L'appuntamento è fissato per mercoledì 15 e giovedì 16 novembre: i deputati spagnoli dibatteranno e decideranno sull'investitura di Pedro Sanchez, segretario del partito Socialista spagnolo (Psoe) e capo del governo ad interim. L'annuncio è stato dato oggi dalla presidenza del Congreso de los Diputados (la Camera spagnola). Dopo aver incassato l'appoggio degli indipendentisti catalani di Junts per Catalunya (Uniti per la Catalogna) al termine di un difficile negoziato, Sanchez avrebbe ora i voti…
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Di Jaime Velázquez Circa 1.500 poliziotti pattuglieranno il palazzo del Congresso dei deputati per evitare che la violenza delle ultime proteste degeneri e si riversi sugli edifici istituzionali PUBBLICITÀ È la settimana decisiva in Spagna per la nascita del nuovo governo. Le Corti generali (le camere del parlamento spagnolo) voteranno giovedì 16 novembre sull'investitura del governo di Pedro Sánchez dopo il dibattito del giorno prima tra i leader di partito.
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La presidente del Parlamento, Francina Armengol, ha detto oggi a Madrid che la conferma di Sanchez alla guida del Governo dovrebbe arrivare già giovedì, nonostante l’amnistia sia stata contestata dall’opposizione e da manifestazioni di piazza. Grazie ad essa, la scorsa settimana il leader della sinistra si era assicurato di poter disporre di una maggioranza fra i 350 deputati. Prima di lui, il leader conservatore Alberto Nuñez Feijoo non era riuscito invece a raggiungere il medesimo obiettivo benché il suo Partito popolare fosse…
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Roma, 13 nov – Clima teso in Spagna per l’attesa della formazione del nuovo governo guidato dal premier uscente Pedro Sanchez. Come annunciato dal Ministero dell’Intero, Madrid è pronta a mettere in campo migliaia di agenti antisommossa per contrastare la massiccia mobilitazione dei nazionalisti spagnoli contro il patto siglato tra il Psoe e le sigle indipendentiste e separatiste del Paese. Punto centrale dell’accordo è il disegno di legge sull’amnistia, il quale annullerà la “responsabilità…
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Il primo ministro spagnolo ha offerto l'amnistia per ottenere il sostegno necessario per formare un nuovo governo, ma la risposta delle piazze è stata dura. Centinaia di migliaia di persone si sono radunate a Madrid, a Barcellona, in Andalusia e a Bilbao ascolta articolo Manifestazioni in tutta la Spagna con centinaia di migliaia di persone che hanno risposto all'appello dei partiti di destra per protestare contro l'offerta di amnistia avanzata dal governo socialista ai separatisti catalani…
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Al grido “la Spagna non si arrende” la destra spagnola conquista la piazza. L'alleanza tra Pp e Vox, uscita sconfitta nelle urne e nelle aule parlamentari, recupera forza nella protesta di popolo. Centinaia di migliaia di spagnoli, in tutte le città del Paese, hanno lanciato un no forte a chiaro a Pedro Sanchez e alla decisione di concedere l'amnistia a favore degli indipendentisti catalani, in cambio dei voti per tornare al governo.
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Di Virginia Nesi Calle Ferraz è ancora la sede della protesta. «Puidgemont in prigione», «Il Psoe si inginocchia, la Spagna si alza», gridano in coro DALLA NOSTRA INVIATA MADRID - È la nona notte consecutiva. Per la nona volta spagnoli e spagnole tornano in calle Ferraz, davanti alla sede del Psoe, per protestare contro Pedro Sanchez e l’amnistia ai catalanisti . «U-ni-tà nazionale. U-ni-tà nazionale», gridano in coro.
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