I prezzi del petrolio sono scesi mercoledì in un contesto di flessione più ampia dei mercati finanziari e di un dollaro statunitense forte, mentre gli investitori valutavano le prospettive dell'offerta.I future sul Brent hanno segnato un lieve calo di 6 centesimi, pari allo 0,1%, attestandosi a 64,38 dollari al barile alle 04:08 GMT, dopo aver toccato nella sessione precedente il minimo delle ultime due settimane.
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Martedì il West Texas Intermediate (WTI) è in calo poiché i trader digeriscono la recente decisione dell’OPEC+ di sospendere gli aumenti pianificati dell’offerta e le preoccupazioni per un eccesso di offerta in corso frenano lo slancio rialzista. Al momento in cui scriviamo, il WTI passa di mano a circa 60,20 dollari al barile, recuperando leggermente dopo essere scivolato brevemente a 59,79 dollari, in calo di quasi l’1,10% nel corso della giornata.
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All’eccesso di offerta che oggi si osserva sul mercato le grandi compagnie petrolifere occidentali hanno contribuito più della coalizione di produttori. La produzione corre come non faceva da anni e non smetterà di farlo
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Prezzo del petrolio in calo questa mattina sui mercati delle materie prime: il Wti con consegna a dicembre passa di mano a 60,86 dollari al barile con una flessione dello 0,31% mentre il Brent con consegna a gennaio è scambiato a 64,69 dollari con una riduzione dello 0,31%. .
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Ieri l’OPEC+ ha deciso di interrompere gli aumenti di produzione di petrolio oltre dicembre, dopo aver approvato un incremento limitato per l’ultimo mese dell’anno. La mossa riflette la crescente cautela del Cartello di fronte al rischio di un eccesso di offerta globale che potrebbe pesare sui prezzi del greggio nei primi mesi del 2026. Dal mese di aprile, l’OPEC+ ha aumentato i target produttivi di circa 2,9 milioni di barili al giorno, pari a circa il 2,7% della fornitura globale.
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I prezzi del petrolio restano stabili oggi a 64,80 dollari al barile per il Brent, nonostante un moderato aumento della produzione di 137.000 barili al giorno a partire da dicembre. La decisione è stata presa durante la riunione di domenica. L’OPEC+ ha anche annunciato piani per sospendere gli aumenti della produzione nel primo trimestre del 2026, contribuendo a stabilizzare la reazione del mercato.
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L’Opec+ ha deciso di aumentare la produzione giornaliera di petrolio di 137 mila barili da dicembre. L’alleanza guidata da Arabia Saudita e Russia ha annunciato che i suoi otto membri principali sospenderanno però ogni incremento nel primo trimestre del 2026. Perché l’Opec+ ha preso questa decisione? L’Opec+ ha invertito la rotta accelerando sulle estrazioni per poi stopparsi i primi tre mesi di gennaio 2036.
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Petrolio, perché l’Opec+ sospenderà gli aumenti della produzione L'Opec+ ha deciso di produrre più petrolio a dicembre, ma sospenderà gli aumenti da gennaio a marzo. Il cartello guidato dall'Arabia Saudita teme un eccesso di offerta sul mercato, mentre non è ancora chiaro l'impatto delle nuove sanzioni sulla Russia. Intanto, Trump minaccia un intervento armato contro la Nigeria, primo produttore petrolifero d'Africa.
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L’Opec+ torna a muoversi sul fronte dell’offerta, ma senza forzare la mano. L’alleanza che riunisce i principali esportatori mondiali di petrolio — Arabia Saudita, Russia, Iraq, Emirati Arabi Uniti e Kazakistan in testa — ha annunciato un nuovo aumento della produzione: +137.000 barili al giorno a partire da dicembre 2025. Una mossa attesa dai mercati, che segna il terzo ritocco consecutivo dopo quelli di settembre e ottobre, e che conferma la strategia del gruppo…
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L'Opec+ avanza inesorabile con i suoi aumenti produttivi, che puntano a riassorbire i precedenti tagli produttivi di 1,65 milioni di barili decisi a marzo 2023 (arrivati fino a 2,2 milioni di barili a novembre 2023). Quest'ultimo aumento di 137 mila barili, il terzo consecutivo, è in linea con le variazioni decise nei mesi scorsi e conferma la strategia di cauto e progressivo aggiustamento produttivo deciso da otto membri del cartello, inclusa la Russia
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I prezzi del petrolio salgono dopo che l’Opec+ ha deciso di rinviare gli aumenti della produzione nel primo trimestre del 2026, attenuando i timori di un eccesso di offerta. Il futures sul Brent si apprezza dello 0,43% a 65,05 dollari al barile e quello sul Wti dello 0,39% a 61,22 dollari al barile, il quarto giorno consecutivo di rialzo. L’Opec+ sospende l’aumento della produzione nel primo trimestre del 2026…
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Brent WTI Gli otto Paesi partecipanti La decisione dell'Opec+ Confermata una strategia flessibile (Teleborsa) (Teleborsa) - L'Opec+ avanza inesorabile con i suoi aumenti produttivi, che puntano a riassorbire i precedenti tagli produttivi di 1,65 milioni di barili decisi a marzo 2023 (arrivati fino a 2,2 milioni di barili a novembre 2023). Quest'ultimo aumento di 137 mila barili, il terzo consecutivo, è in linea con le variazioni decise nei mesi scorsi e con le attese degli analisti e conferma la…
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Pressioni ribassiste in arrivo sul petrolio ma non tali, per ora, da pesare sui titoli del settore in Piazza Affari: da Eni a Saipem. Il timore di un eccesso d'offerta resta sullo sfondo frenando gli otto stati membri dell'Opec+, che ieri hanno deciso un nuovo piccolo aumento della produzione giornaliera di greggio. Per la terza volta consecutiva i delegati hanno aumentato la produzione di 137mila barili al giorno per poi prendersi una pausa di quattro mesi.
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MILANO – Con una mossa contenuta – e già scontata dai mercati – l’Opec+ ha deciso di aumentare la produzione giornaliera di petrolio di 137 mila barili. Per il cartello, che comprende Algeria, Iraq, Kuwait, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Kazakistan, Oman e Russia, la “stabile prospettiva economica globale”, unita ai “sani fondamenti del mercato, come dimostrano le basse scorte di greggio”, …
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