La Manovra per il 2026 ha introdotto una serie di interventi destinati a incidere in modo diretto sugli stipendi dei lavoratori. Le novità riguardano sia la tassazione ordinaria sia alcune voci specifiche della busta paga, con l’obiettivo di alleggerire il carico fiscale su redditi medio-bassi e incentivare aumenti salariali e produttività.
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Approfondimenti:
La manovra di Bilancio, tra le più piccole e le più discusse degli ultimi anni, è arrivata al traguardo. Martedì l’approdo in Aula per l’approvazione definitiva. Tra le novità che riguardano fisco e lavoro, il taglio dell’Irpef, nuovi e corposi sostegni alle imprese, nuove tassazioni su premi di produttività e rinnovi contrattuali, tra quelli relativi a famiglia e sociale, le modifiche alle franchigie Isee per la prima casa e controlli più stringenti attraverso l’incrocio di nuove banche dati.
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Anche quest’anno il Parlamento non si fermerà per le festività di fine anno. Infatti, sia la Camera dei deputati che il Senato della Repubblica resteranno aperti nell’ultimo weekend del 2025 per definire gli ultimi provvedimenti necessari per la nuova legge di bilancio e per la riforma della Corte dei Conti. Alla Camera dei deputati, quindi, l’attenzione sarà concentrata soprattutto sulla manovra economica.
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La manovra di bilancio approvata dal Parlamento nel penultimo giorno dell'anno avrà effetti diretti e indiretti anche in Friuli Venezia Giulia. Sono circa 290 mila i contribuenti che beneficeranno dell'abbassamento dell'aliquota Irpef dal 35% al 33% per le fasce di reddito comprese tra 28 e 50 mila euro lordi. Il vantaggio massimo riguarda chi dichiara più di 50 mila e meno di 200 mila euro: per loro il risparmio sarà di circa 440 euro l’anno.
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Ascolta la versione audio dell'articolo 4' di lettura English Version Translated by AI. For feedback, please contact [email protected] La manovra che da poche ore ha ottenuto il via libera definitivo della Camera imbarca una serie di misure in materia di difesa e sicurezza nazionale. Un ambito politicamente caldo, su cui non sono mancate e non mancano occasioni di attrito nella maggioranza sull’opportunità di assegnare…
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L’IRPEF cambia ancora con le novità della Manovra 2026: l’aliquota che si applica al secondo scaglione (28.001-50.000 euro) si riduce e vengono tagliate le detrazioni fiscali per i più ricchi. È questa la formula individuata dal Governo per mettere in atto il taglio per il ceto medio, una promessa rimasta in stand by dallo scorso anno. Anche nel 2026 l’IRPEF si calcolerà, come accade oggi, su tre scaglioni a cui si applicano tre diverse aliquote.
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Con la Manovra 2026 cambia anche il calcolo dell’IRPEF: arriva l’aliquota ridotta sul secondo scaglione e il taglio alle detrazioni per i redditi oltre i 200.000 euro L’IRPEF cambia ancora con le novità della Manovra 2026: l’aliquota che si applica al secondo scaglione (28.001-50.000 euro) si riduce e vengono tagliate le detrazioni fiscali per i più ricchi. È questa la formula individuata dal Governo per mettere in atto il taglio per il ceto medio, una promessa rimasta in stand by dallo…
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La Legge di Bilancio 2026 concentra una serie di interventi che, pur eterogenei, hanno un tratto comune: modificano in modo immediato regimi fiscali e condizioni di accesso a benefici, incidendo sulla pianificazione tributaria, sulla contrattualistica, sulla gestione del personale e sulla tutela dei diritti sociali. Per chi assiste contribuenti, imprese, enti pubblici o lavoratori, la manovra va letta come una “mappa di impatti”: alcune misure agiscono sul prelievo (IRPEF, imposte sostitutive, Tobin tax)…
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Da Roma A poco meno di 36 ore dall'esercizio provvisorio, arriva finalmente il via libera della Camera alla legge di bilancio. È infatti alle 12.55 di ieri - dopo un'interminabile maratona notturna che va avanti fino alle 4.30 di mattina - che Montecitorio licenzia la manovra con 216 voti favorevoli e 126 contrari. E con i deputati del Pd che per protesta espongono in Aula cartelli con su scritto «Disastro Meloni».
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Una scomposta liturgia si è chiusa ieri quando la Camera ha approvato con 216 voti la quarta legge di bilancio del governo Meloni. La presidente del Consiglio l’ha definita «seria e responsabile», mentre il ministro dell’economia Giorgetti «prudente» per non dire «austera». In realtà è una manovra da 22 miliardi di euro, riscritta per un terzo negli ultimi dieci giorni, in un tortuoso percorso in cui la Lega ha sfiduciato Giorgetti.
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Giancarlo Giorgetti guarda Oltralpe. Il ministro dell’Economia non cita mai la Francia, ma la mente corre subito a Parigi, costretta a ricorrere a una legge speciale, una sorta di esercizio provvisorio, perché nell’Assemblea nazionale non è stata trovata l’intesa sulla finanziaria. «Noi l’abbiamo approvata, altri Paesi in Europa no», ha spiegato nel commentare il via libera definitivo alla manovra arrivato alla Camera
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