Il nuovo anno inizia nel peggiore dei modi per diversi Paesi del mondo, con pace ed equilibrio globale che appaiono sempre più lontani dalla piena realizzazione. Dopo il blitz in Venezuela e le nuove tensioni nelle Americhe, lo sguardo internazionale si sposta su un’altra parte del mondo: l’Iran, travolto dalle proteste contro il carovita e dagli scontri che nel giro di pochi giorni hanno provocato decine di morti e feriti.
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Secondo l’ong Hengaw, la repressione delle proteste in Iran ha causato almeno 27 morti e più di 1.500 arresti. La protesta partita dai commercianti di Teheran contro il crollo del rial e un’inflazione che ha superato il 40 per cento si è trasformata, nel giro di pochi giorni, in una nuova e grave crisi interna per l’Iran. Secondo le organizzazioni per i diritti umani, la risposta del regime degli ayatollah è stata durissima e ha causato un bilancio pesante di…
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In realtà, mentre l'ordine mondiale trema, la sensazione è che il decrepito regime degli ayatollah sembra già morto. La minaccia ormai non viene solo dalla rivolta interna, ma da una situazione internazionale che si avverte sempre di più nei confini del paese, ormai percorso da cortei furiosi ovunque. Maduro è andato, e l'altra parte del sistema, l'Iran degli Ayatollah, è in pieno terremoto. Ieri intanto il regime ha sparato addirittura in uno degli ospedali in cui vengono ricoverati i feriti negli scontri, nella città di Ilam
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I manifestanti, infuriati per il peggioramento dell'economia iraniana, hanno tenuto un sit-in di protesta al Gran Bazar di Teheran martedì, mentre gli attivisti affermano che almeno 36 persone sono state uccise nel corso delle proteste iniziate a dicembre. La protesta al Grand Bazaar, che martedì è rimasto in gran parte chiuso, è stato l'ultimo segno che le manifestazioni probabilmente continueranno, dato che la valuta del Paese, il…
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Momenti di tensione al Grand Bazaar di Teheran, in Iran, dove le forze di sicurezza hanno lanciato dei gas lacrimogeni contro dei manifestanti. La protesta, contro il carovita e la crisi economica, si è svolta in un luogo che da secoli rappresenta il cuore pulsante della vita economica e politica iraniana. Gli scontri tra agenti e civili, nel corso degli ultimi giorni, hanno causato almeno 35 morti e oltre 1200 arresti.
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Numerosi video in rete mostrano che le forze di sicurezza iraniane in tenuta antisommossa hanno fatto irruzione nell’ospedale di Ilam, a 515 chilometri da Teheran, aprendo il fuoco e uccidendo manifestanti feriti. Un episodio che, riporta Ap, ha provocato la reazione del dipartimento di Stato americano e ha spinto ieri sera il presidente iraniano Masoud Pezeshkian a incaricare il ministero degli Interni a formare…
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Ascolta la versione audio dell'articolo 2' di lettura English Version Translated by AI. For feedback, please contact [email protected] La polizia iraniana ha sparato gas lacrimogeni contro manifestanti e negozianti che protestavano e scioperavano per il decimo giorno consecutivo, in particolare al Gran Bazar e ai grandi mercati di diverse aree di Teheran, e ha condotto diversi arresti. Si tratta dell’ultimo sviluppo nella seconda settimana di proteste che hanno infiammato l’intero Paese…
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Numerosi video in rete mostrano che le forze di sicurezza iraniane in tenuta antisommossa hanno fatto irruzione nell'ospedale di Ilam, a 515 chilometri da Teheran, aprendo il fuoco e uccidendo manifestanti feriti. Un episodio che, riporta Ap, ha provocato la reazione del dipartimento di Stato americano e ha spinto ieri sera il presidente iraniano Masoud Pezeshkian a incaricare il ministero degli Interni a formare una squadra speciale per un'indagine approfondita su quanto…
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Numerosi video in rete mostrano che le forze di sicurezza iraniane in tenuta antisommossa hanno fatto irruzione nell'ospedale di Ilam, a 515 chilometri da Teheran, aprendo il fuoco e uccidendo alcuni manifestanti. Un episodio che ha provocato la reazione del dipartimento di Stato americano e ha spinto il presidente iraniano,Masoud Pezeshkian, a incaricare il ministero degli Interni a formare una squadra speciale per un'indagine approfondita su quanto accaduto.
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Dal battito d'ala in Venezuela ad una nuova tempesta in Iran? L'arresto di Nicolás Maduro ha infatti sollevato onde geopolitiche che presto potrebbero abbattersi in luoghi ben lontani dal Sud America, con effetti difficili da prevedere. A partire, appunto, dal Medio Oriente dove si moltiplicano i segnali di una nuova resa dei conti tra gli Stati Uniti, affiancati da Israele, e la Repubblica Islamica, alle prese con nuove manifestazioni nelle sue città a causa dell'aggravarsi delle condizioni…
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Tra le vittime ci sono 29 manifestanti, quattro minori e due membri delle forze di sicurezza, con dimostrazioni segnalate in oltre 250 località di 27 delle 31 province del Paese È salito ad almeno 35 morti il bilancio delle violenze legate alle proteste in corso in Iran. Lo riferisce l’agenzia statunitense Human Rights Activists News Agency, che parla di oltre 1.200 persone arrestate in più di una settimana di proteste, precisando che tra le vittime ci sono 29 manifestanti, quattro minori e…
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Mentre in Iran continuano le proteste, alimentate dalla rabbia per il peggioramento delle condizioni di vita, la Guida Suprema Ali Khamenei sembrerebbe avere pronto un piano di emergenza per lasciare il Paese. Lo scenario scatterebbe qualora egli ritenesse che l’esercito, la Guardia Rivoluzionaria o altre forze di sicurezza stiano subendo defezioni, ammutinamenti o non siano più in grado di eseguire gli ordini…
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Il tycoon e il premier israeliano avrebbero messo nel mirino la Guida Suprema dell’Iran, che avrebbe pronto un piano di fuga a Mosca Archiviata la pratica Nicolas Maduro, ora l’“attenzione” di Donald Trump e del suo sodale Benjamin Netanyahu potrebbe spostarsi sulla Guida Suprema dell’Iran, Ali Khamenei. Tanto che ieri il Times di Londra, citando un rapporto di intelligence, ha rivelato come Khamenei avrebbe pronto un piano per fuggire a Mosca, qualora il…
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Iran, la polizia spara sulla folla che protesta nella città di Malekshahi In un video che circola sui canali social, si vede il momento in cui la polizia spara sui manifestanti che protestavano nella città occidentale di Malekshahi , nella provincia iraniana di Ilam al confine con l’Iraq abitata principalmente da curdi. Kurdistan Human Rights Network ha riferito che le forze dell'IRGC (Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Iraniane) hanno ucciso tre manifestanti e ne hanno feriti oltre 30.
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Mentre aumentano le vittime della repressione delle manifestazioni in Iran, dopo una settimana di proteste, l’avvertimento di Donald Trump di salvare i dimostranti ha acuito le tensioni, costringendo Teheran ad affrontare l'escalation delle rivolte interne e i rinnovati timori di un intervento straniero per un cambio di regime. «Se l’Iran spara e uccide con violenza manifestanti pacifici, come è sua consuetudine, gli Stati Uniti d'America accorreranno in loro soccorso.
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