«Non accetteremo nessun governo diverso da quello indicato da noi studenti. No ai militari al governo, no a un governo sostenuto dai militari. Nessun governo di fascisti sará accettato». Nahid Islam, uno dei volti più noti del movimento studentesco che ha rivoluzionato la storia del Bangladesh, ha le idee chiare. Ieri, il giorno successivo alle dimissioni e alla fuga in India della prima ministra Sheikh Hasina, ha annunciato al pubblico le decisioni degli studenti.
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ROMA – Sono giornate sporcate dal sangue e con 56 morti per le strade della capitale del Paese, Dhaka, e in altre città, al culmine di molti giorni di proteste delle migliaia e migliaia di giovani disoccupati contro il sistema di assegnazione degli impieghi nel settore pubblico, che riserva posti ai familiari dei reduci della guerra di indipendenza dal Pakistan del 1971. L’esito è stato un colpo di stato e le dimissioni della premier Sheikh Hasina, 76…
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Il Bangladesh sprofonda nel caos: la premier Sheikh Hasina si è dimessa, è scappata in India lasciando il potere all’esercito che ha annunciato la formazione di un governo ad interim. Nel Paese proseguono le dimostrazioni, le devastazioni e gli scontri con almeno 300 morti dall’inizio delle proteste, anche se si tratta di un bilancio provvisorio. Solo oggi nella capitale Dacca si sono registrati almeno 56 vittime.
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Dopo 15 anni al potere e lasciandosi alle spalle almeno 300 manifestanti uccisi e 11mila arrestati nelle proteste contro il suo governo, la ormai ex premier del Bangladesh Sheik Hasina è fuggita in India dove potrebbe chiedere asilo, dice la Cnn. Se per assurdo lo facesse in Italia, la sua domanda sarebbe sottoposta a una «procedura accelerata». Dal 7 maggio di quest’anno, infatti, il Bangladesh è inserito tra i paesi di origine «sicuri».
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Bangladesh: fuori legge per terrorismo il primo partito islamico La formazione politica insieme alla sua organizzazione studentesca, Islami Chhatrashibir, e a tutte le organizzazioni affiliate, sono state dichiarate organizzazioni terroristiche dal governo di Dhaka dopo l'ondata di proteste sulla contestata legge sulle quote, sfociata in scontri costati la vita a 212 persone
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