Agenzia Roma, 2 ott. “Ci sono contatti per trovare una soluzione” dopo il braccio di ferro Roma-Berlino sui finanziamenti tedeschi alle ong e il conseguente impasse sul Patto europeo per le migrazioni e l’asilo. L’ipotesi di un bilaterale tra il Cancelliere Olaf Scholz e la premier Giorgia Meloni al vertice di Granada c’è, ma attualmente “non è in agenda, dipende anche dall’esito dei contatti” tra le due diplomazie.
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Resta alta la tensione tra il governo italiano e quello tedesco sulla redistribuzione dei migranti e gli aiuti della Germania alle Ong. Sul tema interviene oggi la presidente Giorgia Meloni: "Pressione migratoria senza precedenti. Tutto diventa più difficile se altri Stati lavorano nella direzione opposta". Gli interventi ieri dei ministri Tajani e Crosetto.
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In questi giorni siamo stati invasi dalle notizie sul nuovo “muro di Berlino” che la Germania avrebbe alzato, questa volta, contro l’Italia per via dei finanziamenti tedeschi alle Ong. Questi finanziamenti, che hanno riaperto l’eterno problema dell’immigrazione , hanno sortito l’effetto di provocare l’immediata replica della premier Giorgia Meloni al cancelliere tedesco Olaf Scholz e la reazione del suo “vice” Matteo Salvini che ha chiesto “rispetto”.
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La goccia che ha fatto traboccare il vaso della pazienza tedesca sta tutta in un'immagine: autobus con a bordo decine di migranti in cerca d'asilo diretti in vari Länder del Paese, senza neanche un preavviso ragionevole alle autorità locali. Da venerdì infatti il centro di accoglienza di Suhl non accetta più rifugiati. Scoppia. Siamo nella Turingia dei borghi medievali, dove molte comunità sono sul piede di guerra.
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Immigrazione tema centrale del dibattito sul voto regionale in Assia e Baviera del prossimo 8 ottobre. E nel clima di generale sfiducia verso la politica, di cui si avvantaggia l'estrema destra populista, il cancelliere Scholz è in difficoltà Le tensioni fra Roma e Berlino sulla questione dei migranti si intrecciano con il calendario elettorale in Germania, dove il prossimo 8 ottobre si vota per il rinnovo dei governi regionali in Assia e Baviera.
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Di Paolo Valentino La ministra degli Esteri pungolava il governo da sinistra. E la coalizione del semaforo ora è sempre più fragile Baerbock e Scholz ieri a Berlino (Epa) BERLINO — Alla fine, anche il cancelliere Scholz ha il suo Salvini. Fosse pure da posizioni opposte a quella del capo leghista. E in qualche modo deve gestirlo, salvo bacchettarlo quando occorre. È la prima cosa che viene in mente, a osservare da vicino la situazione tedesca e in particolare le evoluzioni della…
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