La crescita dell’economia italiana rallenterà nei prossimi tre anni, penalizzata dall’inasprimento delle politiche commerciali statunitensi e da una persistente incertezza internazionale. È quanto emerge dalle proiezioni macroeconomiche pubblicate oggi dalla Banca d’Italia, che prevedono una crescita del Pil pari allo 0,6% nel 2025, allo 0,8% nel 2026 e allo 0,7% nel 2027. Rispetto a dicembre, me…
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Deutsche Bank Gli effetti sulla crescita del Vecchio Continente dei nuovi dazi del presidente statunitense Donald Trump sono "inequivocabilmente negativi". Lo affermano gli analisti, secondo cui l'aumento dei dazi potrebbe ridurre di 0,4-0,7 pp il PIL UE e di 0,3-0,6 pp il PIL del Regno Unito. Questo è l'effetto diretto, ma ci sono anche costi indiretti dall'estero ancora difficili da valutare, tra cui un aumento significativo del rischio di recessione negli Stati Uniti
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Introduzione Il Centro studi di Confindustria ha presentato il rapporto sulle previsioni economiche per il 2025 e il 2026. L'analisi vede l'attesa per crescita in Italia frenare al +0,6% del Pil nel 2025 e accelerare al +1% nel 2026, ma avverte che potrebbe anche andare peggio: con una escalation della guerra dei dazi si fermerebbe al +0,2% quest'anno ed al +0,6% il prossimo. In evidenza il forte calo degli investimenti attesi, -0.8% nel 2026.
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Giovedì 3 aprile 2025 (Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa pubblicata nel sito https://www.cgil.it/ufficio-stampa) /// Le previsioni del Centro Studi di Confindustria sullo stato patologico dell’industria italiana sono allarmanti, un vero e proprio disastro su cui il Governo e il Ministro Urso hanno precise responsabilità. Ma non stupiscono affatto, e confermano un trend negativo che non ha eguali nella storia recente…
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La rivoluzione dei dazi varata dagli Stati Uniti avrà conseguenze su tutta la struttura produttiva ed economica mondiale. L’Italia dovrà essere capace di affrontare i profondi cambiamenti che l’introduzione di tariffe globali comporteranno per le aziende, i cittadini e le intere filiere produttive. Le conseguenze non tarderanno a essere avvertite. L’ufficio studi di Confindustria rivede al ribasso le stime per il Prodotto…
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Per quanto al momento, data la molteplicità di fattori che restano incerti, fare una previsione accurata sugli effetti dei dazi commerciali per la crescita economica sia "praticamente impossibile", secondo gli economisti della banca olandese Ing nell'area euro "finirà a passo di lumaca". In una nota di analisi stimano che nell'arco di due anni l'impatto sugli scambi commerciali dei dazi annunciati da Trump, al 20% sulle importazioni dei paesi dell'area "potrebbe sottrarre 0,3…
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E’ stata una vigilia di apprensione per il distretto quella di ieri in attesa di sapere come (e se) i dazi dell’amministrazione di Donald Trump vanno a penalizzare la produzione tessile. Un distretto che si deve confrontare con gabelle nuove partendo dalla sua identità: oltre alla qualità delle produzioni, Prato non può prescindere da due peculiarità quali una filiera fatta di piccole e medie imprese e l’export come carta vincente.
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Anche Confindustria suona l'allarme dazi e il presidente Orsini chiede un piano straordinario di investimenti all'Italia e, soprattutto, all'Europa per sopperire alla mancata crescita causata dalla guerra commerciale. Ma anche al probabile spostamento di alcune attività negli Usa come alcune aziende - tra le quali Pirelli - hanno già annunciato. Secondo il Rapporto di previsione di primavera del Centro studi di Viale dell'Astronomia (CsC), il Pil nel 2025 crescerà solo dello 0,6% rispetto al +0,9% atteso in…
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Bisognerà attendere un anno prima che la crescita italiana possa riprendere slancio. Gli elementi per pensare in positivo non mancano, ma le forze che zavorrano l’economia nazionale, ed europea, pesano ancora e le note a favore del pil -dal taglio dei tassi di interesse alla risalita del reddito disponibile per le famiglie- non riescono a controbilanciare il costo dell’energia e della proliferazione normativa europea.
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Confindustria taglia le stime sul PIL italiano a +0,6%, ma lo scenario potrebbe anche essere peggiore (PIL a +0,2%) causa dei dazi imposti dagli USA, che si prevede avranno un impatto pesante sull'export e sull'economia. La crescita dell’economia italiana potrebbe riprendere slancio solo nel 2026. E' quanto stima l'Ufficio Studi Confindustria nell'ultima indagine congiunturale.Il PIL italiano nel 2025 è atteso crescere dello 0,6%, per lo più in linea con il +0,7%…
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Una crescita stagnante, vicina alla zero. Il rischio per l’Italia è concreto, soprattutto in caso di un’escalation sui dazi annunciati da Donald Trump. Il Centro studi di Confindustria, nel suo Rapporto di primavera, stima un ulteriore rallentamento del Pil italiano nel 2025, con i dazi che possono pesare fino allo 0,6% della crescita, causando anche la fuga di aziende e capitali. Oltre al rischio di un declino strutturale dell’industria.
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L’Italia rallenta nel 2025 ma riprende slancio nel 2026 (+1%). A dirlo è il Centro Studi di Confindustria nel suo tradizionale Rapporto di previsione che fornisce una stima dell’impatto che la nuova politica tariffaria potrebbe avere sull’Europa. Nel documento vengono riviste al ribasso le stime della crescita del Pil 2025 a +0,6% da +0,9% previsto a ottobre 2024 a causa della spada di Damocle rappresentata dai dazi minacciati dall’amministrazione Trump.
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“Bisognerà valutare con molta attenzione i dazi che Trump annuncerà. Per l’Italia il rischio c’è, e il nostro Centro Studi sta quantificando l’impatto che sarà imponente” ha detto il Presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, in una intervista al quotidiano La Stampa. “L’Italia sul fronte dell’export deve la sua crescita a doppia cifra nel post Covid in gran parte all’aumento della nostra quota negli Usa.
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«Sveglia, il tempo è finito: il governo abbia coraggio e l’Europa cambi rotta». Con queste parole il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, ha lanciato l’allarme sulla produzione industriale italiana ed europea poche ore prima dell’annuncio delle tariffe doganali decise da Donald Trump. «Non possiamo pensare che i dazi non saranno un problema – ha detto – saranno l’ennesimo stop alle nostre imprese».
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Il Centro studi di Confindustria ha provato a stimare l'impatto della nuova politica tariffaria avviata dall'amministrazione Trump. Secondo Confindustria, la possibile escalation protezionistica "può determinare in Italia un -0,4% di Pil nel 2025 e un -0,6% di Pil nel 2026. Secondo gli industriali, la stima del Pil 2025 è a +0,6% Il peso dei dazi globali è paragonabile a quello di "un conflitto commerciale".
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