Ha omesso di dichiarare nei redditi per gli affitti brevi gran parte degli host che, tra il 2017 e il 2021, hanno generato un giro d’affari per oltre 3 miliardi e 700 milioni di euro attraverso Airbnb. È quanto risulta dalle verifiche fiscali effettuate dalla Gdf che hanno portato all’apertura di una inchiesta con al centro la filiale irlandese del colosso californiano e a disporre il sequestro di più di 779 milioni di euro.
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“Prendo casa al Sud. Ma non per buttarla in pasto nel Far West di Airbnb”. Lo scrivevo un anno fa, esattamente il 30 luglio 2022… Adesso lo titolerei: “Prendi i soldi e scappa”: la sostanza non cambierebbe. Presente un’oca che viene ingozzata fino a farle scoppiare il fegato? Non potrei trovare metafora più azzeccata per Airbnb, l’Amazon dell’affitto breve. Fanno soldi a palate e, secondo l’accusa dei giudici milanesi, non pagano le tasse adeguatamente.
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Doccia fredda per il colosso degli affitti brevi Airbnb. La guarddia di finanza ha infatto sequestrato 779 milioni alla piattaforma, accusata di aver evaso le tasse e non aver rispettato gli obblighi dettati dalla legge nazionale del 2017. La stessa che impone all’azienda di agire da sostituto d’imposta, trattenendo il 21% degli affitti incassati dai proprietari. Secondo la procura l’azienda non avrebbe pagato la cedolare per una base imponibile di quasi…
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