Le vecchie pellicole, come certi animi, sono facilmente infiammabili, basti ricordare il finale di Inglourious Basterds di Quentin Tarantino (a sinistra). E in un ipotetico rogo di opere macchiate da complicità col sionismo, i boicottatori di Israele visti a Venezia avrebbero un gran daffare, se fossero coerenti coi loro ardori pacifisti-maccartisti. Perché limitarsi a Gal Gadot? Lo stesso Tarantino, intanto, ha sposato la cantante israeliana Daniella Pick, conosciuta in Israele, e nell'ottobre 2023 ha visitato una base…
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Il cineasta riconosce "l'orrore" che si sta vivendo in Palestina ma rimane scettico sulla manifestazione del 30 agosto: "Non credo proprio che Netanyahu soprassieda rispetto a ciò che sta facendo perché c'è un corteo durante un Festival cinematografico" Oltre 5 mila persone hanno marciato a Venezia, durante la Mostra del Cinema (LA DIRETTA), per gridare il loro sostegno a Gaza e la loro contrarietà all’invasione della Striscia da parte di…
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Gli intellettuali di sinistra sono meravigliosi. E se non esistessero sarebbero ancor più meravigliosi. Loro, gli intellettuali di sinistra, hanno il pregio di non deluderti mai: saldi come una pietra d’angolo, inamovibili come la Rocca di Gibilterra, talmente adesi, coesi e protesi nelle loro granitiche certezze, nelle loro adamantine parole d’ordine da farti porre una domanda a metà tra l’esistenziale e il marzulliano: ma quanti appelli pro Palestina avranno firmato gli intellettuali di sinistra dagli anni Sessanta a oggi? Una…
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Maestro, lei ha firmato la petizione dei cineasti pro-pal alla mostra di Venezia? "Senta, mi dica la verità: lei pensa che Netanyahu non abbia dormito la notte quando ha saputo che c'era un appello dalla mostra di Venezia?". Pupi Avati, un grande del cinema italiano, risponde al telefono scoraggiato e sarcastico. Ha poca voce, ma tagliente. Non si capacità del perché 1500 artisti o collaboratori degli artisti, alcuni anche di talento, abbiano scritto uno scriteriato appello con la…
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A manifestare per la Palestina, al Lido di Venezia, ieri c’erano, secondo gli organizzatori della marcia, 10mila persone. Al Lido ne vivono poco meno di 15mila. A Venezia (Mestre, Marghera e isole escluse), non più di 48mila. Sono numeri utili ad avere contezza della consistenza del corteo, e di quanto sia sentita la sua ragione. Spesso, quasi sempre, chi scende in piazza, dice: «Siamo marea». S…
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Il primo a sbarcare è lo slogan: «Palestina libera, Palestina libera». Lo sentiamo farsi sempre più potente mentre la motonave partita da Marghera si avvicina all’imbarcadero di Santa Maria Elisabetta, al Lido di Venezia. Porta 750 persone venute a manifestare per Gaza, per far arrivare la protesta contro la guerra alla Mostra del Cinema. Dai finestroni del battello, sventolano le bandiere palestinesi
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Al corteo pro Pal del Lido di Venezia, in mezzo a circa 10mila manifestanti, c'era, come aveva promesso, la conduttrice della Mostra del Cinema di Venezia, l'attrice e comica Emanuela Fanelli. Con lei anche l'attore Michele Riondino, il fumettista Zerocalcare, l'attrice Valentina Bellè, Donatella Finocchiaro e Benedetta Porcaroli, e la regista Carolina Cavalli.
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Tutto parte dalla richiesta di Venice4Palestine: fuori Gal Gadot e Butler dalla Mostra, colpevoli – secondo gli attivisti – di “giustificare un genocidio”. La parola è pesante, il messaggio ancora di più: chi sostiene certe posizioni, fuori dai giochi. “Il boicottaggio è resistenza”, dicono. Ma non tutti sono d’accordo. A prendere il microfono con la calma apparente di chi è abituato a far tremare le fondamenta del cinema, ci pensa…
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