Il presidente turco, Erdogan, definisce i tagliagole "combattenti per la libertà". Salvini: "Parole disgustose". Ma il vero nemico di Ankara in Medio Oriente resta Teheran, non Tel Aviv. Pietro Senaldi analizza le mosse della Turchia che tenta di intestarsi il ruolo di mediatore ma con una strategia diplomatica che non condanna l'orrore dei terroristi islamici in Israele. E intanto il "Sultano" ha annullato la missione nello Stato ebraico
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Facebook Twitter WhatsApp Email Dalle contestazioni di Guterres all’Onu, alle osservazioni critiche di Obama, la lapidaria presa di posizione del presidente turco Erdogan sulla questione palestinese, contro la reazione israeliana a Gaza, e sulla politica di sostegno statunitense di Biden. Con la provocazione ultima: «Gli uomini di Hamas non li considero dei terroristi». E lo schieramento dell’islam moderato e filo occidentale si frantuma e si assottiglia.
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