Con l'inizio del nuovo anno è iniziata la stretta sulla regolazione degli affitti brevi ed è scattato l'obbligo del CIN, il Codice Identificativo Nazionale, con cui si tenterà di regolare il mercato. Le sanzioni per chi ne rimarrà sprovvisto arrivano fino a 8mila euro, con l'aggiunta che gli appartamenti privi di codice saranno esclusi dalle piattaforme per locazioni brevi (Airbnb e Booking ad esempio).
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“Parte l’obbligo del Cin ma in riferimento alle multe, come ho già avuto modo di dire qualche giorno fa, evitiamo di creare agitazione. Nei primi mesi procederemo insieme alle Regioni per effettuare verifiche e correzioni. Siamo decisi, ma consapevoli della necessità di dialogare con tutti. Non intendiamo fare terrorismo”. Lo dice la ministra del Turismo Daniela Santanchè interpellata sulla partenza dell’obbligo del Codice Identificativo Nazionale (Cin).
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Da ieri sono ufficialmente in vigore le nuove disposizioni approvate dal governo il 14 dicembre scorso, che introducono importanti cambiamenti nella gestione di affitti brevi, Bed & Breakfast e altre attività del settore extra-alberghiero. Le modifiche mirano a garantire maggiore sicurezza per gli ospiti, in risposta a tragici incidenti verificatisi nel 2024, come quello di Porto Cesareo, dove un’esplosione causata da una fuga di gas in una casa vacanze ha provocato la…
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Dal 2° gennaio 2025, il Codice Identificativo Nazionale (CIN) per le strutture ricettive e gli immobili destinati agli affitti brevi è diventato effettivamente obbligatorio. Infatti, a partire da ieri gli inadempienti rispetto all’obbligo di CIN saranno puniti con sanzioni molto pesanti. L’assegnazione del CIN è finalizzato a garantire trasparenza e combattere l’evasione fiscale in un settore come quello delle locazioni in cui il nero rappresenta une fetta davvero rilevante degli affari.
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Sono 35.591 i Cin rilasciati, di cui 673 in verifica amministrativa, in Sicilia. Si evince dai dati pubblicati sul sito internet istituito dal ministero del Turismo . Il Codice Identificativo Nazionale, nato per regolare il mercato degli affitti brevi ma che interessa tutte le strutture ricettive in generale, è finalmente partito. La sanzione applicabile, a partire dal 2 gennaio 2025, varia da euro 800 a euro 8.000 in caso di strutture o immobile privi di Cin e da euro 500 a euro 5.000 in caso di…
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La svolta per le case ai turisti è arrivata. Da ieri per B&b e locazioni brevi, è entrato in vigore a livello nazionale il Codice di identificazione: il Cin. A Napoli sono 6564 le strutture a cui è stato rilasciato fino a ieri il Cin. Un dato che suona come un allarme definitivo sul fenomeno dell’abusivismo che dilaga nel settore. Sul sito “InsideAirbnb” che monitora le offerte turistiche di …
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Tre strutture ricettive su quattro sono già in regola, ma Firenze è indietro rispetto alle altre grandi città italiane prese d’assalto dai turisti (ma la ministra Daniela Santanchè ha detto comunque che da parte del governo non c’è la volontà di fare "terrorismo" sulle multe). E’ il quadro che esce guardando il portale del ministero del turismo dedicato al Cin, il Codice identificativo nazionale diventato obbligatorio per tutte le strutture ricettive dall’inizio dell’anno…
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Introduzione Con l’inizio del nuovo anno sono entrate in vigore le novità nelle regole per gli affitti brevi. Una di queste è l’obbligo per tutte le strutture ricettive (e anche per gli immobili affittati per brevi periodi) di avere un Codice identificativo nazionale, chiamato Cin, da esporre nello stabile. Alla data del 2 gennaio, il 78,97% delle strutture ricettive e degli appartamenti registrati nella banca dati delle strutture ricettive (451.262 su 571.411)…
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In Sicilia il 20 per cento delle strutture ricettive per gli affitti brevi non è in regola con il Codice identificativo nazionale (Cin). Si tratta di un numero, introdotto dal governo, per mappare gli immobili che vengono messi in affitto, per un massimo di 30 giorni, sulle varie piattaforme online e non solo. Tutte le strutture che hanno chiesto e ottenuto il Cin vengono poi inserite in una banca dati nazionale, che a livello centrale viene gestita dal…
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– Cin agli affitti brevi, ma non è un brindisi. Con il Codice identificativo nazionale in vigore da ieri si attua infatti in modo definitivo l’attesa stretta anti-evasione al turismo mordi e fuggi voluta dal ministero del Turismo. Da oggi chi non rispetta i nuovi requisiti rischia fino a 8.000 euro di multa. E gli effetti sono stati immediati: già alle 8.30 di ieri mattina quasi l’80% delle strutture registrate (451.000 su 571.000) risultava in possesso della targa…
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Nel mercato degli affitti brevi scatta l'obbligo del Cin, il Codice identificativo nazionale. Il nuovo strumento, in vigore dal 1° gennaio, nasce per identificare le unità immobiliari destinate alle locazioni e contrastare le attività abusive ma interessa anche gli alberghi, a cui è stato estesc l’obbligo. Il 78,97% delle attività registrate nella banca dati delle strutture ricettive (451.262 su 571.411) risulta già in possesso del codice, secondo i dati diffusi ieri, ed…
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Ci siamo: la “strettina” sugli affitti brevi voluta dalla ministra Daniela Santanché è in vigore. Dal primo gennaio, tutte le strutture extra alberghiere d’Italia devono essere munite di un Codice identificativo nazionale (Cin), pena una multa fino a ottomila euro. Un obbligo che doveva entrare in vigore a settembre, poi a novembre, poi, appunto, con …
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Gli affitti brevi, cioè quelli entro 30 giorni, in Italia valgono 7,9 miliardi e 54mila posti di lavoro. Al netto di un sommerso ancora molto consistente, anche in Sardegna. Anche per contrastare il “nero” cambiano le regole che prevedono che tra il primo settembre 2024 il primo gennaio 2025 tutti i proprietari debbano conseguire il Cin, il Codice identificativo nazionale, se vogliono evitare sanzioni da 500 a 10mila euro.
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Ultim'ora news 2 gennaio ore 20 Per le strutture ricettive e il mondo degli affitti brevi il 2025 si apre all’insegna del Codice Identificativo Nazionale (Cin).Secondo i dati del ministero del Turismo, ad oggi il 78,97% delle strutture e degli appartamenti registrati (451.262 su 571.411) risulta in possesso del codice. Le regioni con il maggior numero di Cin rilasciati sono la Toscana (54.148), il Veneto (48.751), la Lombardia (48.469), il Lazio (40.254), la Puglia (36.722) e la Sicilia (35.418).
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Da oggi, 2 gennaio 2025, entra in vigore l’obbligo per tutte le strutture ricettive e gli immobili locati con finalità turistiche di possedere e esporre il Codice Identificativo Nazionale (CIN). Il mancato rispetto di questa norma comporta sanzioni amministrative che variano dagli 800 agli 8.000 euro per l’assenza del CIN e dai 500 ai 5.000 euro per la mancata esposizione del codice all’esterno dello stabile o negli annunci pubblicati.
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Cambiano le regole per l’accoglienza in Puglia e su tutto il territorio nazionale. Da ieri sono infatti entrate ufficialmente in vigore le modifiche approvate dal governo, lo scorso 14 dicembre, alla gestione di affitti brevi, Bed & Breakfast e le altre attività del settore extra-alberghiero. Il legislatore ha inteso così offrire maggiore sicurezza per gli ospiti di tali strutture, anche alla luce degli incidenti che si sono verificati ai danni degli utenti in alcune locazioni…
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Per i proprietari che non ottengono ed espongono il Codice Identificativo Nazionale, appena entrato in vigore, sono previste multe dai 500 agli 8 mila euro Per chi lavora nel settore degli affitti brevi, il 2025 si apre all’insegna del Cin: il Codice Identificativo Nazionale per le strutture ricettive. Secondo i dati diffusi dal ministero del Turismo, oltre il 79% delle strutture registrate (451.262 su…
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Scatta l’obbligo del Cin , il Codice Identificativo Nazionale nato per regolare il mercato degli affitti brevi ma che interessa tutte le strutture ricettive in generale, e il 78,97% di quelli registrati nell’apposita banca dati ( 451.262 su 571.411 ) ne risulta in possesso ed è quindi in regola. Sul sito internet istituito dal ministero del Turismo ( https://bdsr.ministeroturismo.gov.it/ ) è possibile monitorare in tempo reale lo stato di avanzamento nei vari territori.
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Turismo, via al Codice Identificativo: si rischiano multe fino a 8mila euro metropolisweb Il 78,97% delle strutture ricettive risulta in possesso del Codice Identificativo Nazionale (Cin). La Campania non è tra le regioni più attive e le sanzioni applicabili a partire da oggi variano da euro 800 a euro 8.000 in caso di strutture o immobile privi di Cin e da 500 a 5mila euro in caso di mancata esposizione del Cin.
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– Sono 54.224 in Toscana le strutture ricettive che hanno richiesto e ottenuto il Cin, ovvero il Codice Identificativo Nazionale, quel numero che appunto ogni struttura e immobile destinato all’affitto turismo deve avere per essere identificato. Un numero che deve anche essere esposto all’esterno della struttura. Da inizio anno il Cin è obbligatorio per tutti. Un modo per regolamentare il settore. La registrazione avviene tramite il…
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Attivo dal primo gennaio il Codice Identificativo Nazionale, nato per regolare il mercato degli affitti brevi ma che interessa tutte le strutture ricettive in generale. In Abruzzo sono 10.476 le strutture registrate, 7.888 quelle a cui è già stato rilasciato il Codice Identificativo, 181 quelle sotto verifica amministrativa, per un totale del 75,30 % delle strutture in regola. La misura si è resa necessaria, intanto per ragioni di sicurezza, ma anche di decoro dopo le proteste…
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ROMA – Il 78,97% delle strutture ricettive e degli appartamenti registrati nella banca dati delle strutture ricettive (451.262 su 571.411) risulta in possesso del Codice identificativo nazionale (Cin). Sul sito Internet istituito dal ministero del Turismo è possibile monitorare in tempo reale lo stato di avanzamento nei vari territori. Le regioni in cui è stato rilasciato il maggior numero di Cin…
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Con l’arrivo dell’anno nuovo è scattato l’obbligo per gli immobili destinati all’affitto a breve termine del Codice identificativo nazionale (Cin). L’esposizione è obbligatoria pena multe salate fra gli 800 e gli 8.000 euro, per il negato possesso o utilizzo, e fra i 500 e i 5.000 euro, invece, per la mancata esposizione negli annunci o all’esterno. Al 2 gennaio i numeri aggiornati della banca dati del ministero del Turismo dicono che a fronte di 571.411 strutture registrate in tutta Italia…
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La Legge di Bilancio 2025 introduce una novità significativa per il settore degli affitti brevi: l’integrazione del Codice Identificativo Nazionale (CIN) nelle dichiarazioni fiscali. Questo codice, che identifica in modo univoco le strutture ricettive e le unità immobiliari destinate alla locazione breve, diventa ora uno strumento essenziale anche per gli adempimenti fiscali. Il CIN dovrà essere obbligatoriamente riportato nella Certificazione Unica (CU) rilasciata ai locatori dai…
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I termini sono scaduti. Da oggi, 2 gennaio, i titolari delle strutture senza il Codice identificativo nazionale, il Cin, rischiano sanzioni fino a 8 mila euro e i loro appartamenti saranno messi al bando dalle piattaforme per le locazioni brevi, a partire da Booking e Airbnb. In Umbria - secondo i dati del ministero del Turismo e aggiornati alla giornata di ieri, primo gennaio - su 8.041 strutture registrate, solo 4.360 si sono messe in regola, per 3.681 il…
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Qualche mese fa, prima della circolare del Viminale contro le keybox, la Soprintendenza aveva già scritto a Ca’ Farsetti per aprire un confronto. Nel frattempo, il Comune le ha bandite dal Regolamento sulle locazioni brevi (non ancora in vigore). Ma la città continua ad esserne invasa e l’ultimo blitz anti-Airbnb ha risollevato un problema stringente per Venezia. «Credo che sia da mettere in agenda a inizio anno un incontro con l’amministrazione, la prefettura e la questura — dice il soprintendente…
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Affitti brevi, blitz in tutta Italia. A un mese dalle prime proteste e dalla circolare del Viminale che ha sancito la sostanziale irregolarità dei diffusissimi check senza la verifica di persona degli ospiti i collettivi anti-Airbnb delle città si mobilitano di nuovo: nella notte tra il 27 e il 28 dicembre hanno impacchettato centinaia di cosiddette keybox con vari slogan. Nastro adesivo giallo e…
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