(Adnkronos) – Mirocariche dietro l’esplosione dei cercapersone di Hezbollah in Libano e Siria. E’ l’ipotesi di Marco Camisani Calzolari, esperto di IA, docente Universitario e divulgatore scientifico, che all’Adnkronos spiega: ”Premesso che ancora non sappiamo nel dettaglio cosa sia accaduto veramente, dal punto di vista tecnico ritengo che fare esplodere una batteria a distanza sia molto improbabile.
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Un sofisticato attacco a sorpresa degno di una spy story: è quanto è accaduto questo pomeriggio ai cercapersone utilizzati dai miliziani di Hezbollah. Sono saliti, intanto, a 9 i morti nelle esplosioni in varie parti del Libano, mentre circa 2.800 persone sono rimaste ferite. I media riferiscono di almeno sette morti e diversi feriti anche in Siria, nella zona di Damasco. Le minacce di Hezbollah, l'allerta in Israele Un attacco ancora dai contorni…
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“Cari fratelli, i vostri telefoni cellulari sono peggio delle spie israeliane. Buttateli, seppelliteli, metteteli in una scatola e sbarazzatevene”. A nulla è servito il monito lanciato a febbraio dal leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah: a Beirut, nel sud del Libano e in Siria, i cercapersone (o pager) di fabbricazione iraniana in possesso dei suoi miliziani sono esplosi all&r…
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