È eccessiva una certa atmosfera di scampato pericolo a seguito del pronunciamento di Standard&Poor’s che ha confermato, per l’Italia, “rating” e “outlook” in precedenza assegnati. E’ stata fuorviante la “suspense” creatasi in previsione di un giudizio che si temeva da alcuni non positivo. Ciò non significa declassare completamente il ruolo delle agenzie di rating - soggette tuttavia a norme regolatrici e, se si può dire, di supervisione, inadeguate - ma semplicemente che esse non…
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Il rating dell'Italia resta a BBB con outlook stabile: questa è la decisione dell'agenzia Standard & Poor's. Poteva andare peggio all'Italia, ma nel comunicato di S&P ci sono dei segnali d'allarme per il governo Meloni.
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L'agenzia S&P ha confermato il rating BBB per l'Italia con un outlook stabile, di fatto avallando la validità delle politiche del governo e smentendo i gufi che immaginavano un declassamento. In attesa del giudizio di Moody's e Fitch, che arriverà a novembre, la valutazione di S&P getta le basi
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Le previsioni di crescita rallentano, ma questo non cambia il “giudizio” sulla capacità del Paese di gestire il proprio debito nei confronti del mercato S&P Global conferma il rating BBB dell’Italia mantenendo l’outlook stabile. È quanto emerge dalle tabelle pubblicate sul sito dell’agenzia di rating. Si temeva una revisione delle previsioni da stabile a negative, dopo avere tenuto conto della Nadef e della Manovra del Governo Meloni, ma alla fine così non è stato.
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L'Italia esce indenne dal primo dei tre round previsti nel giro di un mese con le agenzie di rating, un match fondamentale dal cui esito dipendono crescita economica e credibilità sui mercati finanziari. Standard & Poor's ha infatti lasciato inalterata la tripla B che mantiene la Roma due gradini al di sopra del temutissimo livello junk, la bolgia in cui finiscono gli Stati scarsamente affidabili e che, come tali, vengono trattati dagli investitori.
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La manovra economica non è ancora arrivata in Parlamento (manca il testo definitivo), ma è già sotto i riflettori dei mercati. Con un effetto a cascata sullo spread e i rendimenti dei titoli di Stato, due fattori decisivi per la tenuta dei nostri conti pubblici. A mettere sotto pressione gli operatori finanziari è stato l’avvio del "round" autunnale per la valutazione del debito pubblico da parte delle agenzie di rating.
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È arrivato il giudizio rating di S&P sull'Italia, la prima previsione sulle prospettive del Paese dopo la Manovra che sarà seguita a breve dal responso delle altre maggiori agenzie internazionali. In particolare, Fitch e Moody's, che forniranno il giudizio rispettivamente il 10 e il 17 novembre. Per ora, comunque, le parole del ministro Giorgetti sembrano confermate, difatti S&P ha confermato il giudizio sull'Italia: BBB.
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L’agenzia Standard & Poor conferma il rating BBB per l’Italia. Stabile l’outlook. È quanto emerge dalle tabelle pubblicate questa sera sul sito dell’agenzia. L’agenzia spiega che potrebbe abbassare il rating nel caso in cui «la traiettoria di bilancio del governo si discostasse significativamente dai suoi obiettivi. Anche un’attuazione solo parziale delle riforme strutturali economiche e di bilancio, in particolare quelle legate all’erogazione dei fondi Ue, porrebbe rischi per la crescita…
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Tutto è ancora aperto, mentre oggi l’Italia entra nella stagione della revisione del suo merito di credito da parte delle agenzie di rating . Difficilmente Moody’s deciderà di declassare i titoli di Roma al di sotto del livello «investimento» il 17 novembre, malgrado le «prospettive negative» che mantiene da oltre un anno. Né è scontato — ma appare molto più plausibile — che oggi stesso S&P e il 10 novembre Fitch, oppure entrambe, assegnino invece…
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