupante: qualora il conflitto persista fino all’estate, l’economia italiana andrà incontro a una…
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Dal presidente di Confcommercio un appello all’unità di intenti tra le forze politiche viste “le prospettive drammatiche della guerra e le incertezze sugli approvvigionamenti energetici”. “Le prospettive drammatiche della guerra e le incertezze sugli approvvigionamenti energetici richiedono un supplemento di responsabilità da parte di tutte le forze politiche per fare in modo che si ridimensionino gli impatti sulla propensione al consumo delle famiglie e sulla capacità di investimento delle imprese.
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Un conto da 5 miliardi che plana dall’Iran alle bollette. E’ quello che rischia di pagare la Lombardia - o meglio le sue imprese, famiglie, i servizi pubblici che vi dimorano – a causa dell’innalzamento dei costi energetici: il fenomeno economico più direttamente collegato all’attacco di Usa e Israele al regime degli ayatollah, con conseguente interruzione dei flussi di idrocarburi nel passaggio …
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Con le previsioni di primavera, il centro studi di Confindustria taglia le stime di crescita valutando l'impatto del conflitto in Iran. Tre scenari: nel peggiore (guerra tutto l'anno), il Pil 2026 "in recessione" a 0,7%; con guerra fino a giugno "stimato in stagnazione", crescita zero; con stop alla guerra entro marzo "sarà pari a +0,5%". Ad autunno la stima era +0,7%. Confindustria: subito "misure italiane ed europee per sostenere l'economia delle imprese e delle famiglie".
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La guerra in Iran avrà effetti sulla crescita economica italiana. Se dovesse concludersi entro fine marzo il pil segnerà un +0,5%, «0,2 punti percentuali in meno di quanto previsto a ottobre». Se invece la guerra dovesse protrarsi fino a giugno «è attesa una stagnazione», ovvero crescita zero. E ancora, nella peggiore delle ipotesi, se la guerra si protraesse per tutto l’anno l’economia tricolore scivolerebbe in recessione, con un -0,7% del pil.
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Le conseguenze della Guerra nel Golfo iniziano a pesare sulle spalle delle imprese bellunesi. Fra le categorie più colpite c'è quella del trasporto merci, con il carburante che ormai è arrivato a pesare il 30-35% dei costi. I rincari di questi giorni possono azzerare i margini, già inferiori al 3%. Non va meglio per i costi energetici, che sono schizzati anche del 20% in un mese. Gli artigiani sono dunque a un bivio: aumentare i prezzi, rischiando di perdere quote di…
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Roma, 25 mar. – Debole aumento del Pil, stagnazione o recessione. Sono i tre scenari che il Centro Studi di Confindustria prospetta per l’economia dell’Italia nel 2026. La forte incertezza delle stime, contenute nelle Previsioni di primavera, è legata alla durata del conflitto in Medio Oriente.Nell’ipotesi in cui la guerra in Iran termini a marzo, gli economisti di Confindustria stimano una crescita dello 0,5% nel 2026, più bassa di quanto previsto a ottobre scorso di…
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La guerra in Medio Oriente non può che dare un duro colpo all’economia italiana. Le previsioni di primavera del Centro Studi di Confindustria tagliano le stime di crescita. Gli scenari messi nero su bianco nel rapporto pubblicato oggi, mercoledì 25 marzo: nella peggiore delle ipotesi, un conflitto che si protrae fino alla fine dell’anno. E qua il Pil è visto «in recessione» a -0,7%. Altri quattro mesi rischiano, invece, di portare alla «stagnazione» con…
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, sottolineando come l'impatto sul Pil sarà determinato dalla durata delle ostilità.Orsini ha spiegato i tre scenari. In caso di fine del conflitto in quattro settimane, l'Italia e l'Europa otterrebbero una crescita di circa lo 0,5%, mentre un'estensione a quattro mesi porterebbe alla stagnazione e un'ipotesi a nove mesi causerebbe "veramente una grande preoccupazione perché si bloccherebbe, avremmo problemi sul Pil".
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V.'++ Confindustria taglia la stima del Pil...' delle 10.47 ROMA, 25 MAR - "Quello che chiediamo è di mettere terra o di prepararsi a misure che possano essere incisive e forti per poter sostenere le imprese e l'industria italiana, le imprese anche europee", indica il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, commentando le stime del centro studi di via dell'Astronomia che ha tagliato le stime di crescita valutando l'impatto della guerra in Iran
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Se la guerra in Iran durasse fino a fine anno per l’economia italiana sarebbe un vero salasso. Con la chiusura prolungata dello stretto di Hormuz i prezzi di petrolio e gas salirebbero alle stelle (addirittura +133%), provocando un forte rialzo di beni e servizi dovuto al fatto che il nostro Paese più degli altri è dipendente dall’estero per l’energia che consuma. Un’inflazione super che volerebb…
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Ascolta la versione audio dell'articolo 3' di lettura English Version Translated by AI. For feedback, please contact [email protected] Con le previsioni di primavera, il Centro studi di Confindustria taglia le stime di crescita valutando l’impatto del conflitto in Iran. Tre scenari: nel peggiore, quello di una guerra che si protragga per tutto l’anno, 10 mesi, il Pil 2026 è visto «in recessione» a - 0,7%; con 4 mesi di guerra, fino a giugno, «è stimato in stagnazione», crescita…
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All'allarme lanciato da Coldiretti sull'impennata dei costi agricoli a causa della guerra nel Golfo, si sono ieri appaiate le previsioni della Congiuntura Confcommercio sul Pil 2026 che, nello scenario peggiore, dimezzerà la sua crescita. Tutto dipenderà dalla durata del conflitto: se i prezzi dell'energia rientreranno entro giugno, gli effetti saranno gestibili. "L'esplosione dei costi di produzione fino al 30% scatenato dalla guerra in Iran afferma…
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Venerdì 20 marzo 2026 In collaborazione con Il Sole 24 ore riceviamo e pubblichiamo il link della seguente news. Opinione ringrazia l’editore per la partnership multimediale. /// L’inizio del 2026 lascia ben sperare grazie ai consumi che a febbraio mettono a segno un +1,3% mentre il Pil è a +1,4%. Valori che a marzo rallentano con un… Link alla notizia
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