Il conflitto in Medio Oriente ha spinto i prezzi del Brent dai 60 dollari dell’inizio di gennaio a oltre 100 dollari alla fine di marzo. Rialzi ancora più consistenti per i derivati dal petrolio come la benzina e il carburante per aerei mentre sono tutti da definire gli effetti su altre materie prime legate all'energia, come i fertilizzanti e l'elio, entrambi fondamentali rispettivamente per l'agricoltura e la produzione di semiconduttori
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Le Borse europee chiudono al ribasso, ma in leggero recupero rispetto alla mattinata dopo l'apertura contrastata di Wall Street. Milano a -0,17%, la peggiore oggi è Madrid che perde quasi un punto. A Piazza Affari bene i titoli legati al settore della difesa, come Leonardo, salgono anche poste italiane e telecom, dopo la presentazione della documentazione per l'offerta pubblica d'acquisto. Le peggiori Stellantis e Buzzi.
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È ottimista la Fiavet sull'allarme carburante aereo legato alla chiusura dello stretto di Hormuz. Il rappresentante degli agenti di viaggio Gian Mario Pileri confida in una risoluzione a breve della crisi petrolifera. «Nelle ultime settimane, il rallentamento nelle prenotazioni c'è stato», ammette Pileri, «ma resta l'80% del mondo a disposizione per le prossime vacanze». La Sardegna, inoltre, potrebbe essere avvantaggiata rispetto ad altre mete meno sicure.
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