E Nicola Palma L’urlo prima dell’Inno di Mameli: "No al fascismo". La frase scandita al termine dell’esecuzione: "Viva l’Italia antifascista". I due spettatori identificati dalla polizia. E la polemica che si prende la scena il giorno dopo, con l’hashtag #identificarsi rilanciato dal Pd con una campagna social, i tweet con nomi e cognomi e le richieste di chiarimenti al Viminale. Passata la bufera scatenata all’immediata vigilia della…
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Si parla del caso Scala da Nicola Porro a Stasera Italia, su Rete 4, nella puntata dell'8 dicembre, e Vittorio Sgarbi che è in collegamento si dice "preoccupato che occorra ripetere una cosa che è senza logica rispetto a settant’anni di democrazia: Viva l’Italia anti fascista". Questo, prosegue il sottosegretario al ministero della Cultura, "è un grido indirizzato contro il presidente del Senato Ignazio La Russa presumendo che lui, eletto democraticamente, sia fascista.
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Un loggionista grida 'viva l'Italia antifascista' alla Scala di Milano e la Digos interviene per identificare l'uomo, presente in teatro per assistere al Don Carlo. Cos'è la Digos? Perché è intervenuta? Di cosa si occupa? La Digos (Divisione investigazioni generali ed operazioni speciali) è un reparto specializzato della polizia di Stato, con compiti di indagini e contrasto relativi a reati specifici, che opera presso ogni questura.
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Rimane la polemica politica sulla Prima della Scala, dopo il debutto del "Don Carlo" al teatro. "Adesso identificateci tutte e tutti", tuona l'opposizione, con il Pd in prima fila. Una protesta contro l'iniziativa della questura di Milano che ha identificato il 'loggionista' autore del grido "Viva l'Italia antifascista" durante la serata. "Continueremo a gridarlo, ovunque. Anche se non piace a Salvini", scrive il Partito…
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Nella finzione poteva succedere in un racconto di Orwell o in una gag dei Monty Python. Nella realtà succede nell’Italia meloniana del 2023: alla prima della Scala a Milano un loggionista urla in sala “viva l’Italia antifascista” e all’intervallo quattro solerti funzionari della Digos che non vengono meno al loro dovere anche se non in alta uniforme lo raggiungono e gli chiedono le generalità. Lu…
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Il giorno dopo la grande serata di gala alla Prima della Scala di Milano non si fa altro che parlare di lui, Marco Vizzardelli, che dopo l’inno di Mameli e il conseguente doveroso applauso, ha urlato dal Loggione: “Viva l’Italia antifascista!”. Una frase che di questi tempi, a quanto pare, fa rizzare le antenne, sobbalzare in piedi e sgranare gli occhi. Tranne a chi fa orecchie da mercante, che rimane impassibile e plastico.
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«Me lo sono sentito dentro» ha chiosato Vizzardelli, intervistato anche da La Presse. «Direi che lo rifarei, senza dubbio». Il giornalista, infine, ha ripercorso le fasi successive all'urlo: «Durante il primo atto sono stato avvicinato da un agente in borghese. Era buio, mi sono girato e sono trasalito un attimo, mi ha detto di stare tranquillo. Finito il primo atto, mi ha chiesto le generalità tirando fuori il distintivo.
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Nome? “Marco”. Cognome? "Vizzardelli". Nato il? “Primo luglio 1958”. A parlare è Marco Vizzardelli che, con la sua frase gridata dal Loggione è diventato il vero protagonista della Prima della Scala. Proseguiamo. Professione? “Giornalista pubblicista”. Segni particolari? “Appassionato di Scala e cavalli, non necessariamente in quest’ordine”. Quante telefonate ha già ricevuto oggi? (Glielo chiediamo…
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"E infine, ma al loggionista che ha gridato 'Viva l'Italia antifascista' ed è stato identificato, che gli si fa? Chiedo per un amico". Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ironizza così con una storia su Instagram il giorno dopo la Prima della Scala, durante la quale il giornalista Marco Vizzardelli ha urlato dal loggione 'Viva l'Italia antifascista' dopo l'inno di Mameli per poi essere identificato dalla Digos
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