Il prosciutto cotto è stato inserito nella lista degli alimenti cancerogeni di tipo 1 dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, ma non lo scopriamo oggi. Già nel 2015 infatti l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) bollò le carni lavorate (quindi il prosciutto, salame, bresaola, speck, pancetta ma anche wurstel e salsiccia) come nocivi per l'uomo, includendoli nella categoria di tipo 1.
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Negli ultimi giorni si è tornato a parlare del prosciutto cotto e dei rischi associati al suo consumo, soprattutto in relazione alla salute e alla prevenzione dei tumori. L’OMS ha da tempo inserito il prosciutto cotto nella lista dei cancerogeni di tipo 1, insieme ad altri salumi e carni lavorate. Prosciutto cotto: conoscere i rischi e proteggere la salute Non si tratta di un allarme improvviso: il dato scientifico è noto dal 2015
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Negli ultimi anni il prosciutto cotto è finito spesso al centro di titoli allarmistici e discussioni sui social, ma in questi giorni di gennaio 2026 il tema è tornato improvvisamente in tendenza. Il motivo è il rilancio di una nota dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, diffusa tramite l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, che ha richiamato e confermato la classificazione del 2015 sulle carni lavorate.
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