Anni di ‘Wish you were here’, quando i Pink Floyd si superarono. E quella volta che Syd Barrett… Con Wish You Were Here, i Pink Floyd sfiorarono il successo dell'album 'perfetto' The Dark Side Of The Moon ROMA – Mezzo secolo di storia, nel segno di Syd Barrett, con un occhio (anzi un orecchio) a The Dark Side Of The Moon. Compie 50 anni Wish You Were Here, nono album in studio della band. È il 1973 quando i Pink Floyd, impegnati in tour per…
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È il 1973 quando i Pink Floyd, impegnati in tour per promuovere quello che per molti è il loro 'album perfetto' ovvero The Dark Side Of The Moon, suonarono dal vivo tre pezzi inediti: Raving and Drooling, l''antenata' di Sheep che fu uno dei singoli iconici di Animals, You Gotta Be Crazy, ovvero Dogs altro tassello di Animals e, soprattutto, Shine On You Crazy Diamond. Proprio quest'ultima, incisa in due parti, è contenuta in Wish You Were Here album che la band di Roger Waters…
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Pink Floyd, la riedizione di ‘Wish You Were Here’ a 50 anni dalla sua uscita I Pink Floyd hanno annunciato la riedizione del loro album ‘Wish You Were Here’ del 1975. Questa speciale riedizione uscirà il 12 dicembre per Sony Music. La raccolta ‘Wish You Were Here 50’ offrirà una nuova prospettiva su uno dei dischi più amati della band. L’edizione celebrativa include diverse rarità. Al centro di questa speciale raccolta si trovano 6 versioni alternative e demo inediti che presentano…
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La follia di cui parlavano i Pink Floyd non era concettuale e astratta, ma un'esperienza diretta, passata attraverso Syd Barrett. Carismatico fondatore della band e autore della maggior parte dei brani del primo album, The Piper at the Gates of Dawn (1967), Barrett era stato l’anima creativa del gruppo, ma già sul finire degli anni Sessanta, l’uso massiccio di droghe iniziò a compromettere il suo equilibrio.
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I Pink Floyd pubblicheranno il 12 dicembre una nuova edizione di Wish You Were Here, l’album che proprio oggi compie 50 anni. Verrà pubblicato in vari formati (triplo LP, doppio CD, Blu-ray, digitale e cofanetto deluxe) e conterrà pezzi in versione alternativa, demo inediti, un concerto del 1975. L’edizione che si ascolterà in streaming comprenderà l’album originale in un nuovo mix in Dolby Atmos realizzato da James Guthrie e 25 brani bonus composti da nove rarità in studio e 16 pezzi…
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Come vorrei, come vorrei che tu fossi qui How I wish, how I wish you were here Siamo solo due anime perdute che nuotano in un acquario We’re just two lost souls swimming in a fishbowl Anno dopo anno Year after year Correndo sullo stesso vecchio terreno, cosa abbiamo trovato? Running over the same old ground, what have we found? Le stesse vecchie paure, vorrei che tu fossi qui The same old fears, wish you were here Compie 50 anni oggi Wish You Were Here, il disco che nel 1975…
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Il 2025 segna il cinquantesimo anniversario di "Wish You Were Here", l'album che nel 1975 consacrò i Pink Floyd e li fece entrare nella storia del rock. Nonostante la band sia ferma dal 1994, con l'ultimo album "Endless River" (pubblicato nel 2014), la loro musica continua ad appassionare vecchie e nuove generazioni. Roger Waters (che di recente si è scontrato con la famiglia Osbourne) e soci sono fermi da tempo, ma possono contare su una base solidissima.
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Il 12 settembre 2025 segna il cinquantesimo anniversario di “Wish You Were Here”, l’album dei Pink Floyd che ha lasciato un’impronta indelebile nella storia della musica. Pubblicato nel 1975, questo lavoro ha esplorato temi profondi come l’assenza, la disillusione e l’alienazione, riflettendo le tensioni interne alla band e il loro rapporto con l’industria discografica. La genesi dell’album e l’ombra di Syd Barrett Dopo il successo planetario di “The Dark Side of…
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Vorrei che tu fossi qui...Wish You Were Here. Cinquanta anni fa come oggi, 12 settembre 2025, veniva pubblicato un album che ha cambiato la storia non solo della musica ma anche i movimenti politico-cuturali che intorno alla musica ruotano. Era, appunto, il 12 settembre 1975 quando i Pink Floyd hanno pubblicato il loro nono album in studio, quel Wish You Were Here che mai avrebbero immaginato sarebbe diventato un monumento del Rock.
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Il 12 settembre 1975 i Pink Floyd pubblicano “Wish You Were Here”. Un'opera che oggi consideriamo leggendaria, all’epoca fu il risultato di una crisi profonda non solo musicale: personale, emotiva, esistenziale. Per un attimo, come ricorda Nick Mason, la band fu davvero a un passo dallo sciogliersi: “Dopo 'Dark Side' ci fu un momento in cui pensavamo seriamente di fermarci. Avevamo raggiunto tutto.
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“Wish You Were Here” compie 50 anni, storia e significato del capolavoro (tormentato) dei Pink Floyd
«Vorrei tu fossi qui». Da 50 anni gli appassionati di rock associano queste quattro parole al riff di chitarra acustica di uno dei brani più celebri della storia. “Wish You Were Here”, però, non è solo il titolo della canzone che tutti conoscono ma anche dell'album, altrettanto splendido, che la contiene, pubblicato dai Pink Floyd il 12 settembre 1975. Nono lavoro dalla band, segue a due anni di distanza l'epocale “The Dark Side Of The Moon”, dal…
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David Gilmour, Nick Mason e Roger Waters ricordano con passione e affetto il personaggio di Syd Barrett, membro fondatore del gruppo, presto costretto all'isolamento da gravi problemi psichici, in “Pink Floyd: The Story of Wish You Were Here", in onda venerdì 12 settembre alle 23.05 su Rai 5. La sua genialità e il suo talento innovativo sono il motivo scatenante di questo album, in cui i vecchi compagni desiderano, come recita il titolo, che Syd fosse ancora a loro fianco per condividere la storia dei Pink Floyd.
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L’anno successivo, a 60 anni, Syd Barrett morirà. Pink Floyd sono fermi, di fatto, dal 1994, eccezion fatta per l'operazione di recupero di " The Endless River " (2014). Eppure nell'ultimo anno l'attenzione è rimasta altissima sulla band britannica, grazie soprattutto al recupero dell'album live " Pink Floyd At Pompeii - MCMLXXII ", che in Italia è stato al numero 1 nella…
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“Vorrei tu fossi qui”. Da cinquant'anni, per gli appassionati di rock, il desiderio espresso in queste quattro parole si accompagna, per associazione mentale, a un riff di chitarra acustica tra i più inconfondibili di sempre. Parole e musica a formare il brano che probabilmente ogni praticante nello studio della sei corde ha inserito per primo, o tra i primi, nel suo repertorio. “Wish You Were Here”, però, non è solo il titolo…
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La copertina di Wish You Were Here non è soltanto una protezione di cartone: è un’estensione del disco stesso. Qual è l’album per eccellenza dei Pink Floyd? Molti risponderebbero senza esitazione: The Wall. È certamente il più conosciuto e riconoscibile, anche da chi non è un appassionato del gruppo inglese. Ma c’è un altro vinile che merita lo stesso titolo: Wish You Were Here, un concept album sull’assenza, tema che si riflette fin dall’artwork, o meglio, dalla copertina della copertina.
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L’ottimo Roy non è l’unico ospite dell’album, che si avvale anche del sax di Dick Perry, glorioso reduce del Dark Side precedente, di un coro femminile e del violino di un grande del jazz, Stephane Grappelli, intercettato mentre registrava in un’altra sala di Abbey Road e invitato a contribuire a Wish You Were Here. Ma più importante di loro è un convitato di pietra, Syd Barrett, l’amico degli anni eroici evocato con toni struggenti nei due pezzi chiave, Shine On You Crazy Diamond e Wish You Were Here; il Diamante Pazzo è lui…
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Nel 1975 i Pink Floyd entrano agli Abbey Road Studios di Londra per registrare il loro nono album, dopo lo straordinario successo di The Dark Side of The Moon. Roger Waters, Richard Wright, Nick Mason e David Gilmour continuano ad essere ispirati dal ricordo di Syd Barrett, fondatore del gruppo, travolto dalla pazzia e dall’abuso di droghe: è lui ad averli lanciati nel 1966 nella sperimentazione dei primi concerti al…
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Pubblicato il 12 settembre 1975, è il settimo album in studio della band, e seppur all’inizio la critica lo abbia considerato inferiore agli album precedenti, negli anni è stato giustamente rivalutato e considerato un capolavoro del rock progressivo, Wish You Were Here rappresentò una svolta creativa per i Pink Floyd, nello stesso anno in cui Bob Dylan realizzò l’introspettivo, forse autobiografico Blood on the Tracks, invitando il suo pubblico a pensarlo non come un artista, ma come un essere umano…
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