Il presidente dell'associazione che rappresenta l'ospedalità religiosa: la risposta a una sofferenza estrema come quella della 53enne triestina morta con suicidio assistito non è la morte ma più cura
Leggi
«Lì dove c’era il deserto, Eluana ha aperto una strada». Beppino Englaro, il papà della ragazza morta nel 2009 a Udine dopo 17 anni in stato vegetativo a seguito di un incidente stradale, nel giorno in cui l’associazione Coscioni ha informato del suicidio assistito della signora Anna, triestina colpita da sclerosi multipla, evidenzia le differenze con la vicenda Eluana che ha lacerato la sua fami…
Leggi
ROMA. Prima reazione, panico. Fermare un esponente della maggioranza o del governo nel Transatlantico di Montecitorio, per chiedere un parere sul caso di suicidio assistito avvenuto a Trieste, significa trovarsi davanti un’espressione tra lo stupito e lo smarrito. Inutile domandare a chi avrebbe titolo e responsabilità per esprimersi, come il ministro della Salute, Orazio Schillaci: «Non fa dichi…
Leggi
Era affetta da una malattia irreversibile e da un anno chiedeva di poter accedere alla morte assistita volontaria. Lo ha fatto, scrive Alice Fumis dell’Ansa, prima rivolgendosi alla Asl di competenza, poi, dopo un nulla di fatto, al Tribunale di Trieste, che ha ordinato l’avvio di verifiche. Lo scorso 28 novembre è quindi morta a casa sua, a Trieste, all’età di 55 anni, dopo l’autosomministrazione di un farmaco letale fornito, cosa mai accaduta prima, dal Sistema…
Leggi
La donna triestina di 55 anni affetta da sclerosi multipla secondariamente progressiva, che aveva chiesto di accedere al suicidio assistito, è morta il 28 novembre a casa sua, a Trieste, a seguito dell'autosomministrazione di un farmaco letale. Lo rende noto l'associazione Luca Coscioni. La donna, afferma l'associazione, è «la prima italiana ad aver completato la procedura prevista dalla Consulta con la sentenza Cappato, con l'assistenza diretta del Servizio sanitario nazionale».
Leggi
