Da bambino teneva un poster di Viktor Orbán sopra il letto. In quella cameretta di Budapest, come ha raccontato lui stesso, c’era l’entusiasmo di una generazione cresciuta nel dopo-comunismo, quando Orbán era il volto giovane della libertà riconquistata, il simbolo di una destra democratica, nuova e insieme antica. Quel bambino, Péter Magyar, oggi ha 45 anni, è il volto nuovo dell’Ungheria, l’underdog esploso sfidando…
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Buongiorno. Il candidato dell'opposizione filoeuropea Péter Magyar, leader del partito Tisza, ha vinto le elezioni in Ungheria. Dopo 16 anni al potere e dopo aver imposto al Paese una deriva autoritaria che ha diminuito le libertà civili e dei media e minato l'indipendenza della magistratura, non sarà più Viktor Orbán a guidare il governo. Gli ungheresi hanno scelto con una maggioranza schiacciante Magyar, un fuoriuscito del partito di Orbán che ne ha criticato con forza la corruzione.
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Pur di scongiurare la disfatta di Viktor Orbán alle parlamentari ungheresi, la Russia aveva fatto di tutto. Aveva inviato a Budapest una task force di specialisti dell’intelligence militare e persino suggerito di inscenare un attentato nonché inondato i social media di messaggi propagandistici. Ma, stando al sito russo con base a Riga Meduza, anche il Cremlino dava per certa la sconfitta del suo …
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BUDAPEST – Il tiranno è caduto. Ed è caduto con ignominia, inseguito da una scia di imbarazzanti scandali che hanno dimostrato il suo totale asservimento al Cremlino, il tentativo di costruire pasticciati finti attentati per precipitare l’Ungheria nell’emergenza e scongiurare un’elezione di cui temeva l’esito. E il Paese continua a pullulare di agenti russi, erano venuti ad aiutare Viktor Orbán n…
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Il postmoderno è il tempo più crudele per la sinistra. Così si potrebbe (indegnamente) parafrasare l’incipit del celebre poema di Thomas Eliot allo scopo di descrivere l’odierna terra desolata delle forze progressiste. A partire proprio da uno degli appuntamenti più attesi di queste settimane, le elezioni ungheresi, con Péter Magyar, l’underdog che si è candidato contro l’autocrate Viktor Orbán, …
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«I sovranisti sono sconfitti dalla realtà», dice l’ex ministro Maurizio Lupi, presidente di Noi moderati, la gamba centrista della maggioranza. Che segnale è per l’Italia la vittoria di Magyar? «Peter Magyar è del partito popolare europeo, come noi, lo definirei un conservatore europeista. Con gli assetti attuali all’interno dell’Ue, era fondamentale una vittoria dei popolari. Questo successo rac…
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Viktor Orbán è stato l’emblema della reazione nazionalista al globalismo, l’archetipo estetico e politico di tutti i sovranismi occidentali. La solidarietà e il sostegno che ha ricevuto nella campagna elettorale ungherese, fino al sorprendente viaggio del vicepresidente americano JD Vance, hanno confermato una volta di più questa sua centralità simbolica. Per l’internazionale sovranista il voto di ieri non può che rappresentare allora una secca e dura sconfitta.
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Obán non è solo. Sono tanti in Europa e in Occidente a uscire sconfitti da queste storiche elezioni, ci dice Marc Lazar, professore di Sciences Po a Parigi e della Luiss a Roma e grande esperto dei populismi europei. Professor Lazar, Viktor Orbán ha perso. Cosa significa per l’Europa? «A gennaio la campagna di Orbán ha pubblicato un video con gli endorsement di Giorgia Meloni, Matteo Salvini, Mar…
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Nicola Zingaretti, capo della delegazione del Pd al Parlamento europeo ed ex segretario democratico, sperava davvero in questo esito così netto? «Era nell’aria una sconfitta di Orbán, dopo tanti anni di governo, e soprattutto era evidente l’insofferenza a una cultura di governo di un partito che si definisce “liberale” ma che è stato invece liberticida. Pensiamo alla vicenda del Pride di Budapest…
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BRUXELLES – «Da stasera il cuore dell’Europa batte più forte in Ungheria». Sono bastate queste parole pronunciate dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, per capire quanto la sconfitta di Viktor Orbán fosse desiderata a Bruxelles. A Palazzo Berlaymont, la sede dell’esecutivo comunitario, le luci sono rimaste accese fino a tarda notte. L’attenzione rispetto ai risultati d…
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Le elezioni parlamentari in Ungheria. Vince il leader dell'opposizione Peter Magyar. il suo partito Tisza ottiene 138 seggi in Parlamento. Il partito del premier sconfitto Vitkor Orban si ferma a 54. Orban si è complimentato con il vincitore. Alta l'affluenza alle urne, che raggiunge quasi l'80% degli elettori, oltre il dato già alto del 2022 e persino sopra il 1990, le prime elezioni libere dopo la caduta del Muro.
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BUDAPEST Il leader dell'opposizione ungherese, Peter Magyar, ha conquistato la 'supermaggioranza' dei due terzi dei seggi in Ungheria. A spoglio quasi concluso, con il 97,74% delle schede scrutinate, Tisza si aggiudica 138 seggi, oltre i due terzi dei 199 in palio. Viktor Orban, con il suo Fidesz, si ferma a 55. L'unica altra forza a entrare in Parlamento è l'ultradestra di Mi Hazank (Nostra Patria), con 6 seggi.
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"Insieme abbiamo liberato l'Ungheria, insieme abbiamo fatto cadere il regime di Orbán, insieme ci siamo ripresi la nostra patria": così il neo premier ungherese, Peter Magyar, parlando davanti ai suoi sostenitori. Prima del bagno di folla l'avvocato quarantacinquenne, fino a due anni fa un importante membro di Fidesz, aveva ricevuto le telefonate della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e del presidente francese, Emmanuel…
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L’Ungheria sceglie l’Europa. Viktor Orbán, amico di Trump e di Putin, esce battuto dal voto che ha visto un’affluenza record alle urne. Il partito filo-europeo di Peter Magyar ottiene molto più della maggioranza assoluta dei suffragi. È una sconfitta cocente per Trump che, con una inaudita intromissione negli affari interni di un paese alleato, aveva inviato a Budapest il vice-presidente american…
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Il primo viaggio di Peter Magyar all'estero sarà a Varsavia, poi si recherà a Bruxelles per chiedere di "sbloccare i fondi Ue". Lo ha detto il leader di Tisza in piazza Batthyany, a Budapest, celebrando la vittoria su Viktor Orban. "L'Ungheria sarà un alleato forte dell'Ue e della Nato", ha ribadito. .
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Peter Magyar, vincitore delle elezioni in Ungheria, saluta i sostenitori accorsi a migliaia davanti alla sede elettorale del partito Tisza, nel cuore della capitale Budapest. Il leader sventola una bandiera ungherese mentre dagli altoparlanti risuonano le note di “My Way” di Frank Sinatra, tra la folla esultante.
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Il trionfo gli consegna il futuro di un Paese che dovrà tornare, ha scandito alla vigilia dell’ora decisiva, "uno Stato di diritto democratico": ecco il ritratto, la storia e le ombre del nuovo leader di Budapest che ha cancellato l'era Orban
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A Batthyány tér, sulla sponda occidentale del Danubio, cresce piano piano la festa grande di Tisza, ma quando esplode è inarrestabile. Il giovane partito dell’opposizione ungherese è riuscito a sconfiggere – per la prima volta in sedici anni – l’impero di Viktor Orbán, il leader che ha fatto di tutto per sabotare l’Unione Europea e …
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A 23 anni esatti dal referendum che aveva dato il via libera all’adesione, i cittadini ungheresi hanno scelto di rimanere ancorati all’Unione europea. Per dirla con le parole di Ursula von der Leyen: dopo questo voto, «il cuore dell’Europa batte più forte in Ungheria». L’elezione che ha chiuso un capitolo nella storia dell’Ungheria è destinata ad aprirne uno nuovo anche per l’Ue. Con la fine dell…
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Il nostro lungo incubo europeo è finito. Dopo sedici anni nei quali ha trasformato l’Ungheria in una «democrazia illiberale» nel cuore d’Europa, Viktor Orbán subisce una sconfitta elettorale devastante e senza appello. A Budapest vince Péter Magyar, l’ussaro che ha scoperchiato il tetto dell’edificio orbaniano, mostrandone crepe, vizi e segreti inconfessabili. Sul Danubio soffia il desiderio di cambiamento di un Paese stanco della satrapia corrotta e asservita del tribuno sovranista
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Elezioni Ungheria. L'era di Viktor Orban si è conclusa. Il premier ungherese, a a capo del governo di Budapest da 16 anni, ha telefonato al leader dell'opposizione Peter Magyar ammettendo la sconfitta e «per congratularsi per la nostra vittoria». Le reazioni in Europa
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Finisce dopo sedici anni l'era di Viktor Orban. Per quasi due decenni, le campagne, serbatoio fedele, gli hanno garantito stabilità, mantenendo a distanza un'opposizione frammentata. Poi la crepa: prima nelle città, quindi lungo le periferie. La sfida dell'ex discepolo Peter Magyar ha rotto l'equilibrio dall'interno, trasformando l'invincibilità in vulnerabilità. Fino al canto del cigno del…
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A oltre metà dello scrutinio il vantaggio era tale da far ipotizzare una supermaggioranza, i due terzi del Parlamento, per l’europeista Magyar contro il sovranista Orbán, per la cui campagna elettorale era arrivato a Budapest anche il vicepresidente americano JD Vance. Con lo spoglio che ha superato l'80% Peter Magyar avrebbe 137 seggi su 199. «Il cuore dell'Europa stasera batte forte in Ungheria» è il commento della…
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Il 12 aprile, nelle stanze del potere comunitario, era da tempo visto come una data cruciale per il futuro dell’Ue. Una conferma di Orban avrebbe allontanato, forse definitivamente, il paese dall'Europa
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L’era di Viktor Orbán è finita. Il popolo ungherese, andato in massa alle urne (ha votato oltre il 77% degli aventi diritto, un record storico) ha deciso: il nuovo presidente è Peter Magyar. Prima dei numeri di un trionfo, sono le reazioni degli altri leader a far percepire l’importanza geopolitica dell’affermazione del numero uno di Tisza: in Europa, infatti, si festeggia; von der Leyen e Merz parlano già di Ue di nuovo unita, dopo anni in cui le pressioni e le politiche di Orbán…
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In questa edizione: Iran, Trump: faremo saltare le mine a Hormuz, Ungheria al voto, affluenza record, Angelus di Papa Leone, appello per il Libano, Allarme di Giorgetti: rischio recessione, Massa, ucciso da baby gang davanti al figlio, Sinner trionfa a Montecarlo e torna numero 1. La tua lista
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La folla esulta, ride e si abbraccia nella capitale ungherese. Per le strade della città si sentono cori e urla di gioia dopo che il premier uscente Viktor Orban ha ammesso la sconfitta. Alle prime proiezioni il boato della folla, poi tanta musica. "Abbiamo liberato l'Ungheria, insieme abbiamo sostituito il regime di Orban, insieme ci siamo ripresi la nostra patria" ha detto il neo premier sventolando una bandiera ungherese mentre dagli altoparlanti risuona…
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Elezioni in Ungheria, il discorso di Orbàn dopo la sconfitta: "Risultato doloroso ma inequivocabile"
"Un risultato doloroso ma chiaro". Così Viktor Orbàn ha commentato l'esito del voto in Ungheria, che segna la fine dei suoi 16 anni al governo. In un breve discorso nel quale ha ammesso la sconfitta, battuto da Peter Magyar, il premier uscente ha detto: "La responsabilità e l'opportunità di governare non ci sono state date". "Serviremo il nostro Paese e la nazione ungherese dall'opposizione", ha assicurato, dopo aver…
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«Non una vittoria della sinistra, ma almeno una pesantissima sconfitta dell’estrema destra globale e – speriamo – la fine del regime. L’Ungheria e l’Europa saranno posti migliori senza Orban. Spiace per Meloni e Salvini. A mai più rivederci!». Scrive così sui social Ilaria Salis detenuta per 15 mesi in Ungheria. L'eurodeputata commenta così le elezioni postando una foto con la scritta «Goodbye forever, mr Orbàn».
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"Goodbye forever Mr. Orban" (addio per sempre Mr. Orban, ndr), al termine delle elezioni in Ungheria vinte da Petar Magyar, una Ilaria Salis sorridente mostra il cartello in una foto sui suoi social. L'europarlamentare di Alleanza Verdi Sinistra commenta la sconfitta di Orban: "Non una vittoria della sinistra, ma almeno una pesantissima sconfitta dell'estrema destra globale e - speriamo - la fine di un regime.
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Il post dell'eurodeputata sui social dopo la vittoria del leader dell'opposizione Magyar: «L'Europa ora sarà migliore» «Addio per sempre, Mr. Orbán». È la scritta su un cartello tenuto in mano, sorridente, dall’eurodeputata Ilaria Salis dopo la sconfitta del premier sovranista uscente alle elezioni in Ungheria. «Sia l’Ungheria che l’Europa saranno luoghi migliori senza Viktor Orbán», ha scritto Salis.
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BUDAPEST – Peter Magyar ha vinto una scommessa che sembrava impossibile fino a pochi mesi fa. Ma dopo il trionfo di ieri è chiaro che tanti ungheresi lo hanno considerato come l’uomo della provvidenza, l’unico in grado di restituire dignità all’Ungheria e di riportarla in un’orbita democratica ed europea. L’unico in grado, insomma, di battere l’inamovibile “Viktator”. Anche se molti, anche tra i …
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"Hello, dictator!". L'allora presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker lo accolse così davanti alle telecamere del vertice di Riga nel 2015. Una pacca sulla spalla, una battuta lasciata scivolare tra i sorrisi di rito e la raffica dei flash dei fotografi. Abbastanza per diventare l'etichetta che da allora accompagna Viktor Orban come un'ombra, sintesi della parabola che dall'entusiasmo liberale lo ha portato al centro delle fratture europee.
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Peter Magyar nasce il 16 marzo 1981 a Budapest, in Ungheria. Proviene da una famiglia di giuristi: la madre infatti è stata giudice dell'Alta Corte, mentre il nonno era una figura di rilievo all’interno dello Stato. Magyar cresce dunque all’interno dell'élite magiara e studia legge all'Università cattolica di Budapest. Leggi anche: Il racconto delle elezioni in Ungheria
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La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha scritto su X che “stasera il cuore dell'Europa batte più forte in Ungheria”, commentando la vittoria di Peter Magyar su Viktor Orban. Leggi anche: Chi è il vincitore Peter Magyar che ha battuto Viktor Orban
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Ascolta la versione audio dell'articolo 2' di lettura English Version Translated by AI. For feedback, please contact [email protected] L’onda di Tisza ha mantenuto le promesse. Nelle urne è diventata il mare che ha sommerso 16 anni di regime illiberale del sovranista Viktor Orban, il quale ha dovuto piegare il capo e riconoscere la vittoria «chiara e dolorosa» all’avversario Peter Magyar. Una vittoria schiacciante.
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La lunga era di Viktor Orbán si chiude con un esito che fino a pochi mesi fa sembrava improbabile: la vittoria elettorale di Peter Magyar. Dopo sedici anni di dominio quasi incontrastato, l’Ungheria imbocca una traiettoria politica diversa, destinata a produrre effetti ben oltre i confini nazionali. Le elezioni del 2026 erano già state definite un referendum tra “Est e Ovest”, tra continuità sovranista e reintegrazione europea .
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/ --: Viktor Orban ha perso le elezioni. Dopo 20 anni al potere, passerà lo scettro allo sfidante Peter Magyar, leader del partito Tisza e principale figura dell’opposizione. “I risultati sono chiari e sono molto tristi per noi”, ha detto il premier uscente. “Non ci arrenderemo, serviremo la nazione dall’opposizione. Il nostro lavoro è chiaro: rafforzare la nostra comunità”. E chi poteva commentare la notizia? Ovviamente i leader europei, Macron e Ursula von der Leyen in testa.
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Si è chiusa l’era Viktor Orban in Ungheria con la vittoria del leader dell'opposizione ungherese, Peter Magyar, che dovrebbe riuscire a ottenere i due terzi dei seggi in parlamento, soglia necessaria per poter operare in autonomia senza la necessità di ricorrere al voto della minoranza. La sinistra italiana esulta per la sconfitta di Orban ma Magyar è un politico del centrodestra moderato, con una forte impronta conservatrice e…
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Oggi gli ungheresi hanno votato in una delle elezioni politiche più decisive della loro storia recente. La vittoria è andata Péter Magyar, 45 anni, l’uomo che in soli due anni è passato da insider del sistema Orbán a principale sfidante del premier più longevo d’Europa. Avvocato, padre di tre figli, ex diplomatico e marito (divorziato nel 2023) dell’ex ministra della Giustizia Judit Varga, Magyar incarna una delle ascese politiche più spettacolari e controverse degli ultimi…
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Appesa nella sua stanza da bambino c'era una foto di Viktor Orbán. Non l'avversario che domina l'Ungheria da sedici anni, ma il giovane avvocato che nel 1989 chiedeva il ritiro delle truppe sovietiche, icona di una stagione che prometteva libertà e futuro. Péter Magyar aveva nove anni quando il comunismo crollò e l'Ungheria iniziò a guardare verso l'Europa. Adesso è lui a voler cambiare il corso del Paese.
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«Il regime sta vivendo le sue ultime ore», ha dichiarato il leader dell'opposizione avanti nei sondaggi con il 55% delle preferenze, contro il 38% del partito Fidesz Urne chiuse in Ungheria e affluenza al voto storica. La sfida tra Viktor Orbán e lo sfidante Peter Magyar ha dato vita a una partecipazione senza precedenti, con i dati ufficiali che registrano il 77,8% dei votanti alle 18.30. In tutto, hanno votato 5,6 milioni di cittadini.
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ROMA "Sono immagini meravigliose ed emozionanti. Il tempo dei sovranismi e delle destre sovraniste è finito. Hanno vinto la libertà, la democrazia e la voglia d'Europa. Ha perso Orban e con lui ha perso Trump, e hanno perso Meloni e Salvini con i loro imbarazzanti video di supporto a Orban e alla sua autocrazia. É una bellissima notizia quella che arriva dall'Ungheria". Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein ospite di 'In Onda' su La7
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Il leader dell'opposizione ungherese Péter Magyar si è detto "cautamente ottimista" dopo l'elevata affluenza alle urne nelle elezioni di domenica. «Abbiamo visto i nuovi sondaggi. Sulla base di questi, e sulla base di altre informazioni che abbiamo raccolto, siamo ottimisti; cautamente positivi. Ma come abbiamo detto molte volte: non vogliamo e non vinceremo solo i sondaggi, vinceremo le elezioni», ha detto a Budapest dopo la chiusura dei seggi.
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Ungheria, Magyar ottimista dopo la chiusura delle urne: "Vinceremo le elezioni" 12 aprile 2026 Il leader dell'opposizione ungherese Péter Magyar si è detto "cautamente ottimista" dopo l'elevata affluenza alle urne nelle elezioni di domenica. "Abbiamo visto i nuovi sondaggi. Sulla base di questi, e sulla base di altre informazioni che abbiamo raccolto, siamo ottimisti; cautamente positivi. Ma come abbiamo detto molte volte: non vogliamo e non vinceremo…
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Ungheria oggi al voto per elezioni che potrebbe chiudere i sedici anni di governo di Viktor Orban e aprire la strada all'opposizione guidata da Peter Magyar. Ieri sera i comizi finali: il premier nel cuore di Budapest, lo sfidante invece a Debrecen, roccaforte storica di Fidesz tornata contendibile. «Ogni voto conta, smantelliamo il regime e facciamo la storia insieme», esorta il leader di Tisza, in…
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È una mobilitazione senza precedenti quella che sta avvenendo in Ungheria per le elezioni parlamentari che potrebbero mettere fine ai 16 anni di potere del premier Viktor Orban e segnare una svolta politica con ripercussioni in Europa e nei rapporti con Russia e Stati Uniti. A sfidarlo è Péter Magyar, 45 anni, ex alleato proprio di Orban e oggi leader del partito di centrodestra Tisza, che ha capitalizzato il malcontento dell'opinione pubblica, in particolare tra i giovani e gli elettori…
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Sfida per le elezioni in Ungheria. Il presidente uscente Viktor Orban e il leader dell’opposizione Peter Magyar hanno entrambi votati a Budapest in attesa di scoprire l’esito del voto. Il leader dell’opposizione ungherese ha votato nel seggio dell’asilo Hegyvideki Mesevar, nel 12esimo distretto di Budapest, dove ha riposto la sua scheda nelle urne. L’Ungheria sceglie oggi tra Orban e Magyar esattamente 23 anni dopo il sì all’Unione europea: l’elezione è considerata storica anche…
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