La decisione della BCE, presa il 25 gennaio in occasione del suo tradizionale meeting, ha lasciato i mercati abbastanza soddisfatti, mantenendo invariati i tassi d’interesse al 4,5%. Le buone prospettive sul tasso d’inflazione e l’approccio «data dependent» mantenuto dalla presidente Christine Lagarde in questa circostanza sono stati ben accolti, proprio in ragione del fatto che le variabili economiche sembrano convergere verso un futuro abbassamento dei tassi d’interesse.
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La Banca centrale europea (Bce) ha deciso ieri il mantenimento dei tassi d’interesse per combattere l’inflazione che resta elevata nell’Eurozona. Il tasso di deposito resterà al livello record del 4%. Dopo un aumento senza precedenti dal 2022, i tempi non sono ancora maturi per un taglio. Il mantenimento dello status quo, ha detto la presidente della Bce Christine Lagarde, serve a combattere l’aumento dei prezzi in una situazione economica incerta anche a causa delle guerre in Medio Oriente, a Gaza…
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Roma, 25 gen. – Alla Bce le discussioni sui tagli ai tassi di interesse sono ancora ritenute “premature”. Ma nella conferenza stampa al termine del Consiglio direttivo, la presidente Christine Lagarde, pur mantenendosi abbottonata sulle tempistiche, ha fornito una serie di indizi su come l’istituzione stia ragionando per questa futura inversione di rotta.Nei mesi passati la Bce ha alzato i tassi di 450 punti base complessivi, in risposta ai forti rincari dei prezzi.
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Nessuno si aspettava grandi novità oggi dalla riunione della Bce che, come previsto quindi, ha mantenuto i tassi di interesse invariati. «L’economia è debole, non è il momento di abbassare la guardia…» ha detto Christine Lagarde confermandosi la persona e l’economista che è sempre stata: prudente, prudente ed ancora prudente. D’altronde è la sua storia che lo racconta: mai un impulso coraggioso, solo cinghie strette, misure drastiche, austerità
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Gli analisti sono più o meno concordi: di questo passo Christine Lagarde potrebbe iniziare a tagliare i tassi in estate, se va bene alla riunione del 6 giugno, al più tardi il 18 luglio. Per ora il Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea ha deciso di lasciare i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale invariati rispettivamente al 4,50%, al 4,75% e al 4,00%.
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"Siamo determinati a garantire che l’inflazione ritorni al nostro obiettivo di medio termine del 2% in modo tempestivo", pr questo motivo "le nostre decisioni future garantiranno che i tassi ufficiali saranno fissati a livelli sufficientemente restrittivi per tutto il tempo necessario". Lo ha confermato oggi nella conferenza stampa la Presidente della BCE Christine Lagarde, dopo che il Board ha validato l'attuale impostazione della politica monetaria e mantenuto i…
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La Banca centrale europea ha deciso di lasciare i tassi di interessi invariati al 4,50% nell'area dell'euro. Ad annunciarlo è stata la presidente della Bce Christine Lagarde al termine della riunione del direttivo oggi 25 gennaio a Francoforte. Il tasso sui depositi è al 4% e quello sui prestiti marginbali è al 4,75%. Lagarde ha spiegato che "è probabile che l'economia della zona euro sia stagnante nell'ultimo trimestre del 2023 e debole nel primo del 2024.
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Tassi di interesse Bce fermi ai livelli di dicembre. La Banca Centrale Europea ha comunicato che i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale rimarranno invariati rispettivamente al 4,50%, al 4,75% e al 4%, secondo le attese. L’inflazione resta osservata speciale, ma traspare la fiducia in un rapido ritorno verso il livello del 2 per cento, che segnerà il…
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Bce: Lagarde, prosegue calo inflazione, stretta si trasmette con vigore a credito (Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - Francoforte, 25 gen - "La tendenza al ribasso dell'inflazione di fondo e' proseguita e i passati incrementi dei tassi di interesse continuano a trasmettersi con vigore alle condizioni di finanziamento. Le condizioni di finanziamento restrittive frenano la domanda, contribuendo al calo dell'inflazione".
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