Una mattinata triste, ma piena di Luce dopo tanta pioggia. La sua voce per consolare chi voleva dirle addio. La sala dei baroni del Maschio Angioino, trasformata ieri mattina in camera ardente di Angela Luce, scomparsa venerdì a 87 anni, risuonava di «Che vuò cchiù» e «Ipocrisia». Una cerimonia pubblica voluta dal sindaco Gaetano Manfredi, presente insieme all’assessora al Turismo Teresa Armato, all’assessore regionale alla Cultura Ninni Cutaia, accolti dai nipoti della cantattrice, Mariangela…
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Castel Nuovo inondato dal sole di febbraio. Per dare l’addio a una regina della scena, ci voleva una sala solenne come quella che, prima di essere dei Baroni, era stata la sala del trono angioino. Lì, dove il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi ha disposto che si allestisse la camera ardente, Angela Luce ha ricevuto l’omaggio di tanti cittadini e colleghi: un lutto pubblico, solenne, per una grande testimone del Novecento
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Le note di 'Bammenella' del sax di Marco Zurzolo hanno accompagnato l'ultimo applauso per Angela Luce, cantante e attrice napoletana che si è spenta ieri a 87 anni, indimenticabile interprete del classico di Viviani. Nella affollata chiesa di San Ferdinando, detta degli Artisti, la messa solenne presieduta dal vescovo ausiliare Gaetano Castello è stata aperta da un lungo messaggio inviato dal cardinale Mimmo Battaglia "La canzone napoletana è preghiera, non sempre lo sa ma lo è.
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È venuto a mancare, all’età di 87 anni, Angela Luce. Attrice e cantante, nata Angela Savino il 3 dicembre 1937 e scomparsa ieri, 20 febbraio, era considerata la “voce di Napoli”. Ha lavorato principalmente nel cinema e nella musica soprattutto di matrice partenopea, prendendo parte a molte pellicole e pubblicando vari brani, alcuni dei quali portati sul palco del Festival di Sanremo. Angela Luce aveva debuttato nel mondo dello spettacolo a 14 anni, partecipando col suo vero cognome (Savino) alla "Piedigrotta Bideri" con la canzone “Zì Carmilì”.
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Da diva, da ultima regina della canzone napoletana, si era chiusa in casa, non voleva farsi vedere acciaccata, malandata. Ieri mattina, in una livida alba partenopea si è spenta la Luce di cantaNapoli, l’orgogliosa ragazzina venuta da Mezzocannone per conquistare Eduardo e Peppino, Totò e Taranto, Pasolini e Martone, Sanremo e i teatri e gli schermi d’Italia. Regina della melodia verace, interprete melodrammatica come poche, anzi nessuna, attrice, primadonna orgogliosa della propria bellezza, della propria…
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Su Rai Play, alla voce «Milleluci», li si può ancora vedere insieme - in bianco/nero assoluto - nella seconda puntata (dedicata al cafè chantant, marzo 194) dello storico varietà diretto dal grande Antonello Falqui, con Mina e Raffaella Carrà. Lui - Mariano Rigillo - era nel ruolo del guappo protettore, in doppiopetto, sciarpa, panciotto e sigaretta; lei - Angela Luce - giovane e attraente in un tailleur nero e gonna lunga, alle prese con il suo cavallo di battaglia, la «Bammenella» di…
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Si è spenta a 87 anni, Angela Luce, nata a Napoli, in via Mezzocannone. Icona della cultura, del cinema e della canzone napoletana. Attrice e cantante, raffinata interprete di celebri brani della nostra tradizione. Nata artisticamente con Eduardo De Filippo, ha lavorato con lui e altri grandi artisti, come Peppino De Filippo, Nino Taranto, Giuseppe Patroni Griffi, Garinei & Giovannini, Franco Zeffirelli, partecipando ai più importanti festival della prosa in tutto il mondo.
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Ascolta la versione audio dell'articolo 1' di lettura English Version Translated by AI. For feedback, please contact [email protected] È morta a 87 anni Angela Luce, cantante ed attrice, la «voce di Napoli». Bellezza mediterranea e grande talento, lo scorso anno fu premiata in Senato, nel 1995 vinse un David di Donatello per L’amore Molesto di Mario Martone, recitò con Eduardo De Filippo che considerava il suo maestro, Peppino e Totò ma anche per il Decameron ambientato a Napoli di…
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VERDEVASINICOLA700 swipo700 abitare SANCARLO50-700 WhatsApp Facebook Twitter Email Print In scena al Teatro Città di Pace la magia di un’interpretazione che abbatte le barriere del tempo e coinvolge il pubblico in un’esperienza emotiva unica. CASERTA. C’è un luogo dove il tempo si ferma, o forse, scorre all’indietro e in avanti con la leggerezza di un pensiero. Questo luogo è il teatro. E al Teatro Città di Pace di Caserta, la magia ha preso il nome di “Via del Tempo”, il terzo…
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