Reazioni contrastanti in Corea del Sud al discorso televisivo del presidente Yoon Suk Yeol, che sabato mattina si è scusato ma non ha annunciato le dimissioni dopo aver dichiarato la legge marziale. Mentre i manifestanti si radunano davanti al Parlamento in vista di un cruciale voto di impeachment, molti cittadini esprimono rabbia e sfiducia. "Che ci sia l'impeachment o no, il pubblico non lo perdonerà", dice per esempio Lee Wan-pyo, pensionato di 63 anni.
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– “Abbiamo vissuto una notte di inferno in un clima di terrore surreale”. Marcello Abbondanza, allenatore di pallavolo di Cesenatico, che vive e lavora a Seoul dove allena la squadra femminile Pinks Spider, è rimasto, come tutti, spaesato e sorpreso dalla decisione del presidente della Corea del Sud Yoon Suk Yeol che, spalleggiato dalle forze armate, martedì ha dichiarato la legge marziale di emergenza spiegando che la misura era indispensabile per proteggere il Paese dalla minaccia della Corea del Nord.
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Può un presidente che ha dichiarato in maniera abnorme una legge marziale, poi revocata dopo sei ore, restare al suo posto? Sì, a quanto pare potrebbe, soprattutto se si trova un colpevole da biasimare al suo posto. Nonostante l’ampia e immediata mobilitazione dell’opposizione e della società civile della Corea del sud, la sorte di Yoon Suk-yeol non è ancora segnata. Il leader conservatore, che ha improvvisamente fatto rivivere al suo paese i fantasmi del passato dittatoriale, ha accolto…
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