Quattro astronauti sono in viaggio verso la Luna. È la prima volta dalla fine del programma Apollo, nel 1972, che una navicella spaziale abitata punta verso il satellite. Tre americani e un canadese, i protagonisti della missione Artemis II, sono decollati da Cape Canaveral mercoledì notte. Torneranno fra dieci giorni. Ieri hanno trascorso la giornata nell’orbita terrestre per controllare il fun…
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Guardare la Luna non è più soltanto un esercizio di pura contemplazione romantica o scientifica, ma l’osservazione del prossimo cantiere edile dell’umanità. Un’approfondita analisi del Washington Post pubblicata il 31 marzo 2026 fa il punto sul programma Artemis, la missione internazionale guidata dalla NASA che mira a riportare l’uomo sulla superficie lunare per restarci. A differenza delle missioni Apollo degli anni ’60…
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L'uomo sulla Luna, la rincorsa della Nasa a Mosca e Pechino: tempi e fasi del progetto russo-cinese Con la missione Artemis II in partenza tra poche ore, ma anche con le successive III e IV la Nasa ha confermato il suo ritorno sulla Luna prima della fine del mandato del presidente Trump: l’obiettivo dichiarato è costruire una base permanente che consenta la vita dell’uomo sull’asteroide. Un annuncio che, di fatto, ha dato inizio alla rincorsa al…
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NASA, addio Gateway: pronti 20 miliardi per la base sul Polo Sud. Ecco i titoli “lunari” pronti a volare La svolta della NASA, che ha deciso di passare da una stazione orbitante lunare (Gateway) a una base permanente sul polo sud della Luna da 20 miliardi di dollari in sette anni, rappresenta un importante volano per i contractor di superficie, i produttori di lander, i fornitori di servizi di lancio e le società di infrastrutture spaziali.
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Durante la conferenza stampa del 24 marzo è stato ufficializzato l’addio al Lunar Gateway, in quanto l’obiettivo principale è costruire una base permanente sulla Luna. I componenti già realizzati verranno riutilizzati per altre missioni. Uno dei moduli diventerà parte della navicella Space Reactor‑1 Freedom a propulsione nucleare che arriverà su Marte. Modulo PPE per Space Reactor‑1 Freedom Il Lunar Gateway era una piccola stazione spaziale che avrebbe ospitato gli astronauti in orbita lunare.
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Con il lancio della missione Artemis 2 — previsto per il 2 di aprile (in Italia) — la Nasa ha svelato una strategia di lungo respiro che ridisegna completamente il futuro dell'esplorazione lunare americana. L'agenzia intende investire 20 miliardi di dollari nell'arco dei prossimi sette anni per edificare una base nei pressi del Polo Sud della Luna, completa di moduli abitativi, rover pressurizzati e impianti di alimentazione nucleare.
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La NASA abbandona il progetto del Lunar Gateway? È quanto sembrerebbe venir fuori da un aggiornamento dei piani della NASA presentato dal suo nuovo amministratore Jared Isaacman, durante un evento tenutosi il 24 marzo, a pochi giorni dal lancio di Artemis 2. Il lancio di Artemis 2 è già stato rinviato due volte: dovrebbe testare il sistema di lancio SLS portando intorno alla Luna quattro astronauti in un viaggio di circa dieci giorni.
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In accordo con la politica spaziale degli Stati Uniti dettata dall'amministrazione Trump, la NASA ha aggiornato il proprio programma di esplorazione della Luna, cancellando la stazione orbitante Gateway e dirottando le risorse sulla costruzione di una vera e propria base sulla superifice
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La Nasa sta lavorando a due progetti molto ambiziosi, ma evidentemente il colosso spaziale americano ha deciso di spingere su entrambi, per questo ha improvvisamente mollato tutti i suoi partner internazionali, europei in primis. La Nasa vuole costruire una base sulla Luna, con l’obiettivo di “una presenza umana duratura sulla Luna”, ma anche lanciare nel 2028 il primo veicolo spaziale…
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Una scelta unilaterale di Washington ridisegna le priorità dello spazio, mentre l’Europa resta senza una strategia chiara e con investimenti già sul tavolo a rischio. L’Agenzia spaziale americana mette in stand-by il progetto Gatewey, priorità alla prima base lunare La NASA cambia strategia e imprime una svolta radicale al programma Artemis: la stazione spaziale Gateway, finora considerata un tassello chiave dell’architettura cislunare, viene di fatto messa in stand by.
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Nella giornata di lunedì 24 marzo 2026 l’Agenzia spaziale statunitense (NASA) ha tenuto un evento pubblico presso il proprio quartier generale a Washington D.C. in cui ha annunciato «come l’agenzia stia implementando la National Space Policy del presidente Donald Trump e come stia accelerando i preparativi al ritorno del paese sulla superficie della Luna entro il 2028». L’intero evento è stato trasmesso in diretta su internet, e in particolare sono stati pubblicati i tre interventi di esponenti di alto livello…
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Il programma Artemis resta al centro della strategia americana sulla Luna, ma attraversa una fase di revisione che riflette ritardi, scelte industriali e nuove priorità politiche. Il rallentamento di Starship riapre il dossier Sls, mentre il ridimensionamento di Gateway impone anche all’Italia di ripensare il proprio ruolo. Sullo sfondo cresce il peso della competizione con la Cina, che spinge Washington a legare sempre più l’ambizione lunare alla sicurezza nazionale 25/03/2026 Il…
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La Nasa non vuole limitarsi a riportare gli esseri umani sulla Luna, a oltre cinquant’anni dalle storiche missioni del programma Apollo. Jared Isaacman, amministratore dell’agenzia spaziale statunitense, ha annunciato che il nuovo obiettivo è costruire una base lunare per “stabilire una presenza umana permanente” sul satellite naturale della Terra. Un traguardo che potrebbe concretizzarsi attraverso missioni con equipaggio più frequenti…
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👉 Seguici anche sul nostro canale WhatsApp! 🚀 Variazioni in corso d’opera nel programma di esplorazione lunare della Nasa: focus della nuova strategia sarà lo sviluppo di una base per consentire la presenza duratura dell’uomo sul nostro satellite naturale. L’annuncio di questo cambiamento è stato dato ieri, durante l’evento ‘Ignition’ organizzato dall’ente spaziale americano per illustrare le nuove iniziative della National Space Policy americana
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Per anni, il futuro dell’esplorazione umana oltre l’orbita terrestre ha avuto un nome preciso: Lunar Gateway. Questa stazione spaziale orbitante avrebbe dovuto rappresentare il “porto sicuro” tra la Terra e la Luna, un avamposto tecnologico sospeso nel vuoto dove gli astronauti avrebbero potuto fare scalo prima di scendere sul suolo lunare. Tuttavia, il panorama spaziale è cambiato più velocemente dei piani ingegneristici.
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