L’Unione europea continua a essere fortemente dipendente dalle importazioni energetiche con una percentuale del 56,9% sul totale dei consumi. La Cina è al 24% mentre gli Stati Uniti sono autosufficienti. Su questo elemento si gioca la competizione globale. L’Italia ha una dipendenza energetica sopra la media Ue a anche se in lieve miglioramento: scende di un punto dal 75% al 74%. La Francia grazie al nucleare ha una dipendenza sotto la media europea…
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Approfondimenti:
Energia in UE: per ridurre la dipendenza energetica servono le rinnovabili, i dati aggiornati L'UE deve fare i conti con un problema di dipendenza energetica, con un legame sempre più stretto con gli Stati Uniti. Per ridurre tale dipendenza, una ricerca conferma l'importanza di puntare sempre di più sulle fonti rinnovabili nel cors odei prossimi anni. Il tema della dipendenza energetica dell’UE è sempre più attuale.
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Elettrificazione dei consumi, centralità delle materie prime critiche e possibile contributo del nucleare al futuro mix energetico. Sono questi i tre fattori destinati a ridefinire il quadro della sicurezza energetica euro-mediterranea nei prossimi anni. Tre leve diverse, ma strettamente connesse, che insieme possono rafforzare l’autonomia energetica dell’Europa in una fase di profonda trasformazione.
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L’Europa resta fortemente dipendente dalle importazioni energetiche. La Cina è al 24% mentre gli USA sono autosufficienti. Su questo elemento si gioca la competizione globale. Italia peggio di Germania e Francia. Energia, la grande dipendenza europea: numeri, squilibri e sfide nel 7° MED & Italian Energy Report La sicurezza energetica è tornata al centro del dibattito politico ed economico europeo.
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L’indipendenza energetica non è un traguardo possibile per l’Italia, la sicurezza sì. «Parlare di autonomia totale non è realistico né probabilmente auspicabile. La sicurezza energetica significa invece garantire agli usi finali le commodity necessarie, che siano fonti energetiche o materie prime critiche, riducendo il rischio legato alla dipendenza da pochi fornitori», spiega Massimo Deandreis, direttore generale di Srm (il centro studi collegato a Intesa…
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Il nuovo MED & Italian Energy Report di Intesa SanPaolo ed ESL@Energy analizza dati, rischi e scenari della sicurezza energetica euro-mediterranea tra transizione e geopolitica. Sicurezza energetica Mediterraneo: la partita della transizione – Immagine realizzata con l’IA Sicurezza energetica nel Mediterraneo: cosa dice il nuovo MED & Italian Energy Report La sicurezza energetica del Mediterraneo è oggi uno dei nodi centrali della transizione green…
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Sicurezza energetica, sostenibilità ambientale e accessibilità economica sono tre aspetti chiave della transizione energetica e devono essere bilanciati per centrare il target di decarbonizzazione. L'aspetto della sicurezza acquisirà sempre più rilevanza negli anni a venire, a causa della dipendenza dei Paesi del Mediterraneo dai fornitori di combustibili fossili e materie prime critiche impiegate nelle tecnologie di transizione.
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L’Unione Europea scommette sull’elettrificazione e sul dialogo con la Sponda Sud per ridurre la dipendenza dalle importazioni energetiche, ferma al 56,9%. L’Italia migliora il proprio mix rinnovabile raggiungendo il 49%, ma resta critica la sfida globale sulle materie prime e le rotte marittime. La sicurezza energetica dell’area mediterranea passa per una complessa integrazione tra elettrificazione, nuove tecnologie e controllo delle materie prime…
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TORINO – L’Europa resta fortemente dipendente dalle importazioni energetiche, che coprono il 56,9% del fabbisogno complessivo. Un dato nettamente superiore a quello della Cina, ferma al 24%, mentre gli Stati Uniti risultano sostanzialmente autosufficienti. È quanto emerge dal settimo Med & Italian Energy Report, studio realizzato grazie alla sinergia scientifica tra Srm, centro studi collegato al gruppo Intesa Sanpaolo, e l’Esl@energycenter…
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