Gli uomini in uniforme saliti al potere per guidare una «transizione», la destituzione in Parlamento del presidente in fuga, gli abbracci ad Antananarivo fra i soldati e il dirompente movimento giovanile Gen Z, primo artefice di un doppio “testacoda”, politico e generazionale. In Madagascar, è stato ieri il giorno dello sfondamento, per il fronte contestatario che ha costretto il presidente Andry Rajoelina a lasciare il Paese.
Leggi
Altre notizie:
Un'unità militare d'élite del Madagascar ha dichiarato di aver preso il potere nel Paese africano dopo che l'Assemblea nazionale, corrispondente alla Camera bassa, ha votato l'impeachment nei confronti del presidente Andry Rajoelina per diserzione dal servizio. Scene di giubilo in piazza, dopo le proteste antigovernative delle settimane scorse che hanno portato alla deposizione del capo di Stato.
Leggi
Federico Piana- Città del Vaticano Il presidente Andry Rajoelina che fugge all’estero in fretta e furia, l’Assemblea nazionale che viene sciolta con un laconico comunicato postato su Facebook, la capitale che cade completamente nelle mani dei giovani della “Generazione Z” che non hanno mai smesso di protestare nelle strade e nelle piazze di Antananarivo, la polizia ed i gendarmi che si uniscono all’esercito governativo ormai in larga parte schierato con i manifestanti.
Leggi
Il presidente del Madagascar Andry Rajoelina ha lasciato il Paese dopo che un’unità militare d’élite si è unita alle proteste contro il governo. L’unità militare d’élite Capsat, che si è unito al movimento di protesta, ha annunciato la sua “presa del potere” durante un discorso ad Antananarivo, la capitale. Le rivolte, inizialmente guidate da gruppi di giovani della Gen Z, hanno raggiunto un punto di svolta l’11 settembre, quando i soldati dell’unità…
Leggi
