C’era anche una delegazione della provincia di Salerno e del Vallo di Diano ad Hamamet per il 25esimo anniversario della morte di Bettino Craxi nella giornata di ieri. Ad Hammamet per i 25 anni dalla morte oltre a Tajani e La Russa erano presenti anche il segretario nazionale del Psi, Vincenzo Maraio, e di due socialisti del Vallo di Diano: Antonio Bove di Sala Consilina e Antonio Marrone di Teggiano
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Uno spirito che non smette di parlarci. 25 anni fa, come oggi, Bettino Craxi lasciava questa terra esule ad Hammamet. Accanto a lui c’era la figlia Stefania che, per riabilitare la figura del padre, ha scalato le montagne. Chapeau! E dopo un venticinquennio i frutti si vedono, specialmente in queste settimane è tutto un fiorire di editoriali, libri e convegni. L’impressione che se ne coglie, però, per chi ha seguito e apprezzato la grande avventura umana e politica del leader socialista, è che il gran fermento odierno somiglia tanto ad un…
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''Bettino Craxi è stata una personalità rilevante degli ultimi decenni del Novecento italiano. Parlamentare italiano ed europeo, Segretario del Partito Socialista Italiano per oltre un quindicennio, Presidente del Consiglio dei Ministri, ha impresso un segno negli indirizzi del Paese in una stagione caratterizzata da grandi trasformazioni sociali e da profondi mutamenti negli equilibri globali''. Lo dichiara il residente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione…
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Di Elio Sanfilippo domenica 19 Gennaio 2025 Nel ricordare Bettino Craxi come palermitani non possiamo che andare con la memoria a quel 28 luglio del 1985 quando a Porticello fu assassinato dalla mafia il commissario Beppe Montana e il 6 agosto in via Croce Rossa il vice questore Ninnì Cassarà con l’agente Antiochia. Una città sconvolta! L’indomani il 7 agosto il sindaco Leoluca Orlando e i capi gruppo consiliari si recarono a Roma per chiedere al presidente del consiglio Bettino Craxi misure…
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Prima che il sequestro di Cecilia Sala in Iran si risolvesse con la sua liberazione, grazie allo scambio con il fabbricante di droni Abedini, proposi a Giorgia Meloni di agire proprio così, anche se ci voleva un coraggio leonino, ma al diavolo le pretese americane di estradarlo a casa loro. In realtà l'avevo sfidata. Mi cito, eliminando le prolissità: «Ho in mente un precedente: Sigonella, ottobre 1983
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Il peso delle parole di La Russa su Bettino Craxi Le parole della seconda carica dello Stato, Ignazio La Russa, rese in omaggio a Bettino Craxi al cimitero cristiano di Hammamet per i 25 anni dalla morte dell'ex premier socialista, sono destinate a lasciare una eco profonda. La nota di Sacchi “Non sarebbe dovuto accadere che Craxi morisse in esilio, che non potesse curarsi in Italia”. Con accanto Stefania Craxi da un lato e dall’altro Nicola Carnovale, direttore generale della Fondazione Craxi, che lo ha invitato, Ignazio…
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Apprendo, non senza sgomento, di riediti "craxiani", che, convulsamente, cercano di guadagnare uno strapuntino di notorietà, a venticinque anni di distanza dalla sua morte. Dopo un tempo dilatatissisimo di afasia, di rimozioni e di balbuzie della memoria, tornano per segnalarsi al mondo, con la medesima credibilità di un piffero asincrono e senza fiato. Sono gli stessi che, all'epoca, non seppero difendere il leader perché vinti e soggiogati da viltà…
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«La vicenda Craxi va collocata nella storia d’Italia, e non solo, e va analizzata, con le sue luci e le inevitabili ombre, con le categorie proprie dell’analisi storica». A 25 anni dalla morte del leader socialista, Gianvito Mastroleo, presidente emerito della Fondazione Di Vagno, un passato con incarichi istituzionali ricoperti da esponente del Psi, mette a fuoco un passaggio decisivo. Mastroleo paventava un rischio.
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Dal nostro inviato ad Hammamet C'è la rosa del deserto, poggiata proprio sulla pietra del sepolcro, e poi gli immancabili garofani rossi ad accompagnare l'iscrizione. La tomba di Bettino Craxi, sulla nuda terra del piccolo cimitero cristiano, dà sempre le vertigini. Se alzi lo sguardo, fra quelle pietre semiabbandonate, vedi il muraglione della Medina che incombe. E pensi che la storia e la geografia non hanno ancora fatto pace.
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Sacconi L’anniversario della morte di Bettino Craxi ripropone innanzitutto la ragione della fragilità politica, economica e sociale dell’Italia dopo di lui. Egli non è stato tanto o solo il capro espiatorio di un ceto politico interamente partecipe del finanziamento illecito, quanto soprattutto l’obiettivo mirato di chi ha voluto far saltare il banco all’atto della fine del comunismo. Craxi, con l’annunciato ritorno a Palazzo Chigi, avrebbe…
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Adesso tutti lì, ad Hammamet. Dove addirittura s’è avviato, per il venticinquennale della morte di Bettino Craxi, celebrato ieri, il presidente del Senato, terza carica dello Stato. Ed è piena di significati la presenza in Tunisia di Ignazio La Russa. I tempi cambiano, ed ecco allora che tornano a galla sulla scorta del presente le vecchie vicende della storia italiana, quelle in cui il movimento sociale italiano - il partito in cui allora militava La Russa - era stato tra i più…
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Sul libro delle firme, davanti alla tomba di Bettino Craxi, Ignazio La Russa lascia scritto un messaggio: «A nome di tanti italiani». Confessa che c’era già venuto da capogruppo di An, quasi in incognito, 20 anni fa. Ma ora è diverso. «È venuto il momento di dire che l’Italia ha un debito nei confronti di Bettino Craxi», scandisce le parole il presidente del Senato, ad Hammamet per i 25 anni dalla sua morte.
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