Sui media statunitensi si rincorrono le voci secondo cui il dipartimento di Giustizia potrebbe imporre ad Alphabet la cessione del sistema operativo Android e del browser Chrome per ripristinare la concorrenza. Ma il gigante del Web annuncia ricorsi, e molti addetti ai lavori considerano "improbabile" questo scenario
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La sentenza della Corte di Giustizia statunitense contro Google ha scosso la cronaca economica e finanziaria in un afoso inizio agosto, gettando un ombra sulla sostenibilità del rally che ha portato le Big Tech a raggiungere centinaia di miliardi di dollari di capitalizzazione ed il mercato statunitense ad aggiornare ripetutamente i record storici. Ma perché la sentenza su Google è così importante? E cosa ci si attende per il futuro in ambito è finanziario? Gli analisti…
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Il Dipartimento di Giustizia Usa sta valutando uno spezzatino di Google dopo la sentenza che ha decretato il motore di ricerca colpevole di aver violato la legge antitrust americana. Il Dipartimento di Giustizia Usa sta valutando uno spezzino di Google dopo la sentenza che ha decretato il motore di ricerca colpevole di aver violato la legge antitrust americana. Lo scrive il New York Times citando alcune fonti, secondo cui fra le diverse opzioni al vaglio c’è quella dello scorporo e della…
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Dagli Usa la prima ‘sconfitta’ per Google in tribunale: “ha agito in maniera illegale per assicurarsi, e mantenere, il monopolio nella ricerca online“. Mentre la campagna per le presidenziali negli Stati Uniti vive giornate decisive per il futuro del Paese e, di riflesso, anche dell’Europa, un’altra notizia arriva dagli Usa e viene ‘battuta’ dalle Agenzie di stampa più importi e messa al centro dell’agenda.
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La condanna di Google per pratiche monopolistiche potrebbe innescare una reazione a catena. Negli Stati Uniti si sta valutando la possibilità di chiedere all'azienda di separarsi da alcune delle sue attività principali, mentre altre grandi aziende tecnologiche potrebbero presto essere oggetto di indagini simili. La sentenza storica Il 5 agosto 2024, un tribunale distrettuale degli Stati Uniti ha dichiarato Google colpevole di monopolizzazione illegale nei mercati della…
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Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti sta valutando la possibilità di smembrare Google dopo la sentenza storica che ha riconosciuto il monopolio dell'azienda nel mercato della ricerca online. La notizia è stata riportata da fonti anonime vicine alle discussioni in corso. Questa mossa rappresenterebbe il primo tentativo di Washington di smantellare una società per monopolizzazione illegale dai tempi di quanto venne fatto a Microsoft due decenni fa.
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La condanna di Google per monopolio sleale rischia di scatenare una reazione a catena. Gli Stati Uniti stanno valutando se chiedere a Big G di privarsi di qualche suo gioiello, mentre in prospettiva anche altre big tech potrebbero finire nel mirino. Era dagli anni Novanta - in quel caso toccò a Microsoft - che una società tecnologica non finiva nel mirino dell'Antitrust Usa. Adesso il Dipartimento di Giustizia sta valutando il da farsi e tra le opzioni c'è quella di richiedere una divisione di Google in più entità.
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Dopo la condanna per monopolio, il Dipartimento di Giustizia sta considerando misure drastiche contro il gigante di Mountain View, tra cui la possibile separazione di alcune delle principali attività come il browser Chrome e il sistema operativo Android. Ecco cosa può succedere e le ipotesi in ballo Il futuro di Google, o meglio di Alphabet, è a rischio stravolgimento e potrebbe subire a breve grandi cambiamenti.
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L’operazione spezzatino non era riuscita vent’anni fa con Microsoft, ora le autorità americane ci riprovano con Google. Il confronto interno al Dipartimento di Giustizia si è intensificato dopo la sentenza del giudice Amit Mehta, il 5 agosto, secondo cui Google avrebbe monopolizzato illegalmente il mercato della ricerca e degli annunci online. Il gigante di Mountain View ricorrerà in appello, ma Mehta ha ordinato alle parti di avviare la seconda fase…
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Gli Stati Uniti stanno valutando la possibilità di smantellare Google per risolvere il monopolio della ricerca online. L'indiscrezione rilanciata dal New York Times parla di ipotesi spezzatino, con lo scorporo di Chrome o di Android. Il Dipartimento di Giustizia e i procuratori generali degli Stati stanno valutando vari scenari. Un giudice federale ha stabilito la scorsa settimana che Google ha un monopolio sulla ricerca online…
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Dopo la sentenza che ha riconosciuto lo sfruttamento di posizione dominante da parte di Google, il dipartimento di giustizia degli Stati Uniti starebbe valutando di richiedere la separazione di alcuni rami dell'azienda.
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Google, gli Usa vogliono smembrare il colosso tech dopo l’accusa di monopolio: cosa succede in borsa
Il Dipartimento di Giustizia sta valutando di dividere l'azienda, separando il sistema operativo Android dal browser Chrome e sta anche considerando di far mettere in vendita AdWords, la piattaforma di vendita pubblicitaria di Google
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Chi acquista un nuovo telefono negli Stati Uniti è virtualmente sicuro di trovare Google come motore di ricerca di default. Lunedì 5 agosto il giudice federale Amit Mehta ha dato ragione al dipartimento di Giustizia statunitense, con una sentenza che stabilisce che i contratti stipulati dalla società per assicurarsi che il suo motore di ricerca sia quello predefinito nella stragrande maggioranza dei dispositivi violano le leggi americane sulla concorrenza.
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Secondo l'antitrust Usa Google ha illegalmente mantenuto un monopolio nella ricerca online e nella pubblicità. Una sentenza storica che mette in evidenza le differenze tra l'approccio regolatorio statunitense, più reattivo, e quello europeo del Digital Markets Act (DMA), che interviene preventivamente per limitare il potere delle Big Tech
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Colpo di scena, ma nemmeno più di tanto, in fondo. Arriva la condanna per monopolio da parte degli USA a Google. L’istruttoria antitrust del giudice federale Amit Mehta ha espresso la sua decisione, ma ora si attende la seconda sentenza dove saranno presentati gli eventuali rimedi per permettere a Big G di rientrare nella norma. Intanto, gli internanti si chiedono se cambierà qualcosa per le loro ricerche sul web.
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