In Bolivia si sono chiusi i seggi per le elezioni presidenziali ed è iniziato il conteggio delle schede. Intanto un gruppo di elettori ha preso a sassate e fischiato uno dei candidati alla presidenza in Bolivia, il presidente del Senato, Andrónico Rodríguez, che ha votato nella roccaforte politica e sindacale dell'ex presidente Evo Morales, dove è considerato un "traditore" per essersi allontanato dal leader e per essersi candidato alle elezioni generali.
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Oggi la Bolivia ha votato in un clima di forte incertezza. Dopo venti anni di governo, il Movimento al Socialismo (MAS) potrebbe perdere la guida del paese a causa delle profonde divisioni interne. Gli elettori sono chiamati a eleggere il presidente, il vicepresidente, 36 senatori, 130 deputati, sette rappresentanti di circoscrizioni speciali (indigeni, originari e contadini) e nove rappresentanti…
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Nel paese di 11,3 milioni di abitanti l’inflazione si avvicina al 25%, ci sono carenze di carburante e altri generi. Il presidente Luis Arce, un tempo sostenuto da Morales, ha rinunciato a ricandidarsi.
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Immersi in una grave crisi economica, i boliviani eleggeranno oggi il loro prossimo presidente in un'elezione in cui la destra sembra pronta a chiudere il ciclo iniziato vent'anni fa dall'ex presidente socialista Evo Morales. Il paese andino di 11,3 milioni di abitanti si reca alle urne stanco della carenza di dollari e carburante, conseguenza di un'economia in crisi, e con gli occhi puntati sui prezzi.
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I seggi elettorali hanno chiuso in Bolivia dopo che milioni di cittadini si sono recati alle urne domenica per le elezioni generali, un appuntamento segnato dall'inflazione ai massimi da quarant'anni e dall'assenza dell'ex presidente di sinistra Evo Morales, escluso dalla corsa.I primi risultati sono attesi dopo le 21 ora locale (01:00 GMT). Se nessun candidato presidenziale otterrà più del 40% dei voti con un vantaggio di almeno 10 punti percentuali, si andrà al ballottaggio il 19 ottobre.
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L’ex presidente Morales si trova nella regione tropicale di Cochabamba, protetto dai suoi simpatizzanti, a causa di un mandato di arresto nei suoi confronti per un caso aggravato di tratta di esseri umani. Secondo l'ex capo di Stato, il partito al potere, Movimiento al Socialismo (Mas), guidato da Arce e dal suo candidato Eduardo del Castillo, sta cercando di annientare la sua configurazione ideologica originaria, poiché, sostiene, il rifiuto popolare dovuto alla crisi…
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È scritta nero su bianco in tutti i sondaggi l’autodistruzione della sinistra boliviana, inevitabile conseguenza della logorante lotta di potere tra Evo Morales e il presidente Luis Arce: per trovare un candidato progressista bisogna scendere fino al quinto posto, dove si incontra Andrónico Rodríguez, con un non esaltante 5-7%. Il giovane presidente del Senato ed ex delfino di Morales – da cui è stato accusato di tradimento per essersi candidato alle presidenziali – aveva iniziato bene la sua campagna, ma è…
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Le presidenziali in Bolivia, che vedranno il primo turno domenica 17, non hanno ancora un vincitore, ma hanno già una sconfitta: la sinistra. Questa con il Mas (Movimento al Socialismo) ha profondamente cambiato il paese andino governandolo, dal 2006 al 2019 con Evo Morales e poi, dopo l’effimero golpe di quell’anno, con Luís Arce, dal 2020 fino a oggi. Sotto i colpi di una continua lotta intestina, che ha visto contrapporsi in particolare il presidente uscente al leader storico del Mas questo ha…
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Gli andini votano il primo turno delle presidenziali il 17 agosto. Il favorito è il milionario Samuel Doria Medina, proprietario di Burger King nel Paese. Potrebbe approfittare della frattura nel movimento socialista dell’ex presidente Evo Morales, legato a Mosca La Bolivia va alle urne domenica 17 agosto per eleggere il nuovo presidente e rinnovare il Parlamento, e non sarà una tornata banale. Prima di tutto, perché rischia di durare due mesi…
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