Investire in metalli preziosi significa mettere in portafoglio una forma di ricchezza che esiste da prima dei mercati come li conosciamo oggi. Oro, argento, platino e palladio continuano a svolgere una funzione che azioni e obbligazioni, da sole, non riescono a coprire e cioè proteggere il patrimonio nei momenti di forte instabilità economica, monetaria e geopolitica. Nel biennio 2025-2026 questa funzione è tornata sotto i riflettori.
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Approfondimenti:
Dopo i deflussi di febbraio registrati dagli Etf e le vendite di oro fisico da parte di alcune banche centrali bisognose di liquidità operativa, principalmente la Turchia con 79 tonnellate vendute in difesa del cambio e poi la Russia con sei tonnellate, le tensioni geopolitiche di aprile e quelle economiche legate al petrolio hanno riportato in aprile l’attenzione degli investitori verso i metalli preziosi: un’attenzione composta, vista la pacatezza dei prezzi e dei volumi di scambio, mentre i nuovi afflussi netti registrati dagli Etf…
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Panoramica fondamentale Il mercato sta rivalutando profondamente lo scenario monetario americano dopo la recente pubblicazione di dati macroeconomici superiori alle attese. Inflazione elevata, consumi resilienti e rendimenti obbligazionari in crescita stanno infatti rafforzando la convinzione che la FED possa mantenere una linea restrittiva ancora a lungo, se non addirittura prendere in considerazione ulteriori rialzi dei tassi entro…
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Oro e argento hanno aperto l'ultima seduta della settimana in forte calo. I dati macroeconomici emersi negli ultimi giorni hanno fatto definitivamente tramontare l'ipotesi di un taglio al costo del denaro da parte delle principali banche centrali, ravvivando invece le ipotesi di un rialzo sempre più imminente. Oro e argento proliferano in scenari di bassi tassi di interesse. Per entrambi, il bilancio del 2026 si è ridimensionato a +6% per l'oro e a +9,0% per l'argento.
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Oro e pietre preziose stanno tornando al centro del radar degli investitori come tassello degli asset alternativi, complici inflazione ostinata, incertezza geopolitica legate alle guerre e la voglia di diversificare. Lungi dall’essere solo un vezzo da cassettista, metallo giallo e gemme rare vengono sempre più letti come “polizze assicurative” patrimoniali, a patto di conoscerne limiti, costi e rischi di illiquidità.
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BorsaInside.com L’oro è tornato al centro dei mercati finanziari, ma spiegare la sua forza soltanto con la parola paura sarebbe troppo semplice. Il metallo prezioso non viene comprato solo perché gli investitori temono guerre, crisi bancarie, recessione o nuove tensioni geopolitiche. Dietro il movimento dell’oro c’è una lettura molto più profonda, legata alla sfiducia verso una parte dell’attuale equilibrio economico globale.
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Le diverse voci Nel primo trimestre 2025 si era a 1.205 tonnellate, nel secondo trimestre dello stesso anno si era a 1.271,3, nel terzo trimestre l’aumento a 1.357,3 e nel quarto trimestre la cifra di 1.310,2. Le 1.230,9 tonnellate del primo trimestre non sono quindi il picco nell’anno considerato, ma rappresentano comunque un incremento, seppur contenuto, rispetto a dodici mesi prima. Per quel che riguarda il prezzo medio del lingotto nei vari trimestri del periodo, questo è stato l’andamento: 2.859,6 dollari per oncia nel primo trimestre 2.025, 3.280,4…
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