Il presidente del comitato sarà alle 17 di giovedì a Borgo a Mozzano ed alle 18,30 nella Sala Tobino di Palazzo Ducale a Lucca La sezione cittadina del comitato Società civile per il No al Referendum costituzionalepromuove un ciclo di incontri pubblici per approfondire nel merito le ragioni del voto contrario al referendum in programma il 22 e 23 marzo. La prima tappa di questo serrato percorso si terrà giovedì (19 febbraio), con un doppio…
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Gianfranco Pasquino, professore emerito di Scienza Politica a Bologna, puntualizza alcuni aspetti i vista del referendum sulla giustizia e mette in guardia centrodestra e centrosinistra. «Voterò no perché questa riforma non risolve i problemi della giustizia - dice - ma si resti nel merito e non si dica che se vince il Sì è la fine della nostra democrazia perché non è così». Professor Pasquino: da Gratteri a Nordio negli ultimi giorni si sono accese le polemiche sul referendum…
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Il referendum sulla giustizia non è una questione tecnica. Riguarda la possibilità che esistano limiti al potere di chi governa. E riguarda, soprattutto, la possibilità che chi sta in basso possa prendere parola, difendersi, dissentire, organizzarsi. Dire No non significa difendere lo status quo. Non significa idolatrare la magistratura. Non significa aderire alla narrazione secondo cui il processo penale sarebbe uno strumento del cambiamento politico.
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Dinanzi all’ampia affluenza di interventi a sostegno del referendum, penso che vada detto con onestà che non stiamo discutendo di un referendum su sorteggi o nuove tecnicalità per sistemare antichi conti interni alla magistratura, o fra politica e magistratura. C’è un fondo della questione che non viene fatto emergere, il che denota, appunto, una forte mancanza di onestà. Che cosa voteremo il 22 e 23 marzo prossimi? Una modifica della Costituzione nella sua parte essenziale, la sua anima, l’armonia dei poteri.
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“La nostra Costituzione non tutela le generazioni più giovani. E meno ancora quelle future.” (Elsa Fornero) Per quanto l’ex ministro Fornero sia stata una figura divisiva e fortemente contestata da alcune forze politiche, non senza ragione in taluni casi, nessuno, con un minimo di onestà intellettuale, potrebbe contestarle una scarsa competenza nelle materie di cui si sia occupata. Questa sua affermazione deriva dal fatto che la struttura rigida della Costituzione è stata fissata in un preciso periodo storico, con alcune necessità…
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Nemici dell’Italia. Così la Presidente Meloni ha definito coloro che hanno manifestato contro le olimpiadi Milano Cortina, utilizzando una idea di patria divisiva: l’Italia è sovrapponibile al Governo e quindi gli oppositori politici e sociali sono nemici della nazione. Un’equazione inquietante che richiama esplicitamente la retorica fascista e identifica in modo preciso la nuova fase del Governo Meloni che ha…
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Ogni volta che nel dibattito pubblico italiano compare l’ipotesi di una revisione costituzionale, la reazione è prevedibile. Prima ancora di discutere il contenuto, si alza una barriera simbolica: si parla di oltraggio, di strappo, di minaccia all’assetto democratico. La dinamica è quasi automatica e prescinde spesso dal merito della proposta. È accaduto anche nel caso della riforma della giustizia: già approvata dal Parlamento e ora destinata al vaglio referendario.
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Massimo Villone, costituzionalista di vaglia, militante storico della sinistra e parlamentare di lungo corso, parla con Articolo 21 della raccolta firme (per fortuna andata a buon fine) che ha promosso, insieme ad altri quattordici cittadini benemeriti, per arginare l’arroganza di un governo che al referendum costituzionale sulla giustizia mira al plebiscito. Come ha sottolineato la Corte di Cassazione nell’ordinanza dello scorso 6 febbraio, infatti, chiarire bene i…
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