Milano, 8 mag. – Il vicepremier Matteo Salvini è arrivato alla Biennale di Venezia: “Sono qui per Venezia e per la Biennale – ha detto il ministro dei Trasporti – e per mettere il mio mattoncino per porre fine a polemiche che non dovrebbero coinvolgere una realtà straordinaria come la Fondazione Biennale”. Nel giorno della manifestazione e e della chiusura di alcuni padiglioni, Salvini ha aggiunto che “l’arte, come lo sport, visto che abbiamo appena finito le Olimpiadi, debbano essere esenti da conflitti”.
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Approfondimenti:
“Visiterò numerosi padiglioni perché l’arte non ha colori, non ha confini, non ha censura e non ha limiti e avvicina popoli e culture. Ci sono 100 nazionalità diverse che partecipano alla Biennale di Venezia. Visiterò altri padiglioni oltre a quello russo, il padiglione americano, il padiglione cinese, il padiglione italiano, il padiglione israeliano, il padiglione veneziano”. Così il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini, parlando a margine…
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Biennale Venezia, Salvini: "Visiterò padiglioni russo e israeliano" 8 maggio 2026 “Visiterò numerosi padiglioni perché l'arte non ha colori, non ha confini, non ha censura e non ha limiti e avvicina popoli e culture. Ci sono 100 nazionalità diverse che partecipano alla Biennale di Venezia. Visiterò altri padiglioni oltre a quello russo, il padiglione americano, il padiglione cinese, il padiglione italiano, il padiglione israeliano, il padiglione veneziano".
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Biennale Arte 2026, Security Guarantees per Padiglione ucraino 8 maggio 2026 presenta materiali d'archivio relativi al Memorandum di Budapest, oltre a una documentazione video dell'evacuazione della scultura e del suo viaggio verso Venezia, realizzata con la collaborazione di Natalka Dyachenko, Pavel Sterec e Max Màslo. La scultura è invece sospesa da una gru montata su un camion all'ingresso dei Giardini della Biennale.
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Zourabichvili: “Russi alla Biennale scelta politica errata. Per Mosca cultura è strumento di guerra”
“A volte la cultura può essere separata dalla responsabilità politica, ma nel caso della Russia non è possibile. Perché la Russia ha usato e continua ad usare la cultura come strumento di guerra, come faceva durante l’Unione Sovietica”. Salomé Zourabichvili, quinta presidente della Georgia e tuttora riconosciuta dal Parlamento europeo come legittima rappresentante del Paese poiché le elezioni del…
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Nel suo ufficio al Collegio Romano, il ministro della Cultura Alessandro Giuli racconta di aver provato a riallacciare un filo con il presidente della Biennale di Venezia Pietrangelo Buttafuoco, senza però ottenere risposta. “Gli ho scritto alcuni giorni fa, ma non mi ha ancora risposto”, dice mostrando il telefono. Il contenuto del messaggio resta riservato, ma il senso viene chiarito: divergenza netta sulla presenza russa alla Biennale, e al tempo stesso un legame personale che non si cancella…
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ROMA – “Sul caso specifico della partecipazione russa alla Biennale dissento completamente, ma comunque vada a finire, non esisterà mai in questo mondo assurdo una persona che avrò ammirato come ammiro lui…”. “Lui” è Pietrangelo Buttafuoco, e chi parla (al Corriere della Sera) è il ministro della Cultura Alessandro Giuli. Il caso Russia alla Biennale si è frapposto in una fraterna amicizia personale.
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"A Pietrangelo (Buttafuoco, ndr) ho mandato un messaggio qualche giorno fa, ma lui non mi ha ancora risposto". Lo afferma, in un'intervista al Corriere della Sera, il ministro della Cultura Alessandro Giuli. "Posso riassumerne il senso: sul caso specifico della partecipazione russa alla Biennale dissento completamente, ma comunque vada a finire, non esisterà mai in questo mondo assurdo una persona che avrò ammirato come ammiro lui".
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"Sul caso specifico della partecipazione russa alla Biennale dissento completamente, ma comunque vada a finire, non esisterà mai in questo mondo assurdo una persona che avrò ammirato come ammiro lui...". Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli tiene il punto, ma sull'amico di sempre, Pietrangelo Buttafuoco, resta dove è sempre stato. Queste parole sono la si…
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VENEZIA – Governo e centrodestra in frantumi, ultimatum Ue, Venezia scossa dalle proteste e Roma esposta all’imbarazzo internazionale. La Biennale apre domani, il caos regna già. Ultimo innesco, l’arringa contro Europa e democrazia del presidente Pietrangelo Buttafuoco. Per difendere il suo via libera al padiglione russo, ha usato l’invito agli artisti ad essere «liberi e audaci» del presidente d…
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Biennale, Kiev: la Russia a Venezia è come un killer invitato a cena 7 maggio 2026 Venezia, 7 mag. - La vicepremier ucraina per le Politiche umanitarie Tetyana Berezhna ha attaccato la presenza della Russia alla Biennale d'arte di Venezia, la prima dall'inizio della guerra in Ucraina. La manifestazione è già stata segnata da proteste, boicottaggi, dimissioni della giuria internazionale e minacce di taglio dei fondi europei.
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Un cervo di origami sospeso rappresenta l'Ucraina alla Biennale d'Arte di Venezia: simboleggia lo stato di insicurezza e il futuro ignoto del popolo ucraino. Resterà appeso su un camion ai Giardini per tutta la durata della 61/a Esposizione, mentre il suo lungo viaggio da Pokrovsk, nella regione di Donetsk, alla laguna è documentato in una serie di video del Progetto Security Guarantees ('Garanzie di Sicurezza') al centro del Padiglione ucraino aperto ufficialmente oggi nel pre-opening su invito…
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“Alla Biennale a Venezia si doveva parlare di arte, invece si parla di arte di regime”. Lo ha detto il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, intervenuto ai microfoni di Sky Tg24. “Un accordo fatto alle spalle del governo. La premier ha chiarito che non siamo d’accordo, ma la Biennale è autonoma. In generale credo sia stata un’occasione mancata”, ha aggiunto. “Andrò a Venezia per visitare…
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Il ministro Giuli non rifugge certo dal confronto, anzi. Se solo due giorni fa, alla vigilia della premiazione dei David di Donatello al Cinema, in occasione del rituale appuntamento al Quirinale per la celebrazione dell'evento, il titolare del dicastero della Cultura ha rotto il silenzio e il fronte dell’assedio
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Questo articolo è gratis. Per leggerne altri, ricevere le newsletter e avere libero accesso ai contenuti scelti dalla redazione Registrati “Chiudere a qualcuno significa rendere più fragile l’apertura verso altri. Se la Biennale cominciasse a selezionare non le opere, ma le appartenenze, non le visioni, ma i passaporti, smetterebbe di essere ciò che è sempre stata: il luogo dove il mondo si incontra.
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ROMA – “Quelle di Buttafuoco sono parole che aveva pronunciato il Presidente della Repubblica ed è un po’ inopportuno, perché dove ci sono polemiche bisogna proteggere chi rappresenta l’unità della nazione. In generale, si doveva parlare di arte e si sta parlando di arte di regime, cioè l’arte della Russia putinista che è presente a Venezia dopo 4 anni grazie a un accordo fatto alle spalle del governo.
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Seconda giornata di protesta delle Pussy Riot contro la presenza della Russia alla Biennale di Venezia. Questa volta c’è stato l’assedio a Ca’ Giustinian e la leader Nadya Tolokonnikova è stata ricevuta. Ma non sono mancati attimi di tensione
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Seconda giornata di protesta delle Pussy Riot contro la presenza della Russia alla Biennale di Venezia. Questa volta c’è stato l’assedio a Ca’ Giustinian e la leader Nadya Tolokonnikova è stata ricevuta. Ma non sono mancati attimi di tensione
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A Live In Roma è intervenuto il ministro della Cultura. Tra i temi affrontati la polemica sulla Russia alla Biennale di Venezia: “La premier ha chiarito che non siamo d’accordo, ma la Biennale è autonoma”, ha chiarito Giuli. Il ministro ha comunque confermato che andrà a Venezia a maggio: “Non so se ci sarà Buttafuoco, gli ho scritto un messaggio di dissenso ma non ho avuto risposta” Sul palco di Villa Torlonia, in occasione di Sky TG24 Live In (SEGUI LA GIORNATA IN DIRETTA), il…
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Biennale, ancora polemiche. È stato "inopportuno portare fino Venezia" le parole pronunciate dal presidente della Repubblica in occasione della presentazione dei David di Donatello al Quirinale. Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, non ha evidentemente gradito il discorso del presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco, che ieri ha riportato alcuni passaggi dell’intervento di Sergio Mattarella al Colle davanti agli attori candidati al…
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(di Eleonora Zamparutti e Piero Muscarà, editori di ARTE.it e autori di documentari. L’ultimo loro lavoro è “Arte e Propaganda”, un documentario di 52’ prodotto nel 2025 da ARTE.it Originals in collaborazione con Rai Cultura. A giugno 2026 il documentario sarà trasmesso da Sky Arte) "L'arte è più potente di ogni prepotenza". Lo ha dichiarato Pietrangelo Buttafuoco, presidente della Biennale, in questi giorni convulsi.
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Immaginare l’arte fuori dalla condizione storica, dall’influenza della situazione geopolitica è impossibile, anche quando parliamo di forme estetiche lontane dall’ingaggio politico, esiste sempre un riflesso del tempo nelle opere d’arte. Credo che l’arte debba interrogarsi in maniera profonda sui meccanismi di produzione, sui sistemi di potere che la governano e su come possa rappresentare, più che nei contenuti nelle forme, un dispositivo critico capace di aprire spazi di…
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All’arte, in questi giorni di pre-apertura della 61ma Biennale, si conferisce ogni facoltà. Compresa quello di cancellare tragedie e catastrofi che l’uomo procura per natura. Sono tristi bugie. Si vorrebbe esistesse un’entità con superpoteri pronta a guarire le nostre colpe. Ma è il senso di responsabilità della coscienza che dovrebbe guidare l’azione. E se c’è una cosa che l’arte non deve avere per manifestarsi libera, è proprio il fardello dell’onere, che in breve può diventare colpa.
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Sulla banchina dell’Arsenale ecco gli sguardi dei primi visitatori, donne diafane con i capelli inzuppati e nobili decaduti in vecchi trench gocciolanti, metrosexual avvolti in mantelle dai toni pastello, critici d’arte, tutti con l’aria allietata e un po’ sognante. «È l’effetto dei vodka tonic», spiega un fotografo. Scusa, in che senso? «Quei furbi dei…
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Da Venezia Pioggia battente e fastidiosa, ieri in Laguna. Eppure, all'apertura dei cancelli della Biennale, si sono registrate code così lunghe che non si vedevano da anni. Merito dell'interesse che la manifestazione suscita, quest'anno più che mai con 4mila giornalisti accreditati da tutto il mondo (siamo ancora nella fase addetti ai lavori, il grande pubblico potrà accedere alla mostra internazionale e ai 100 Padiglioni Nazionali solo da sabato).
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Tanto rumore per nulla e ad essere evocato non è né il grande bardo né tantomeno Dostoevskij, visto che tra Russia, padiglione riaperto, inviti, non inviti e sanzioni, ispezioni, ritiri di finanziamenti e ancora chissà quant’altro... insomma, tra tutto questo rumore resta la musica da balera technopunk allestita al piano terra e il ticchettio della pioggia che si è abbattuta su una Biennale Arte mai vista così imballata di gente da anni.
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VENEZIA – Gli artisti russi? «Strumentalizzano la cultura». La curatrice Ksenia Malykh è seduta davanti al suo padiglione, quello dell’Ucraina. È all’Arsenale di Venezia, ben lontano da quello russo. Ma, ai Giardini, c’è The Origami Deer, il cervo gigante della scultrice Zhanna Kadyrova, diventato il simbolo della resistenza del Paese. Ksenia, che cosa pensa della partecipazione russa a questa B…
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