La parola più scelta dagli italiani per descrivere il 2026 è “preoccupazione”, indicata dal 37% degli intervistati, seguita da “insicurezza” (23%), mentre una quota minoritaria guarda al nuovo anno con ottimismo, curiosità o fiducia. È quanto emerge dal Rapporto Coop 2025, che fotografa un clima diffuso di incertezza legato soprattutto allo scenario nazionale e internazionale. Guardando al contesto economico globale, il 43% degli intervistati parla di “turbolenza”…
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C’è molta disillusione e poco entusiasmo negli italiani che entrano nel 2026 immergendosi in un bagno di realtà che li mette a diretto contatto con un mondo ostile dove i conflitti bellici, le diseguaglianze sociali, il climate change sono moneta corrente e influenzano pesantemente l’economia (tornano di moda i beni rifugio e gli investimenti più remunerativi sono materie prime e terre rare, azioni delle aziende della difesa e l’oro).
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Cibo sano, preferibilmente cucinato in casa: «Dal carrello della spesa emerge quasi una ossessione per il benessere individuale, che diventa la condizione-rifugio per non pensare ai guai del mondo». Dall’indagine di inizio anno della Coop gli italiani appaiono “preoccupati” e decisamente poco inclini a spendere: «Anche il Natale è trascorso all’insegna della frugalità», rileva Albino Russo, diret…
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Gli italiani sono preoccupati dai conflitti e dalle disuguaglianze sociali e si sentono insicuri. È la fotografia dell’Ufficio studi della Coop che ha presentato ieri i risultati di due sondaggi realizzati in collaborazione con Nomisma. «Preoccupazione», è la prima parola scelta dagli italiani per definire l’anno che verrà (37% del campione), seconda l’insicurezza (23%). Le emozioni positive come curiosità e fiducia sono connesse solo alla sfera personale e familiare.
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Stando a quanto emerge dal Rapporto Coop 2025, gli italiani che si affacciano al nuovo anno sembrano immergersi in un bagno di realtà che li mette a diretto contatto con un mondo ostile. Pesano guerre e instabilità, non a caso nel giudizio dei grandi leader mondiali è il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu il più criticato, seguito da Putin e Trump.
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Molta disillusione e poco entusiasmo. Gli italiani che si affacciano sul 2026 sembrano immergersi in un bagno di realtà che li mette a diretto contatto con un mondo ostile dove i conflitti bellici, le diseguaglianze sociali, il climate change sono moneta corrente e influenzano pesantemente l'economia (tornano di moda i beni rifugio e gli investimenti più remunerativi sono materie prime e terre rare, azioni delle aziende della difesa e l'oro).
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Il 2026 non apre squarci inediti sul futuro dei consumi ma pone con maggior fermezza la domanda: come mantenerli vivi? Sicuramente continueranno ad avere un ruolo le promozioni, altrettanto sarà per i prodotti di fascia bassa e la marca privata dei distributori, secondo le previsioni dell’Ufficio Studi Coop, ma poi ci sono da intercettare i trend di consumo, sempre con un occhio ai prezzi. Cresce infatti il numero di consumatori che dichiarano di voler comprare più frutta, verdura e pesce, così come calano gli…
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Anno nuovo vita nuova. O almeno, così dovrebbe essere. Il 2026 si apre per molti italiani sotto il segno della disillusione. Un fattore sociale ed esistenziale che sempre più sta plasmando i consumi, dando la fotografia di un Paese preoccupato. Questo emerge dalle ricerche e sondaggi dell’Ufficio Studi Coop realizzate, in collaborazione con Nomisma a dicembre 2025: un mercato in cui tornano a imporsi i beni rifugio, le forme di investimento…
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Il 2026 si apre come un vero "bagno di realtà" per gli italiani. Conflitti, disuguaglianze e cambiamento climatico alimentano un clima diffuso di incertezza che pesa sulle aspettative economiche e sociali. A fotografare questo stato d'animo del Paese è il Rapporto Coop 2025, che racconta un'Italia più disillusa che entusiasta, concentrato sulla difesa del proprio equilibrio quotidiano e sempre meno incline a scommettere sul futuro.
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Molta disillusione e poco entusiasmo. Gli italiani che si affacciano sul 2026 sembrano immergersi in un bagno di realtà che li mette a diretto contatto con un mondo ostile dove i conflitti bellici, le diseguaglianze sociali, il climate change sono moneta corrente e influenzano pesantemente l’economia (tornano di moda i beni rifugio e gli investimenti più remunerativi sono materie prime e terre rare, azioni delle aziende della difesa e l’oro).
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Gli italiani sono preoccupati per la situazione economica del Paese e per l’instabilità internazionale. Guardano al 2026 con realismo, dicendosi consapevoli di non potersi permettere spese esagerate o sfizi di grandi dimensioni ma a tavola non rinunceranno alla qualità e alla salute. Questi i risultati di due sondaggi condotti a fine 2025 dal Centro Studi di Coop, sia sulle previsioni del 2026 in generale, tra lavoro, famiglia e contesto globale, sia sulle preferenze di…
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La prima su un campione rappresentativo della popolazione italiana in collaborazione con Nomisma e la seconda tra gli opinion leader iscritti alla community del Rapporto Coop.In realtà le emozioni positive sono fortemente connesse alla sfera personale e familiare; più gli italiani guardano allo scenario nazionale e internazionale più la tensione sale e ammanta di negatività le aspettative. È così per il mercato del lavoro del territorio in cui si vive (lo vede nero il 43%, solo l'11%…
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Le analisi Coop-Nomisma fotografano un Paese caratterizzato da più disillusione che entusiasmo, e prevedono consumi fermi e crescita al minimo. Tra paura per lo scenario globale, spese concentrate sui beni essenziali, Pil vicino allo zero e focus su casa, cibo e Mdd Gli italiani si affacciano al 2026 con più preoccupazione che speranza. È questa l’immagine che emerge dalle due survey dell’Ufficio Studi Coop condotte a dicembre 2025: una su un campione rappresentativo della popolazione, in collaborazione con Nomisma, e una tra gli…
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ROMA – Un anno all’insegna della preoccupazione e dell’insicurezza, geopolitica ma anche economica: gli italiani, secondo l’indagine condotta dalla Coop in collaborazione con Nomisma, temono per il lavoro, la tenuta del sistema sanitario, l’andamento dell’economia italiana e anche per l’impatto dei cambiamenti climatici. In questo contesto, gli opinion leader iscritti alla community del Rapporto …
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'Preoccupazione' è la prima parola scelta dagli italiani per definire il nuovo anno. La indica il 37% del campione intervistato per la survey dell’ufficio studi Coop realizzata a dicembre 2025 in collaborazione con Nomisma. Non manca chi indica ottimismo (25%), curiosità e fiducia ma anche insicurezza (23%). Cosa li preoccupa di più? Il mercato del lavoro, del territorio in cui si vive (lo vede 'nero' il 43% e solo l’11% lo associa a 'positività'), la sicurezza…
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