"Chiediamo investimenti comuni per entrare in questa avventura sociale, ambientale, d'innovazione digitale. Se non investiamo insieme come Ue, nessuno dei nostri Stati da solo potrà competere in questa concorrenza sfrenata tra gli Stati Uniti e la Cina. Non facciamoci schiacciare, l'Unione fa davvero la forza. Quando vediamo piani di investimenti sull'autonomia strategica dobbiamo parlare anche di difesa comune, che per noi è una cosa ben diversa dal riarmo dei singoli 27 Stati membri, e che non deve…
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Sì, no, forse. Siamo alle solite, quelle del Partito democratico diviso, spaccato in due o persino in tre; quelle con la segretaria da cambiare, del congresso straordinario da convocare, della linea che “così proprio non va”. È vero che il voto al Parlamento europeo sul ReArm Eu, il pacchetto di riarmo da 800 miliardi di euro proposto da Ursula von der Leyen, racc…
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“Se vogliamo tornare a governare guidati da Elly Schlein, dobbiamo farci carico dei temi più spinosi come quello della necessità di investire più risorse nella difesa comune, unico modo per garantire una pace duratura in Europa. Anche su questo si misura la nostra credibilità”. Il giorno dopo la divisione del Pd in Europa, sul voto alla risoluzione che rich…
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CIVITAVECCHIA – «Il recente voto sulle spese per l’armamento europeo ha rappresentato un passaggio di grande rilievo per il nostro Partito. In questa fase cruciale, avremmo dovuto dimostrare unità e coesione attorno alla linea politica indicata con chiarezza dalla nostra Segretaria, onorevole Elly Schlein». Lo dice il segretario del Partito democratico di Civitavecchia Enrico Luciani. «Tale linea – prosegue -, volta a promuovere la pace e il disarmo, ha cercato di preservare l’unità interna del Partito…
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Per Gianfranco Pasquino, professore emerito di Scienza politica all’Università di Bologna, con il voto di ieri al Parlamento europeo «il Pd non soltanto si è spaccato ma ha anche abbandonato la linea ufficiale dei Socialisti e democratici europei e questo è ancora più brutto perché significa che mancano ancora dei passi per diventare un grande partito del socialismo europeo e per diventare dunque un grande partito europeista».
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VARESE – «PD spaccato? Un confronto prima sarebbe stato utile». Il senatore varesino Alessandro Alfieri, capogruppo Pd in commissione Esteri e Difesa di palazzo Madama, ha parlato su Radio Rai sulla spaccatura del Pd rispetto al voto sulla risoluzione sul Libro bianco per la difesa Ue, rispondendo alla domanda sulla mancata videoconferenza con la delegazione del Pd a Strasburgo prima del voto. «Serviva confrontarsi» Un confronto «sicuramente sarebbe stato utile», ha dichiarato Alfieri a…
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Fausto Carioti 13 marzo 2025 Si può stare all’opposizione nel proprio Paese e rimanere vivi: in democrazia, prima o poi, capita a tutti i partiti di dover fare la traversata nel deserto, e la gran parte sopravvive. Non si resta invece vivi a lungo se si diventa irrilevanti, a maggior ragione se si è un partito concepito per tenere in mano le leve del potere, come il Pd. La cui ragione sociale, perso da decenni il rapporto con le masse popolari, consiste nell’avere un alto peso specifico nelle istituzioni, in modo…
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Caporetto Pd il giorno dopo. Il voto a Strasburgo su Rearm Europe consegna all'Italia un Pd frantumato e una segretaria, Elly Schlein, di fatto sfiduciata dai suoi. Al Nazareno siamo ormai oltre l'allarme rosso, visto il caos su una materia cruciale come la politica estera e il futuro dell'Unione europea e
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Pd, il day after dopo la spaccatura a Strasburgo: al lavoro i pontieri in vista del voto alle Camere
ROMA – Il Pd su ReArmEu a Strasburgo si è diviso in due (10 a favore e 11 astenuti), ma le faglie nel partito di Elly Schlein sono molte di più. E il day after si annuncia incandescente. È già cominciato il conto alla rovescia verso l’altro appuntamento decisivo della settimana prossima: il Consiglio europeo e il consueto dibattito nel parlamento italiano. Per allora spetterà a Giuseppe Provenzan…
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Il manifesto del 13 marzo 2025 Il Pd si spacca sulle armi e Schlein conserva la maggioranza del gruppo europeo solo per un voto grazie agli indipendenti, rifugiandosi nell’astensione. Anche Bonaccini rompe le righe e dopo due anni salta la tregua dem. Destra divisa in tre: Fdi si astiene sul sostegno a Kiev per non urtare Trump
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L'altro ieri mentre il Pd si contorceva tra il «sì» e l'astensione su ReArm Europe, uno dei più autorevoli esponenti del partito spedito a Strasburgo dispensava un consiglio che aveva tanto il sapore dell'avvertimento per la Schlein: «Con l'astensione Elly si isola dalla sinistra europea, quella di governo. Senza contare che delude i grandi nomi del partito da Prodi a Letta, a Gentiloni che sono per il sì.
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Professor Arturo Parisi, ci risiamo. Il Pd si è spaccato come una mela tra favorevoli e contrari al piano Rearm Europe, con i secondi convenuti in extremis sull’astensione. È finita 10 a 11, con Elly Schlein che ha rischiato di finire in minoranza ma rivendica la sua linea. È un partito che decide di non decidere? Ci risiamo, dice lei. A me verrebbe da dire invece che …
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Eccola, la nuova vecchia linea politica del partito: usare gli eventi del mondo per logorare la segreteria di turno E così, un mercoledì di metà marzo, il Partito democratico si scopre incapace di trattenersi dalla sua natura. A Bruxelles, il delicato voto sul faraonico progetto di riarmo (in ordine sparso) di Ursula von der Leyen è l’occasione per mettere in discussione la segreteria. Persino il presidente del partito, Stefano Bonaccini, per la prima volta si schiera contro la linea…
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ROMA. L’incidente di ieri è maturato nei giorni scorsi. Quando, nei contatti telefonici della vigilia sulla linea Roma-Bruxelles, la segretaria del Pd Elly Schlein ha cominciato a percepire un irrigidimento anche da chi non se lo aspettava. Non aveva mai sperato di convincere ad astenersi Pina Picierno o Giorgio Gori, ma la sensazione è diventata presto quella di una fronda ben più estesa di qual…
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«All’Europa serve la difesa comune, non la corsa al riarmo dei singoli Stati. È e resta questa la posizione del Pd. Oggi all’Europarlamento si votava una risoluzione sulla difesa comune , con molti punti che amo, ma la risoluzione dava anche appoggio al piano ReArm EU proposto da Ursula Von der Leyen cui abbiamo avanzato e confermiamo molte critiche proprio perché agevola il riarmo dei singoli Stati facendo debito nazionale, ma non contribuisce alla difesa comune e anzi rischia di ritardarla.
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Stavolta il patatrac è così violento che nessuno può far finta di niente, neppure in un partito allenatissimo alla bisogna come il Pd. In un momento storico e su un voto cruciale del Parlamento europeo, Elly Schlein non solo rompe con il Pse ma finisce anche in minoranza nel proprio gruppo: solo in dieci (tra cui gli «esterni» che del Pd non fanno parte) seguono la sua indicazione e si astengono.
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Non passeranno alla storia come le “convergenze parallele” di Moro, ma certo le “divergenze”, parallele anche queste, di Meloni e Schlein nel voto sul piano “Rearm Europe” di Von der Leyen ieri all’Europarlamento resteranno nella cronaca di questi giorni tumultuosi in cui gli equilibri mondiali stanno cambiando. E la premier e la leader del maggior partito d’opposizione, invece di pronunciarsi su…
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Un voto pesantissimo per il Pd a Strasburgo, la spaccatura nel gruppo europeo sul progetto di riarmo proposto da von der Leyen è netta. Schlein conferma la sua posizione critica, pur mitigata in un’astensione che però non serve a tenere unito il partito; la situazione interna è molto complicata. Eppure la segretaria, questa è la sensazione, può contare su un consenso prevalente tra gli iscritti e nell’opinione pubblica di sinistra.
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