"Come spiegato da Bongiorno la rimodulazione delle pene è stata fatta su richiesta del Pd. Sono venute fuori delle polemiche, ma riportiamo le cose alla realtà", per quanto riguarda la Lega "siamo assolutamente pronti ad intervenire per aumentare" le pene "in sede emendativa". Lo ha detto all'ANSA il capogruppo della Lega al Senato Massimiliano Romeo. "Io come è noto - ha sottolineato anche la presidente della commissione Giustizia del Senato e relatrice del ddl stupri…
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Doveva essere cosa fatta, il cosiddetto Ddl stupro avrebbe dovuto inserire il concetto di consenso sessuale nel diritto penale italiano. Nella proposta originaria del disegno di legge sulla violenza sessuale, che mira a modificare l’articolo 609-bis del Codice penale, si parlava infatti di "consenso libero e attuale" a un rapporto sessuale, senza il quale si configura il reato. In poche parole: se manca il consenso, è stupro.
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Savona. "Niente, non riescono proprio a concepire che No vuol dire No. Nella proposta di riformulazione della Presidente Bongiorno si sconfessa l’accordo bipartisan tra la premier Giorgia Meloni e la leader del Pd Elly Schlein che il 21 novembre scorso aveva portato all’approvazione del testo all’unanimità fondato sul 'consenso libero e attuale' ad un rapporto sessuale, senza il quale scatta il…
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È un vero arretramento la nuova formulazione dell’art.609 bis sulla violenza sessuale proposta come “mediazione” dalla senatrice Bongiorno. E non si tratta di mediazione: è la rottura di un patto sulla violenza di cui faranno le spese le donne vittime di violenza sessuale. Si tratta di un vero e proprio passo indietro rispetto al ddl approvato all’unanimità dalla Camera il 18 novembre 2025, che c…
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ROMA – «Una scelta retrograda. E pericolosa». Michela Di Biase, la relatrice dem del provvedimento alla Camera, sembra incredula e ragiona sul «tradimento» che si è consumato. «Era davvero impensabile un voltafaccia del genere dopo tante parole spese, anche a destra, per celebrare questo passo avanti bipartisan su violenza e stupri». Davvero non ve l’aspettavate l’inversione a U della Bongiorno?…
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Una legge sul consenso senza consenso. Di più: il «consenso» sparisce e al suo posto appare l’opposto, il «dissenso». Sembra un gioco di parole, ma non lo è. È invece la proposta di riformulazione del ddl Stupri avanzata dall’avvocata leghista Giulia Bongiorno, relatrice al Senato del testo che era già stato approvato all’unanimità dalla Camera, in prima lettura. Un atto «irricevibile, una cosa inaccettabile, un iter così non si era mai visto prima», s’indigna la deputata Pd Laura Boldrini…
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La presidente Giulia Bongiorno ha presentato un testo alla commissione Giustizia che, nei fatti, cancella il consenso dalla legge sul consenso in materia di violenza sessuale. Da oggi, non stiamo più discutendo in Senato una normativa per cui solo un sì è un sì – una rivoluzione storica per le donne – ma una normativa per cui chi denuncia una violenza sessuale dovrà comunque dimostrare, nel corso del processo, di aver manifestato il proprio dissenso all’atto sessuale, in modo chiaro.
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