Le telecamere hanno ripreso il presunto assassino a Chignolo d'Isola, alla rotatoria di via XXV Aprile, mentre si nasconde da un'auto per non farsi riconoscere. Una mossa «di pregnante significato» per la gip perché denoterebbe la sua lucidità nelle fasi successive al delitto. Un video delle telecamere di sorveglianza ha ripreso Moussa Sangare fuggire in bici dopo aver ucciso Sharon Verzeni nella notte tra il 29 e il 39 luglio a Terno d’Isola.
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Il retroscena di venti carabinieri in bici e in scooter, in giro per l’Isola in incognito, determinati a incrociare un giovane dalla pelle nera che somigliasse a quell’ombra individuata nei video all’ora del delitto di Sharon, conferma che fino all’ultimo gli inquirenti hanno navigato a vista. Neanche un nome tra le mani. Trovare quel ragazzotto a zonzo in bici, che ascoltava musica in vivavoce dal cellulare, è stato come pescare il jolly dal mazzo.
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Quando, dopo la mezzanotte del 30 agosto, a Moussa Sangare vengono mostrati i fotogrammi di lui a Terno d’Isola esattamente un mese prima, in coincidenza con l’omicidio di Sharon Verzeni, il ragazzo tenta un’ultima bugia. Dopo le treccine tagliate, dopo avere giurato di non essere mai passato dal paese durante l’estate, «messo a confronto con il tenore, davvero inequivoco, delle immagini», si legge nell’ordinanza del gip Raffaella Mascarino, inventa la storia dell’amico.
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Moussa Sangare è il 33enne che ha accoltellato, nella notte tra il 29 e il 30 luglio scorsi a Terno d’Isola, nella bergamasca, Sharon Verzeni. È "l'uomo in bicicletta" che i fotogrammi delle telecamere di sorveglianza posizionate nei pressi, ma non sul luogo, del luogo dell'omicidio hanno ripreso mentre correva a tutta velocità. C'è voluto oltre un mese ma gli investigatori, a seguito di un importante lavoro, sono riusciti a individuarlo e a interrogarlo.
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I carabinieri e i sommozzatori sono tornati a Medolago oggi (7 settembre 2024), per cercare la seconda borsa, con le scarpe da ginnastica e tre coltelli, che Moussa Sangare dice di avere lanciato nell'Adda, per fare sparire le prove dell'omicidio di Sharon Verzeni.
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I sommozzatori di Treviglio, con i carabinieri del Nucleo investigativo, oggi (7 settembre) sono tornati a Medolago, dove Moussa Sangare aveva sotterrato il coltello usato per uccidere Sharon Verzeni, la notte del 30 luglio, a Terno d'Isola, e dove sostiene di avere lanciato due borse della spesa. La prima, con gli abiti, il berretto di lana e lo zaino nero che aveva in via Castegnate, è stata ripescata il giorno stesso del fermo, il 30…
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