Fatta la legge, trovato il rimpallo (alla Ue), rimestando, per non farsi mancar niente, tra i fantasmi del nazismo. La velocità con cui il governo ha varato il decreto legge sui Paesi sicuri, per superare (trattandosi di norma primaria) i decreti interministeriali che fino a pochi giorni fa stabilivano l'elenco dei Paesi di provenienza dei migranti considerati non pericolosi per i rimpatri, non ha fermato l'altrettanto veloce replica della magistratura.
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Giudici del capoluogo emiliano fanno ricorso a Corte di Giustizia Ue La Germania nazista sarebbe stato un Paese sicuro, sulla base dei criteri adottati dal governo per dl migranti. E’ quanto espresso dai giudici del tribunale di Bologna nell’ordinanza con cui hanno chiesto alla Corte di Giustizia europea di esprimersi riguardo al decreto. “Il sistema della protezione internazionale è, per sua natura, sistema giuridico di garanzia per le minoranze esposte a rischi…
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Ormai siamo alla follia. Le parole che scrivono i giudici del tribunale di Bologna nell’ordinanza con cui si chiedono alla Corte di Giustizia europea di esprimersi sul decreto migranti faranno parecchio discutere. Leggere per credere: "Paradossalmente si potrebbe dire che la Germania sotto il regime nazista era un paese estremamente sicuro per la stragrande maggioranza della popolazione tedesca: fatti salvi gli ebrei, gli omosessuali, gli…
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Proveniente da Paese d’origine che l’Italia considera sicuro, un cittadino del Bangladesh si è visto respingere la domanda d’asilo con tanto di ordine di espulsione. Nel fare ricorso ha chiesto la sospensione del procedimento d’espulsione al Tribunale di Bologna. Ma i giudici hanno invece sospeso il loro giudizio, rinviando alla Corte di Giustizia dell’Unione europea (Cgue) il nuovo decreto…
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Il quesito dei giudici verte su quale degli ordinamenti, tra nazionale e comunitario, sia prevalente Il tribunale di Bologna ha rinviato il decreto Paesi sicuri, voluto fortemente da Giorgia Meloni, alla Corte di giustizia europea. Per i giudici è indispensabile chiarire quale sia il parametro su cui individuare i cosiddetti Stati sicuri, di provenienza delle persone migranti, e…
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“Ormai è di solare evidenza: una certa magistratura accelera procedure e procedimenti ogni qual volta intenda minare l’operato politico di un governo legittimamente in carica. L’iter di conversione del dl ‘Paesi sicuri’ non ha neppure cominciato il suo iter alla Camera che già assistiamo all’invio da parte del Tribunale di Bologna della richiesta alla Corte di Giustizia Europea per chiedere quali siano i parametri per individuare i Paesi sicuri.
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I criteri usati dal governo contrasterrebbero il diritto europeo Il Tribunale di Bologna ha rinviato alla Corte di Giustizia Ue il dl Paesi sicuri approvato dal governo, ponendo ai giudici europei il quesito su quali norme vanno applicate per definire il Paese di provenienza di un migrante come ‘sicuro‘. Secondo i giudici di Bologna i criteri usati dal governo contrasterebbero con il diritto europeo e quindi questo potrebbe condurre a una disapplicazione delle norme del decreto.
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Il Tribunale di Bologna rinvia il Decreto sui migranti alla Corte Ue: “Con questi criteri anche la Germania nazista sarebbe stata Paese sicuro” Alla Corte di Giustizia i giudici bolognesi chiedono quale sia il parametro su cui individuare i cosiddetti Paesi sicuri e se il principio del primato europeo imponga la prevalenza delle norme comunitarie Getting your Trinity Audio player…
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Come volevasi dimostrare. I pm rimandano la grana "Paesi sicuri" alla Corte di giustizia Ue che lo scorso 4 ottobre ne ha delimitato il confine. È stato il tribunale di Bologna chiedere lumi su come applicare l'accordo con l'Albania e quali migranti è possibile portare nell'hotspot di Gjader, sottoporre a procedure accelerate e procedere con il rimpatrio dei migranti irregolari. Per essere "sicuro" non ci devono essere persecuzioni nei confronti delle minoranze, secondo…
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BOLOGNA " Il Tribunale di Bologna ha rinviato alla Corte di Giustizia europea il decreto del governo sui Paesi sicuri, per chiedere quale sia il parametro su cui individuare i cosiddetti Paesi... Leggi tutta la notizia
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Il Tribunale di Bologna ha rinviato alla Corte di Giustizia europea il decreto del governo sui Paesi sicuri, per chiedere quale sia il parametro su cui individuare i cosiddetti Paesi sicuri e se il principio del primato europeo imponga di ritenere che in caso di contrasto fra le normative prevalga quella comunitaria. Il rinvio è arrivato nell'ambito di un ricorso promosso da un richiedente asilo del Bangladesh contro la commissione territoriale per il riconoscimento della protezione.
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Il Tribunale di Bologna ha rinviato alla Corte di Giustizia europea il decreto del governo sui Paesi sicuri, per chiedere quale sia il parametro su cui individuare i cosiddetti Paesi sicuri e se il principio del primato europeo imponga di ritenere che in caso di contrasto fra le normative prevalga quella comunitaria. Il rinvio è arrivato nell'ambito di un ricorso promosso da un richiedente asilo del Bangladesh contro la commissione territoriale per il riconoscimento della…
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Neppure il tempo di provare ad applicarlo che già il Tribunale di Bologna vuole fare a pezzi il decreto che il governo Meloni ha da poco licenziato per aggirare le sentenze dei giudici romani contro il trattenimento dei migranti nei centri in Albania. Le toghe emiliane hanno chiesto alla Corte di Giustizia dell’Ue di stabilire se il dl del 21 ottobre che ha definito una lista di “Paesi sicuri” va disapplicato in quanto contrario al diritto europeo.
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Nuova tappa nella guerra tra magistrati e governo sul tema migranti. A pochi giorni dal CdM che ha dato il via libera al nuovo decreto Paesi sicuri, il Tribunale di Bologna ha chiesto alla Corte di giustizia dell’Unione europea di stabilire se deve essere disapplicato lo stesso decreto del 21 ottobre. Secondo i giudici bolognesi, infatti, i criteri usati dal governo per designare un Paese "sicuro" contrasterebbero con il diritto europeo.
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C’è voluto un po’ ma finalmente, a distanza di due giorni dal Consiglio dei ministri che l’ha approvato (lunedì), il decreto legge contenente Disposizioni urgenti in materia di procedure per il riconoscimento della protezione internazionale ha superato il vaglio del Presidente della Repubblica, che ai sensi dell’art. 87 della Costituzione fra l’altro «emana i decreti aventi valore di legge». Minacce e insulti alle toghe, il consigliere…
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Il 4 ottobre una sentenza della Corte di giustizia europea ha circoscritto la definizione di Paesi sicuri verso cui praticare i respingimenti. Il tribunale di Roma, ha risposto “comandi” e ha deciso di far riportare in Italia i migranti trasferiti in Albania, “per rispettare la legge”. Che però legge non è. Tanto che numerosi paesi europei, compresi Germania, Francia, Svezia e Olanda hanno continuato, anzi a volte accelerato i rimpatri dei criminali.
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Germania, Svezia e Olanda dopo la sentenza della Corte di giustizia Ue hanno continuato regolarmente a effettuare rimpatri: da noi invece la magistratura si è sentita in dovere di indirizzare la politica estera.Davvero i giudici che hanno deciso di riportare in Italia i migranti trasferiti in Albani...
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Min lettura Il 21 ottobre il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto-legge (decreto “paesi sicuri”) che introduce disposizioni urgenti sulle procedure per il riconoscimento della protezione internazionale, dopo le polemiche che sono seguite alla decisione del Tribunale di Roma (decreto n. 42256) di non convalidare il trasferimento di dodici migranti nei centri di trattenimento in Albania, da dove poi sarebbero stati successivamente…
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