È cambiata la narrazione politica e la sostenibilità non va più di moda. L’esempio più lampante è forse l’aggiornamento del bilancio di sostenibilità (la famigerata CSRD) che ora viene limitato a poche grandi aziende. Ma per le aziende cosa è cambiato? In questo anno passato abbiamo lavorato con tanti imprenditori che pensavano di dover fare il bilancio per la prima volta, o che dovevano fare l’upgrade dagli standard precedenti.
Leggi
Altre informazioni:
Il 2026 segna un punto di non ritorno per il tessuto produttivo italiano. La CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive) trasforma la rendicontazione della sostenibilità – finora volontaria – in un pilastro della compliance aziendale, equiparabile al bilancio d'esercizio. Aziende non preparate rischiano sanzioni, declassamenti del rating bancario e controlli stringenti. In questo "shock normativo", il mercato del lavoro urla…
Leggi
Gli innumerevoli cambiamenti discussi durante il lungo iter del primo pacchetto Omnibus hanno reso piuttosto difficile orientarsi. Resta però un dato di fatto: il 2025 è stato il primo anno di attuazione della direttiva sulla rendicontazione di sostenibilità, nota come Csrd (corporate sustainability reporting directive). L’hanno dovuta applicare solo le società più grandi, quelle appartenenti alla cosiddetta Wave 1, sui dati dell’anno fiscale precedente.
Leggi
La proposta di revisione dei principi di rendicontazione di sostenibilità (European Sustainability Reporting Standards, noti come standard ESRS) secondo la maggioranza degli investitori e delle istituzioni finanziarie avrà un impatto negativo sulla qualità delle informazioni sulla sostenibilità che ricevono dalle aziende, suscitando preoccupazione in particolare per la ridotta comparabilità, la perdita di dati chiave su clima e ambiente e dunque la capacità…
Leggi
