Quando, un secolo fa, Lenin morì lasciò alcuni scritti che gettano luce sulla sua consapevolezza delle difficoltà di costruire un sistema socialista in Russia Gli ultimi scritti di Vladimir Lenin hanno generato una gamma sorprendente di interpretazioni. Nonostante la diversità di letture, i testi generalmente convengono sul fatto che Lenin stesse percorrendo un nuovo terreno, estendendo la sua critica al comunismo di guerra e approfondendo la sua concezione della Nuova politica economica (Nep).
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Cento anni fa, il 21 gennaio 1924, moriva Vladimir Ilic Uljanov, alias Lenin, vero demiurgo della Rivoluzione russa del 1917. Il suo corpo imbalsamato giace ancora nel Mausoleo che porta il suo nome nella Piazza Rossa di Mosca. A differenza di quanto accadeva in passato, tuttavia, non ci sono più le file interminabili di fedeli che lì si recavano per rendere omaggio alla sua salma. I visitatori, oggi, sono assai più rari, anche se il Mausoleo di granito mantiene il suo fascino a causa del ricordo degli eventi storici che cambiarono, in breve tempo…
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Di ANTONIO CARIOTI In edicola con il quotidiano un ritratto non convenzionale del dittatore e rivoluzionario comunista firmato da Victor Sebestyen che ne scandaglia la personalità. Importante il rapporto con le donne: la madre, la moglie devota, l’amante Un manifesto sovietico del 1959 con le immagini di Marx e Lenin Di solito i biografi di Vladimir Ilic Uljanov (meglio noto come Lenin), gli ammiratori come i critici del personaggio, si concentrano quasi…
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Per il poeta Langston Hughes, Lenin è un simbolo che «cammina per il mondo» e che continua a farlo anche molto tempo dopo la sua morte. Ma bisogna coglierne la complessa eredità, a partire dalla sua idea di democrazia Come simbolo della rivoluzione, Vladimir Lenin ha vissuto per tutto il secolo successivo alla sua morte. Un simbolo presente nelle marce della fame o nelle battaglie antifasciste degli anni Trenta, nella resistenza metro per metro a Stalingrado, nelle insurrezioni partigiane in tutta Europa, nella guerra clandestina contro l’apartheid e nella marcia di Ho Chi…
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Domenica 27 gennaio 1924, Mosca. Questa la vera data del “centenario” che rievoca la morte di Lenin, morto sei giorni prima. Il giorno, cioè, dei suoi epici funerali. Un milione e mezzo di russi, arrivati da ogni angolo del Paese grazie a convogli ferroviari organizzati dal Partito, sfida il gelo polare fin dall’alba: il termometro, esagerano le cronache d’epoca, è sceso in picchiata oltre trenta gradi sottozero.
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Una data, due destini: Lenin e Orwell tra dittatura e libertà Il 21 gennaio 1924 moriva Lenin ed esattamente 26 anni dopo moriva Orwell. Ma questa data più che unirli sottolinea soprattutto la distanza tra il politico e lo scrittore. L'articolo di Gregory Alegi, storico e giornalista, docente alla Luiss Guido Carli Accomunati nella morte tanto quanto furono distanti in vita: il 21 gennaio 1924 moriva V.
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La biografia di Lenin Berna, 23 ag – Vladimir Ilitzsch Uljanov (Lenin) era nato il 10 aprile 1870 a Simbirks, capitale del governatorato del Volga. Suo padre fu direttore di una scuola popolare. Il fratello maggiore di Lenin, Alessandro Uljanov, fu fucilato sotto il regno dello czar Alessandro III. Lenin studiò diritto all’Università di Kassan, ma praticò l’avvocatura per poco tempo. Si orientò verso il movimento operaio e visse la maggior parte della sua vita all’estero, dove collaborava in parecchi giornali.
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Mosca dimentica Lenin, ma Cavriago no Nel giorno del centesimo dalla scomparsa del leader comunista Vladimir Lenin (che cadeva domenica 21 gennaio 2024), un mazzo di fiori è stato deposto a Cavriago in piazza, davanti al busto che ricorda il leader della rivoluzione d’ottobre. Sono stati circa una sessantina i partecipanti alla cerimonia (dal Pmli a Rifondazione, dal Pci a Socialismo italico) e provenienti da tutto in Nord Italia con bandiere con falce e martello e canti comunisti.
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Omaggio alla stele di Lenin a Capri , servizio sulla Rai . Tg3 Campania di Annalisa Angelone – Montaggio di Giacomo Di Staso A Capri, meta di teste coronate e star della Belle Epoque, tra il 1908 e il 1910 batteva anche un cuore rosso comunista. Lenin, futuro padre della rivoluzione bolscevica, era tra gli esuli ospiti dello scrittore Maksim Gorkij a Villa Blaesus. Una celebre foto lo ritrae mentre gioca a scacchi con Bogdanov, filosofo e rivoluzionario.
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“ Maestro rivoluzionario ”. Così i nuovi "figli di Lenin", o forse è meglio chiamarli "nipoti", vista la distanza anagrafica hanno celebrato i 100 anni della morte del dittatore sanguinario. I collettivi rossi di "Osa" e "Cambiare Rotta", composti prevalentemente da giovanissimi della generazione Z, sono costole non ufficiali di "Potere al popolo", uno degli ultimi partiti comunisti rimasti in Italia
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Cavriago «Mi chiamo Vladimir Ilic, proprio come Lenin. Casa mia sembrava una sede del Pci: era tutto rosso». Vladimir Ilic Brioschi ha 50 anni e ieri mattina ha raggiunto da La Spezia, insieme a un gruppo di militanti, piazza Lenin a Cavriago per commemorare il centenario dalla morte del politico e filosofo. La sua carta d’identità parla chiaro: si chiama esattamente come il padre della Rivoluzione d’ottobre.
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Cavriago Da una parte, i comunisti che stanno dalla parte della popolazione ucraina, definendo la loro lotta contro l’invasione russa, resistenza. Dall’altra, un altro gruppo composto sempre da comunisti, che ricorda quello che avviene da anni in Donbass e parla di “fascismo ucraino”. Sono le divergenze di vedute sull’Ucraina il terreno di divisione tra i comunisti che affiora nel centenario della morte di Vladimir Ilic Lenin (avvenuta il 21 gennaio 1924)…
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Luca Beatrice 22 gennaio 2024 Ostalgia canaglia, dove Ost sta per Est. Quanto ci mancano le grandi ideologie, le rivoluzioni, il mondo diviso in blocchi contrapposti, il muro di Berlino, le bandiere rosse e soprattutto il comunismo. Beh, non proprio a noi che ne avremmo fatto volentieri a meno, considerandolo una delle aberrazioni della storia (tra i cinque peggiori dittatori almeno tre sono comunisti, Pol Pot e Mao Zedong irraggiungibili in testa alla classifica, Hitler distaccato…
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Il 21 gennaio 1924 è morto Vladimir Il'ič Ul'janov, meglio noto come Lenin, sanguinario dittatore comunista sulla cui coscienza pesano milioni di morti. Ma tutto questo viene fortemente negato dai nostalgici rossi dei giorni nostri, che a sorpresa appartengono per lo più alla generazione Z. I vari collettivi che animano le piazze, che si rendono protagonisti delle occupazioni degli istituti, che scendono in piazza in favore della Palestina, hanno ricordato il dittatore a 100…
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Quando morì Vladimir Illich Ulianov, detto Lenin, il 21 gennaio del 1924, la delegazione dei comunisti italiani al suo funerale non era guidata da Gramsci o da Togliatti, ma da Nicola Bombacci, per espressa volontà del Cremlino. Bombacci era il compagno italiano più vicino a Lenin; era a capo dei massimalisti rivoluzionari, guidò la scissione dei comunisti, volle la falce e martello nella bandiera rossa, sull’esempio sovietico.
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Cento anni fa, il 21 gennaio 1924, moriva Vladimir Ilic Uljanov, alias Lenin, vero demiurgo della Rivoluzione russa del 1917. Il suo corpo imbalsamato giace ancora nel Mausoleo che porta il suo nome nella Piazza Rossa di Mosca. A differenza di quanto acadeva in passato, tuttavia, non ci sono più le file interminabili di fedeli che lì si recavano pe rendere omaggio alla sua salma. I visitatori, oggi, sono assai più rari, anche se il Mausoleo di granito mantiene il suo fascino a causa del ricordo degli eventi…
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CAVRIAGO (Reggio Emilia) "Da questa piazza rossa che siano le parole di Lenin, ancora una volta, a guidarci e spronarci, a darci forza e fiducia nella titanica ma esaltante lotta contro il marcio ed inumano sistema capitalista, per la conquista del socialismo e del comunismo". Il 21 gennaio 1924 moriva nella Russia sovietica Vladimir Il’ic Ul’janov. Per celebrare il centenario ieri mattina le sigle politiche con falce e martello – dal Pmli al Pci, da Rifondazione a…
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Nel centenario della morte di Vladimir Lenin, poche persone hanno reso omaggio al fondatore dell'Unione Sovietica di persona. A deporre un fiore presso il Mausoleo nella Piazza Rossa di Mosca, dove è conservata la salma imbalsamata di Lenin, c'erano solo i membri del Partito comunista russo e alcuni nostalgici dal resto del mondo. Putin oggi non ha rilasciato dichiarazioni sull'anniversario.
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A 100 anni dalla sua morte, Vladimir Lenin, il fondatore dell'Unione Sovietica, è in gran parte dimenticato nella Russia moderna. Molte strade e luoghi che portavano il suo nome sono stati rinominati. Il mausoleo nella Piazza Rossa, dove il suo corpo imbalsamato giace in un sarcofago aperto, è diventato un luogo tra il macabro e il kitsch. Una volta meta di pellegrinaggio, oggi è aperto solo 15 ore alla settimana.
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Chissà, magari se Vladimir Ilic Lenin cento anni fa fosse morto in agosto le cose sarebbero andate diversamente. Capri avrebbe accolto i suoi "discepoli" tra bagnanti e i bar affollati della Piazzetta. Ma ha lasciato la terra che ha rivoluzionato il 21 gennaio, un giorno che in genere è particolarmente freddo. Così, malgrado gli annunci, ieri davanti alla sua stele nei Giardini di Augusto c'erano meno di dieci persone.
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«Lenin è storia, è tutto ciò che è derivato dalla rivoluzione russa». «Lenin è la speranza per il futuro, perchè non si può prescindere dalla sua filosofia». C'è chi è reggiano, ma in tanti arrivano da altre province italiane: da Varese, da Limbiate. Un pullman pieno da Firenze. Erano in duecento circa, a Cavriago, per commemorare l'anniversario della morte del rivoluzionario socialista russo (il 21 gennaio 1924).
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