Il ministro: no a provvedimenti calati dall'alto (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 6 mag - 'I medici di famiglia sono sempre meno e la professione ha perso attrattivita' negli anni. I carichi burocratici, l'isolamento professionale e la mancanza di prospettive di carriera fanno si' che i giovani medici guardino altrove. Chi rimane, regge spesso in maniera eroica un modello non piu' adeguato alla domanda di salute del nostro tempo.
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Fa discutere la riforma proposta dal ministro Schillaci che prevede per i medici di base un doppio binario tra convenzione riformata e dipendenza dal sistema sanitario nazionale per presidiare le case di comunità. Critiche le associazioni di categoria anche in Valle d'Aosta. Nel servizio, l'intervista a Nunzio Venturella (Federazione italiana medici di medicina generale - FIMMG Valle d'Aosta)
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Gentile Direttore, alla fine, ritenevo che mai sarebbe stata presentata, dopo tanti annunci, una riforma della medicina generale che prevedesse il passaggio alla dipendenza anche se parziale e volontaria nonché il passaggio all’università della formazione post-laurea ora gestita dalle Regioni…”annunciazione…annunciazione”. Ma alla fine il Ministro ha presentato delle slides che la tratteggiano. Ha ragione Marina Sereni, responsabile sanità nella segreteria nazionale del PD, è difficile dare un giudizio organico in assenza di un testo articolato…
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Nei giorni scorsi il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha presentato alla Conferenza delle Regioni una bozza di decreto legge. Il testo punta a riformare in profondità il ruolo dei medici di medicina generale in Italia. Il provvedimento, atteso in Consiglio dei ministri entro maggio 2026, mira a rendere il medico di famiglia il fulcro delle nuove Case di Comunità (CdC). Si tratta di strutture sanitarie territoriali finanziate con i fondi del Pnrr.
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