Davanti alla Corte d'Assise presieduta da Paolo Bargero, è iniziato il processo che dovrà far luce sullo scontro a fuoco avvenuto tra brigatisti rossi e carabinieri alla Cascina Spiotta di Melazzo, nell'Acquese, ovvero il covo in cui le Brigate Rosse nascosero l’imprenditore vinicolo Vittorio Vallarino Gancia dopo il sequestro. Gli imputati sono tre ex brigatisti di rilievo, Lauro Azzolini, Mario Moretti e Renato Curcio
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«Io c’ero». Cinquant’anni dopo la sparatoria di Cascina Spiotta, Lauro Azzolini parla davanti ai giudici della Corte d’assise di Alessandria e sconvolge sul nascere il «processo alla storia» intentato per dare un nome e un volto al brigatista rosso sfuggito alla cattura il 5 giugno del 1975, quando il blitz dei carabinieri per liberare l’imprenditore Vittorio Vallarino Gancia finì con due morti: l’appuntato Giovanni D’Alfonso e Margherita Cagol, nome di battaglia Mara, che delle Br fu fondatrice.
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Mancava un nome su una pagina di storia (e di morti ammazzati), e alla fine è arrivato. Dopo mezzo secolo. Individuato dall’indagine dei carabinieri, portato alla sbarra dalla Procura antiterrorismo di Torino, e ora per ammissione del protagonista, all’apertura del processo. Il «brigatista ignoto» della sparatoria alla cascina Spiotta — dove rimasero uccisi l’appuntato dei carabinieri Giovanni D’Alfonso e la fondatrice delle Br Margherita «Mara»…
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Anni: il figlio del carabiniere abruzzese Giovanni D’Alfonso ha dovuto attendere mezzo secolo per aggiungere un tassello alla ricostruzione dei fatti di Cascina Spiotta Una nuova verità, autoaffermata, illumina a giorno la dinamica di quella morte: la notizia arriva da Alessandria, dove è in corso il processo per i fatti avvenuti alla Cascina Spiotta nel 1975. In corte di assise lo squarcio è stato prodotto dalla dichiarazione spontanea di Lauro Azzolini, 81 anni, ex…
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E così, messo alle strette, Lauro Azzolini, che fu uno dei fondatori delle Brigate Rosse, ha riconosciuto che lui c’era allo scontro a fuoco tra brigatisti e carabinieri nel giugno 1975, quando tenevano in ostaggio l’imprenditore Vittorio Vallarino Gancia e le forze di polizia battevano le campagne dell’Alessandrino. Ha raccontato di avere sparato, di avere lanciato due bombe a mano (un carabinie…
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Bergamo – Un uomo di 58 anni è stato trovato morto in un appartamento nel comune di Valbrembo. Il cadavere presenta delle profonde ferite alla testa compatibili con un’aggressione con un corpo contundente, anche se sarà l’autopsia a far luce sui dettagli. Il ritrovamento del corpo è avvenuto da parte di una conoscente che non riusciva a mettersi in contatto con lui da almeno due giorni. L’uomo viveva da solo e sul caso sono al lavoro i Carabinieri.
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