A Busan, in Corea del Sud, si sta svolgendo un vertice cruciale per la definizione di un Trattato globale sulla plastica. I rappresentanti di tutto il mondo sono riuniti per affrontare una questione sempre più pressante: l'inquinamento da plastica, un problema che rischia di aggravarsi al punto da raddoppiare entro il 2050. Tuttavia, c’è un elemento che minaccia la credibilità e l’efficacia dei negoziati: l'ingombrante presenza delle lobby.
Leggi
A Busan, mentre i rappresentanti di tutto il mondo discutono su un problema enorme che non possiamo più ignorare, l'elefante nella stanza è talmente grande che si teme per l'effettiva riuscita del vertice. Esattamente come alla Cop29, conferenza delle parti sul clima appena conclusa a Baku e presidiata da migliaia di lobbisti dei combustibili fossili, anche in Corea del Sud il paradosso è lampante: mentre fino al 1° dicembre si negozierà per…
Leggi
Mentre delegati da tutto il mondo si riuniscono in Corea del Sud per definire i termini di un trattato globale contro l'inquinamento da plastica, cresce la consapevolezza che questo problema non riguarda solo gli oceani e le città, ma anche gli ecosistemi di alta quota. Le montagne infatti, spesso erroneamente considerate luoghi incontaminati, stanno diventando vittime silenziose dell'inquinamento da plastica, un fenomeno che aggrava le…
Leggi
Durante i negoziati ONU a Busan per il quinto round di negoziati (INC-5) , la presenza record di 220 lobbisti dell'industria chimica e dei combustibili fossili solleva preoccupazioni. Greenpeace e CIEL denunciano tentativi di sabotaggio per proteggere i profitti, chiedendo un accordo ambizioso e vincolante che riduca drasticamente la produzione di plastica, salvaguardi il clima e garantisca la tutela della salute e dei diritti…
Leggi
“Dobbiamo porre fine all’inquinamento da plastica prima che l’inquinamento da plastica ponga fine a noi”: così Kim Wan Sup, Ministro dell’ambiente della Repubblica di Corea, ha arringato i delegati dei 175 Paesi e gli osservatori riuniti nel suo Paese, a Busan, per l’ultima sessione negoziale che dovrebbe condurre all’approvazione di quello “strumento internazionale giuridicamente vincolante sull’inquinamento da plastica, anche nell’ambiente marino”…
Leggi
Da una parte la cosiddetta High Ambition Coalition, composta da Unione Europea e molti Paesi asiatici e africani, che chiede regole per limitare la produzione di nuova plastica, standard globali con obiettivi, meccanismi di monitoraggio e applicazione della conformità. Dall’altra parte, le nazioni produttrici di petrolio - come Arabia Saudita, Iran e Russia – che insistono sulle cosiddette misure downstream, principalmente sulla gestione dei rifiuti.
Leggi
Ha preso il via ieri la quinta sessione del Comitato intergovernativo di negoziazione (INC-5), che mira a concludere i lavori per la stesura di un trattato giuridicamente vincolante contro l’inquinamento da plastica, inclusa quella presente negli ambienti marini. Dal 25 novembre al 1° dicembre, rappresentanti di oltre 170 Paesi e più di 600 organizzazioni lavoreranno per finalizzare il testo di un accordo globale atteso da anni.
Leggi
Abbiamo da poco salutato, con più disappunto che fiducia, la ventinovesima conferenza sul clima, che ieri è iniziato un nuovo round di negoziati, sempre organizzati dalle Nazioni unite. Si cambia location, non siamo più a Baku, in Azerbaijan, ma a Busan, in Corea del Sud, e si cambia argomento, non più clima ma plastica. E si spera che anche i risultati siano diversi. Ieri, 25 novembre, è iniziato il quinto e ultimo round di negoziazioni per approvare – si spera – un Trattato per porre fine…
Leggi
«Siamo drogati da anni di consumo sfrenato e superfluo. Ora rinunciare a tutta la plastica che ci circonda è difficile» riflette Pierfrancesco Cerruti, ricercatore senior dell’Istituto per i polimeri compositi e i biomateriali del Cnr. Cosa si può fare? «Le industrie possono ridurre le varietà di plastica e additivi per facilitare il riciclo. A volte in un oggetto di plastica troviamo venti mole…
Leggi
La plastica è uno tsunami. Per erigere un muro davanti ai 460 milioni di tonnellate prodotte ogni anno, ieri sono partiti i negoziati patrocinati dall’Onu in Corea del Sud. I 178 Paesi invitati hanno tempo fino a domenica per porre un tetto alla mole di plastica fabbricata annualmente nel pianeta. Se non ci riusciranno, potranno almeno dettare regole più stringenti per il riciclo e il riutilizzo e contro i prodotti monouso.
Leggi
A Busan, in Corea del Sud, si è aperto oggi il quinto e ultimo round dei negoziati internazionali (Inc-5) per la definizione di un trattato globale sull’inquinamento da plastica, un accordo che, se approvato, sarà legalmente vincolante. Si tratta di una fase cruciale per affrontare una delle emergenze ambientali più pressanti, che ha impatti devastanti non solo sugli ecosistemi, ma anche sulla salute umana.
Leggi
Mentre in Corea del Sud si svolge l'ultimo round di negoziati per un trattato globale sulla plastica, Greenpeace e WWF chiedono ai governi di ridurre drasticamente la produzione, eliminare il monouso e proteggere l'ambiente. Ma le divisioni tra i Paesi rischiano di compromettere l'obiettivo di un accordo ambizioso C’è aria di suspense a Busan, in Corea del Sud. Non si parla di un nuovo film d’azione, ma…
Leggi
Si è aperta oggi, lunedì 25 novembre, a Busan, Repubblica di Corea, la quinta ed ultima sessione del Comitato negoziale intergovernativo (INC-5), per definire un Trattato globale sulla plastica, al fine di mitigarne gli effetti sull'ambiente dovuti a una dispersione incontrollata. Partecipano i rappresentanti di 175 paesi, oltre a ONG, associazioni ambientaliste e di categoria. Dopo una settimana di trattative e negoziazioni, l'obiettivo è quello di arrivare al…
Leggi
Sopraffatti dall'urgenza dettata dalla crisi climatica e impauriti dai tassi velocissimi con cui perdiamo biodiversità, rischiamo di dimenticarci un gigantesco problema: la plastica. Sappiamo bene come oggi questo materiale non solo rischia di impattare sulla salute degli ecosistemi, uccidendo migliaia di specie, ma è anche sempre più presente - attraverso le microplastiche - negli organi umani, con conseguenze ancora poco chiare sul futuro della nostra salute.
Leggi
A Ottawa, ad aprile, i negoziati non erano riusciti a ridurre il disaccordo tra le parti. Per riuscire comunque a siglare il trattato, a Busan si parte da un non-paper informale via depositphotos.com Ultima chiamata per il trattato globale sull’inquinamento da plastica. A Busan, in Corea del Sud, inizia il round finale dei negoziati (INC-5) che dovrebbero partorire un accordo legalmente vincolante per affrontare i problemi legati alla produzione e alla dispersione nell’ambiente di prodotti…
Leggi
A Busan, in Corea del Sud, partono oggi i lavori dell'ultimo incontro (INC-5) per la definizione di un Trattato globale sulla plastica, al fine di mitigarne gli effetti sull'ambiente dovuti a una dispersione incontrollata. Partecipano i rappresentanti di 175 paesi, oltre a ONG, associazioni ambientaliste e di categoria. Un documento finale è atteso al termine dei lavori, il prossimo 1° dicembre, anche se le diverse posizioni non sono state ancora conciliate.
Leggi
L’inquinamento da plastica nei suoi vari aspetti sta cambiando i processi dell’intero sistema Terra. Onnipresenti, dall’Everest alla fossa delle Marianne passando per il corpo umano, questi materiali sintetici di origine polimerica sono contenuti in ogni genere di oggetti, monouso o di media-lunga durata. Plastiche, frammenti e microplastiche comportano danni agli ecosistemi, alla fauna selvatica e alla salute umana – direttamente o attraverso interazioni biofisiche e per bio-accumulo.
Leggi
La produzione globale di materie plastiche, derivate dagli idrocarburi, aggrava anche la crisi climatica che è stata al centro della conferenza delle parti Cop29 a Baku. IL GLOBAL CARBON PROJECT, un collettivo di 120 scienziati da tutto il mondo, nella sua ultima proiezione stima che nel 2024 avremo inviato in atmosfera in totale 41,6 miliardi di tonnellate di CO2 (legate a: produzione e consumo di energie fossili; cambiamento dell’uso dei suoli), + 0,8% rispetto al…
Leggi
