La supremazia di Tadej Pogacar è davvero indiscutibile. È il più forte sulle strade e strapazza i suoi avversari: se questo crea uno spettacolo entusiasmante per gli appassionati e i tifosi, per i corridori sta diventando fonte di preoccupazione e anche di frustrazione. In gruppo qualcuno azzarda delle battute, che illustrano il senso di impotenza e anche di sconforto che sta iniziando a emergere in alcuni corridori.
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Approfondimenti:
Una cosa fatta bene può essere sempre fatta meglio. Un aforisma accreditato a Edoardo Agnelli , ma che cent’anni dopo Tadej Pogacar ha fatto suo. « Sono sette anni che sostengo che quella conclusa sia stata la mia stagione migliore di sempre e posso ripeterlo di nuovo: questa è stata la mia annata più bella », ha sentenziato lo sloveno pochi minuti dopo aver tagliato il traguardo, rigorosamente a braccia alzate, de
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Con “Il Lombardia” si è chiusa sabato una settimana contraddistinta da celebri gare ciclistiche, che hanno visto atleti di interesse mondiale affrontare proprio le strade del territorio della nostra regione. La rassegna ha preso il via già lunedì 6 ottobre con la “Coppa Bernocchi” in cui il trionfante Dorian Godon è salito sul gradino più alto del podio. Si sono poi susseguite, il 7 ottobre, la “Tre Valli Varesine” e, sabato 12 ottobre la, “Classica delle Foglie…
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Chiusa un'altra stagione trionfale, Tadej Pogačar punta a raggiungere nuovi traguardi nell'annata 2026. Il fenomeno sloveno ha vinto quasi tutto quello che poteva vincere in questo 2025, fissando nuovi record e arricchendo ulteriormente un palmares già incredibile, ma due gare gli sono sfuggite, la Milano-Sanremo e la Parigi-Roubaix, dove è stato battuto da Mathieu Van…
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Il successo della UAE Emirates non è frutto del caso, ma di una strategia ben precisa: “È un lavoro di base e crescita che viene da anni. Siamo partiti nel 2017 investendo sullo staff tecnico e su giovani talenti come Pogacar, Hirschi e Almeida. Abbiamo creato un gruppo solido di ragazzi cresciuti insieme, con una forte identità di squadra. Non abbiamo preso corridori blasonati, ma puntato sui giovani”.
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Come Coppi. Meglio di Coppi. Tadej Pogačar ha chiuso la sua stagione da sogno conquistando il “solito” Giro di Lombardia. Quinta vittoria nell’ultima Monumento della stagione, come riuscì a fare il Campionissimo, ma Tadej è diventato il primo a fare pokerissimo consecutivo. Adv Il secondo di sempre, dopo Merckx, a vincere tre Monumento in una singola stagione. Pogi ha chiuso il 2025 con numeri irreali: 20 vittorie, 31 top-3 e 38 top-10 in 50 giorni di corsa.
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Da qualche tempo, poi, questa semplicità ha raggiunto livelli estremi perché chi va più forte, e quindi vince, è (quasi) sempre Tadej Pogacar. Lo sloveno volante anche sabato, nel Giro di Lombardia con arrivo a Bergamo, ha imposto la sua legge, ribadendo però una capacità unica, sconosciuta agli altri campioni dell’era moderna: quella di abbinare la schiacciante superiorità alla capacità di regalare emozioni dal gusto antico.
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Il giorno dopo è come il giorno prima: un continuo parlare della grandezza di un ragazzo che ha varcato i confini del ciclismo per entrare di diritto nella storia dello sport. Il giorno dopo il quinto Lombardia consecutivo è un continuo esercizio tra ammirazione e estasi, anche se non manca chi alza il ditino per dire: no, così no. Si va da Ernesto Colnago, 93 anni portati con la leggerezza di un bambino che torna per un giorno al luna park, a Gianni Bugno che non si diverte neanche un po' e Vincenzo Nibali che la pensa come il Maestro di Cambiago
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Adesso sì che Tadej Pogacar ha fatto più strada di Bartali. Fino ad affrontare Coppi sulle strade sassose della memoria. Fino a batterlo, un passo dietro l’altro, un Giro di Lombardia dietro l’altro arrivando a cinque consecutivi, a dieci classiche monumento, cioè una più di Fausto, appena una meno di Roger De Vlaeminck, che di grandi giornate viveva; ad appena nove da Eddy Merckx, che delle grandi giornate faceva pietre miliari di un percorso dai più vasti orizzonti.
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“Mai contenti” si dice a Milano. Tadej Pogacar , oltre a tutto il resto, vince il quinto Giro di Lombardia consecutivo, fa meglio di Fausto Coppi che pure cinque ne ha vinti ma non di fila ma non va bene. Troppo. Troppo forte, troppo dominante, troppi distacchi, fughe troppo lunghe, facce troppo riposate all’arrivo, troppa differenza con il gruppo e con gli altri campioni, troppa noia e, ovviamente, qualche dubbio che non guasta mai… Già perchè il ciclismo, una parte del ciclismo e…
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A meno da 24 ore dall’ennesima, grande impresa di Tadej Pogačar ci siamo tolti un po’ di curiosità e abbiamo messo insieme i numeri del Lombardia 2025. Non ci sono solo i dati di Tadej, forniti da Velon.cc e ricavati dal suo profilo Strava, ma anche altri numeri interessanti, che mostrano un livello medio del gruppo sempre più alto, anche nel tentativo (per ora vano) di stare dietro al campione del mondo.
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Il problema, semmai, è che il cinque potrebbe diventare presto sei. Poi sette, otto, col rischio di stancarsi anche di contare. Vale per i Lombardia vinti, giardino di casa di Tadej Pogacar, ma forse anche per i Tour, i Mondiali e chissà cos’altro ancora, visto che l’unico limite per lo sloveno pare essere il cielo. Al momento, la serie consecutiva più lunga del 27enne terribile è proprio nella “Classica delle foglie morte”, che anche ieri cadevano…
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Povero Remco, che festeggia le sconfitte come se fossero vittorie — anche se finire secondo dietro all’inarrivabile Pogacar è quasi come vincere. Evenepoel si esibisce sul Ganda, accompagna Storer in salita e poi lo stacca nella discesa insidiosa dove Carapaz cade senza sganciare i piedi dai pedali, come ai tempi dei fermapiedi. Diciannove curve a gomito, frenate, rilanci. Ma Remco è già lontano da Tadej, che si toglie il cappello quando Majka, il suo fedele…
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Pogacar, naturalmente. Sempre lui, quel fenomeno a pedali che rende facile l’impossibile. Lui, il più antico dei campioni moderni si confrontava, fino ad ora, con i più grandi della storia, con Fausto Coppi e soprattutto con Eddy Merckx. Dopo il quinto Giro Lombardia vinto (su 5 partecipazioni!) con disarmante superiorità, o se volete dopo questa sua spettacolare stagione, è la storia a confrontarsi con lui.
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Lo si era capito da un po' che il ciclismo ha un nuovo padrone. E la conferma è arrivata nella stagione che si sta concludendo con l'ennesimo trionfo dello sloveno Tadej Pogacar al Giro di Lombardia, il ventesimo di un 2025 che lo ha visto dominare anche corse come: Strade bianche, Giro delle Fiande, Liegi Bastogne Liegi, Freccia Vallone, Campionato del Mondo oltre al Tour de France vinto per la quarta volta.
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Non ha solo vinto, ha dominato Tadej Pogacar al Lombardia e ha confermato, se ce ne fosse ancora bisogno, che nelle classiche è il numero uno non solo di questi anni. Sempre nei primi in tutte le Classiche Monumento: dove non ha vinto è arrivato sul podio, come alla Sanremo e alla Roubaix. Al Lombardia ha pedalato sicuro: i test che aveva fatto nei giorni scorsi avevano confermato lo stato di grazia del campione del mondo che ha dovuto “solo” gestire la sua potenza.
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Mentre la folla urla al vento le stesse cinque lettere rimbombate in ogni angolo del Giro di Lombardia, T-a-d-e-j, il pentacampione Pogacar riceve il cellulare dal maestro Ernesto Colnago: dall’altro lato c’è Eddy Merckx, arrivano i complimenti più solenni. "È stata una bella sorpresa poter parlare subito con lui", ha raccontato il 27enne sloveno, emozionato da tutto, anche da quella voce dal Belgio
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– Tadej Pogačar scrive un’altra pagina di storia del ciclismo e de Il Lombardia presented by Crédit Agricole, conquistando per la quinta volta consecutiva La Classica delle Foglie Morte, un record assoluto tra le Classiche Monumento. L’assolo del campione del mondo è iniziato sulle rampe del Passo di Ganda. Dopo il forcing dei suoi compagni di squadra – tra cui Rafal Majka, all’ultima corsa della carriera – con uno scatto secco Pogačar ha staccato i principali rivali, andando a riprendere l’ultimo fuggitivo…
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Prima di un match importante, ogni squadra di calcio che si rispetti prova tattiche di gioco e rigori a porte chiuse. Sulle strade del ciclismo non ci sono cancelli e quindi venerdì scorso, nell’ultima ricognizione del percorso prima del Lombardia, Tadej Pogacar ha chiesto ai compagni di spegnere i telefonini per evitare che i computer di bordo sversassero subito sugli affamati utenti dei social i dati di…
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Bergamo. Sin dalle prime ore del mattino, sabato la Boccola ha iniziato a riempirsi di appassionati di ciclismo. Con il passare della giornata, e con l’avvicinarsi dei corridori professionisti, su quel tratto di strada si sono riversate anche persone che una gara ciclistica non l’avevano mai vista, e mai avrebbero pensato di vederla, ma oggi era impossibile restare indifferenti davanti all’entusiasmo che si respirava in quei duecento metri.
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Il Lombardia Dall'addio di Rafal Majka al solito trionfo di Tadej Pogacar: gli highlights del Giro di Lombardia 2025 IL LOMBARDIA - Tadej Pogacar ha vinto la 119esima edizione de Il Lombardia con la solita, folle, naturalezza. Il campione del mondo ha trionfato per la quinta volta consecutiva ne "La Classica delle Foglie Morte", precedendo Remco Evenepoel e Michael Storer
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Ha finito gli aggettivi anche Vincenzo Nibali nel commentare l’ennesima impresa di Tadej Pogacar, capace oggi di vincere il suo quinto Lombardia consecutivo. Un record assoluto per un campione che, come da pronostico, ha fatto il vuoto sul Passo di Ganda giungendo da solo sul traguardo di Bergamo. Con Nibali ripercorriamo l’ultima monumento di questa stagione passando in rassegna i protagonisti di una sfida che alla fine ha visto…
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L'affetto della folla per Pogacar: tutti ai piedi di Tadej "Oggi c'era davvero un'atmosfera incredibile. Ho avuto i brividi. È così che i tifosi dovrebbero vivere il ciclismo ed è stato bellissimo correre oggi su queste strade. Il Lombardia è una delle gare più lunghe e difficili dell’anno ma come squadra l'abbiamo interpretata bene, lasciando spazio anche a Isaac del Toro che è…
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Gli highlights del Giro di Lombardia 2025: quinto successo di fila per Tadej Pogacar, che ha stravinto partendo da solo a 37 km dall’arrivo e annullando le velleità del fuggitivo americano Quinn Simmons. Per lo sloveno è la decima Monumento di una carriera che non ha limiti.
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