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Altre notizie:
Il 2025 è iniziato con la notizia della scomparsa a 78 anni di David Lynch, regista brillante e visionario che nel corso della sua carriera ha firmato film e serie tv indimenticabili, che hanno letteralmente cambiato la storia del cinema e della televisione. La produzione di Lynch in realtà non si è limitata a questo: oltre che regista, attore e sceneggiatore, è stato anche pittore e musicista. Dopo la sua morte in tanti hanno recuperato o visto per la prima volta alcuni dei suoi capolavori.
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Febbraio, al Modernissimo, sarà il mese David Lynch. Il regista americano scomparso lo scorso 17 gennaio a 79 anni, sarà ricordato con il ritorno in sala di quattro suoi grandi film provenienti dalla Library del progetto di distribuzione Il Cinema Ritrovato al cinema della nostra Cineteca. E mentre le proiezioni sono già nel calendario al Modernissimo già dall’1 febbraio con The short films of David Lynch ed Eraserhead, tanti altri cinema italiani stanno richiedendo i titoli per le loro sale.
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ROMA – Intanto una particolarità, perché Inland Empire – L’Impero della Mente del 2006 è stato – si – l’ultimo lungometraggio cinematografico di David Lynch, ma anche il suo film più lungo (180 minuti) e il suo unico film girato completamente in digitale. Precisamente con una Sony DSR-PD150 portatile dello stesso Lynch che da Mulholland Drive in poi dichiarò che non avrebbe più utilizzato la pellicola per fare cinema.
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A evidenza di questa definizione, vi sono numerosi film e serie tv ormai entrati nella storia dell’immagine e del cinema: Mulholland drive o Twin peaks, su tutti, per esempio non hanno bisogno di spiegazioni. Ancora oggi, dopo decenni, tengono incollati allo schermo milioni di persone, che non li guardano solo per la trama, ma per rimanerne affascinati e ispirati. Per non…
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«Where we’re from, the birds sing a pretty song, and there’s always music in the air» («The Man from another Place», «Twin Peaks») Nella sequenza più visionaria di Strade perdute, quando il film raggiunge il suo climax e si trasforma in pura tensione drammatica, una sensuale e perversa Patricia Arquette si immerge in un amplesso allucinato e abbacinante, spinto al parossismo più ferino. A condurre questa danza carnale e carnivora sono le chitarre iridescenti di Song to the Siren, brano originariamente composto da Tim Buckley, che i Cocteau Twins…
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Il testo che segue è tratto dalla puntata settimanale di “Cinema Fortunato”, la newsletter di recensioni cinematografiche riservata agli abbonati di Tempi. Abbonati per riceverla ogni giovedì. Legenda: ★★★★ pazzesco | ★★★ ci sta | ★★ ’nzomma | ★ imbarazzante Una storia vera ★★★★ Di David LynchAnno di uscita: 1999Dove vederlo: Chili Un uomo anziano su un trattore attraversa metà America per fare pace col fratello.
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“Troppo presto per superare questo dolore o per riassumere il più grande sognatore dell'arte, nonché il mio più caro amico”. Che fosse troppo presto - sotto molti punti di vista - lo hanno pensato in molti, il giorno della notizia della morte di David Lynch. Ma Laura Dern ha deciso di metterlo per scritto in una “lettera d’amore” affidata al Los Angeles Times. Considerata l’attrice-feticcio del regista scomparso una settimana fa, Dern aveva lavorato con lui in Velluto blu (1986), Cuore…
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Una “lettera d’amore” per David Lynch, scritta il 20 gennaio scorso, il giorno del suo compleanno. A firmarla, affidandone la pubblicazione al ‘Los Angeles Times’, è l’attrice Laura Dern, cara amica e interprete di alcuni film-simbolo del grande regista. “Mentre sono qui seduta immobile, cercando di mettere in parole tutto ciò che provo per David Lynch nel giorno del suo compleanno, continuo a pensare che è troppo presto, troppo presto per esprimere ciò che provo, mentre il…
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L’attrice ricorda il regista scomparso in una toccante lettera pubblicata sul Los Angeles Times, condividendo momenti speciali e l’impatto che ha avuto sulla sua vita e carriera Corso online ASSISTENTE AL MONTAGGIO, dal 6 febbraio (NOVITA’!) Corso online ASSISTENTE AL MONTAGGIO, dal 6 febbraio (NOVITA’!) David Lynch, scomparso pochi giorni fa all’età di 78 anni, ha lasciato un grande vuoto nel mondo del cinema.
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News Cinema Naomi Watts ha raccontato, ospite di un talk show, come l'audizione fuori dai canoni di David Lynch per Mulholland Drive le abbia letteralmente cambiato una carriera che era a un punto morto. Siamo ancora frastornati per la perdita di David Lynch, così Naomi Watts, che lo ha già ricordato sui social con un toccante messaggio, ospite della trasmissione Live with Kelly and Mark, ha voluto ancora parlare del regista e soprattutto amico.
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L'ultimo progetto del compianto regista prima della morte era una collaborazione unica con la piattaforma di streaming. Si trattava di un progetto rivoluzionario, un'opera che avrebbe arricchito ulteriormente la sua straordinaria carriera e che purtroppo non vedrà mai la luce. Il co-CEO di Netflix, Ted Sarandos, ha reso omaggio al regista con un sentito messaggio su Instagram, svelando la collaborazione con il regista David Lynch stava lavorando a una serie televisiva per Netflix.
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Pochi giorni fa, il mondo ha detto addio a David Lynch. Regista visionario classe 1946, è stato (e sempre sarà) un pioniere dell’estetica cinematografica. Ma dietro capolavori come Twin Peaks e Mulholland Drive, ha avuto anche un impatto in un campo meno esplorato: il beauty. Con il suo sguardo onirico e la capacità di trasformare il quotidiano in straordinario, Lynch ha ridefinito non solo il cinema, ma anche la bellezza stessa.
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In copertina le illustrazioni di Federico Babina A sinistra Lynch (serie Directportreit) | a destra: Lynch (serie Archidirector) Regista, sceneggiatore e produttore, ma anche musicista e artista. A pochi giorni dalla sua scomparsa, tracciando una sintesi della sua scintillante carriera, una cosa è certa: David Lynch amava l'architettura. Lo si riscontra nelle dimensioni spaziali dei suoi film, nelle ambientazioni che si muovono dalla città ai piccoli centri, nei suoi interni…
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Il commovente augurio della musa di David Lynch arriva nel giorno in cui il cineasta avrebbe compiuto 79 anni. Laura Dern ha pubblicato un sentito messaggio di auguri di compleanno su Instagram per David Lynch quattro giorni dopo la notizia della sua morte. "Buon compleanno, bocconcino", ha scritto Dern. "Ti amerò e mi mancherai ogni giorno per il resto della mia vita". Da quando l'aveva scelta per Velluto Blu…
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“I gufi non sono quello che sembrano”: fra le numerose citazioni iconiche che si potrebbero prendere in prestito da Twin Peaks, questa è probabilmente quella che oggi appare più chiara rispetto a tutte le altre poiché ci permette di pensare alla “dipartita” di David Lynch sotto un altro punto di vista. Nessuno di noi potrà infatti mai sapere se in questo momento egli si trovi nella sua cara Loggia Bianca, in uno stato intermedio (cosiddetto Bardo secondo la cultura tibetana), o nelle…
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La rivista online Deadline ha reso noto che la scomparsa di David Lynch, 78 anni, avvenuta giovedì 16 potrebbe essere collegata agli incendi che hanno colpito Los Angeles. Come reso noto dallo stesso Lynch in più di un’occasione, il regista era alle prese con una grave forma di enfisema, tale da obbligarlo a ricorrere all’ossigeno supplementare per camminare. Secondo una fonte a lui vicina, le condizioni del cineasta sarebbero peggiorate di recente.
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Alberto Piccinini: Come va? Io sento intorno quest’aria di ripetizione, di doppio, doppelgänger. Anche inquietante al limite. Di cosa litigano davvero Adani e Caressa dandosi del coglione a vicenda? Di calcio norvegese? Uhm, non credo proprio. Ok, è il vecchio Processo di Biscardi però ha un aria diversa, livida. E il falconiere laziale nazista brasiliano con la protesi peniena (“peniena” è l’aggettivo dell’anno per me) non ti ricorda qualcosa? Quei personaggi di Twin…
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Hanno attraversato gli anni Ottanta come luminose comete, e dopo il loro passaggio, il cinema e la pubblicità sono cambiati per sempre. Parliamo del regista americano David Lynch (1946-2025) e del fotografo italiano Oliviero Toscani (1942-2025), entrambi scomparsi all’inizio di quest’anno. Coetanei, coraggiosi, visionari, capaci di dettare nuovi parametri che hanno fatto sembrare la cultura visiva precedente anacronistica e superata.
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David Lynch è nella loggia nera David Lynch, foto LaPresse Il 6 ottobre 2018 l’Oxford English Dictionary aggiunge al suo celebre dizionario il termine “lynchiano”. Un termine che viene descritto come un aggettivo per definire qualcosa di “caratteristico, che ricorda o imita i film o il lavoro televisivo di David Lynch”. Possiamo provare a partire da questo neologismo per raccogliere due o tre pensieri sull’inclassificabile lavoro del regista americano, scomparso lo scorso 15 gennaio all’età di 78 anni.
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David Lynch, uno dei registi più visionari della storia del cinema, ci ha lasciato, ma la sua eredità risuona tutt'oggi nell'industria dei videogiochi. È sempre strano immaginare un mondo privato di una delle sue voci più interessanti. A un certo punto, lungo la via, qualcuno rimane indietro. Quello è il giorno in cui si realizza che abbiamo visto l'ultimo film di Fellini, che abbiamo letto l'ultimo saggio di Eco, che abbiamo ascoltato l'ultima intervista a Bogdanovich.
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