Donald Trump lancia nuove minacce all'Iran, ma per ora dice di non voler schierare soldati americani sul terreno. Mentre il Pentagono vorrebbe chiedere oltre 200 miliardi di dollari al Congresso per finanziare la guerra. La "nostra incursione finirà presto", assicura il presidente incontrando la premier giapponese Sanae Takaichi nello Studio Ovale: "Non sto inviando truppe", continua, salvo precisare che "se avessi intenzione di farlo, certamente non ve lo direi".
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Approfondimenti:
WASHINGTON Donald Trump ha scritto in un lungo post su Truth che gli Stati Uniti sono vicini agli obiettivi della guerra in Iran e quindi stanno valutando un "ridimensionamento" dell'operazione militare. "Siamo ormai molto vicini al raggiungimento dei nostri obiettivi e valutiamo di ridimensionare i nostri ingenti sforzi militari in Medio Oriente nei confronti del regime terroristico dell'Iran", ha scritto Trump che ha poi elencato i suddetti obiettivi.
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I sondaggi indicano una maggioranza di americani contraria a una lunga campagna militare. Il numero delle vittime (13) e l'aumento del prezzo del petrolio incide sull'umore dell'elettorato. E il Pentagono chiede finanziamenti per 200 miliardi Le parole e i fatti non coincidono e il risultato è un messaggio opaco che riflette l’incertezza strategica di Washington. Ieri, nello Studio Ovale accanto alla premier giapponese Sanae Takaichi, Donald Trump ha escluso l’invio di truppe di terra nella…
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Il dilemma romanzesco contempla due alternative ma per l’eccezionalità del soggetto Trump e per l’enormità della situazione che ha posto in essere le alternative diaboliche diventano tre. Continuare a combattere assecondando la guerra di Israele; dichiarare la vittoria con il raggiungimento degli obiettivi e ritirarsi con la corona di alloro che Rubio o Hegseth gli metterebbero al collo ; terza soluzione, rilanciare organizzando una invasione di terra anche parziale ma tale da dare all’Alleanza Epstein una…
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Lo storico di Sciences Po Mario Del Pero a Open: «Il vicepresidente più in sintonia con la base repubblicana, ma rischia di trovarsela a pezzi» Tre settimane dopo, la guerra in Iran è un grande punto interrogativo. Per miliardi di cittadini del mondo, e pure per quelli del Paese che l’offensiva l’ha lanciata. Cosa sta succedendo? Chi sta vincendo? Quanto durerà? Ne vale la pena? Tante domande e poche risposte.
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