Cagliari Il nuovo decreto sulle rinnovabili riaccende un confronto tra Regione e Stato già incandescente. Da un lato il governo Meloni che mette nero su bianco nuove regole più estensive per individuare le aree idonee agli impianti. Dall’altro, la Regione Sardegna che parla apertamente di “atto di forza” e prepara il ricorso alla Corte costituzionale. Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto…
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Approfondimenti:
CAGLIARI. “Un atto di forza che calpesta il ruolo delle Regioni e ignora completamente la voce dei territori”. Così la presidente della Regione, Alessandra Todde, attacca il governo dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto legge sulle aree idonee. Secondo la presidente, il governo avrebbe scelto di procedere con decreto legge per evitare un possibile parere negativo della Conferenza Unificata, “violando il principio di leale collaborazione”.
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Chiariti i termini e il divieto di cumulo per Transizione 5.0, mentre il testo fa proprie le nuove disposizioni per le Aree Idonee alle rinnovabili, con una specifica sull'agrivoltaico Via libera alla nuove norme su Aree Idonee e Transizione 5.0 Le nuove norme sulle Aree Idonee sembrerebbero aver lasciato il DL Energia 2025 per unirsi a quelle sul Piano Transizione 5.0 e approdare nel decreto legge approvato ieri dal Governo.
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Braccio di ferro tra governo e Regione sulla legge umbra pubblicata il 17 ottobre scorso “Misure urgenti per la transizione energetica e la tutela del paesaggio umbro”, che definisce quali aree sono idonee, e quindi possono beneficiare di un iter semplificato, a ospitare impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili come eolico e fotovoltaico. La notizia è stata anticipata oggi dal Corriere dell’Umbria.
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Cave e miniere non più utilizzate, vecchie discariche, aree oggetto di bonifica, siti ferroviari, aeroportuali o autostradali, beni del demanio militare e non, impianti industriali, artigianali o commerciali, parcheggi, invasi idrici. E' lunga la lista di aree idonee (su terraferma) all'installazione di impianti rinnovabili inserita nel decreto su Transizione 5.0. I criteri sono ben determinati tanto da far rientrare anche, ad esempio, "le aree…
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Via libera, a sorpresa, nel Consiglio dei ministri del 20 novembre alle norme per modificare le modalità di individuazione delle aree idonee all’installazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili. La sorpresa non è per l’approvazione delle norme, attesa, ma sui tempi e il veicolo
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A poco più di un mese dall'entrata in vigore della legge regionale per la transizione energetica, arrivano i primi rilievi del governo Meloni. Piovono critiche dal ministero dell'Agricoltura; troppo permissiva la norma regionale rispetto a quella statale che consente l'istallazione di impianti nelle aree agricole a condizione che non comportino l'aumento dell'area occupata. La norma regionale si spinge fino a una variazione non superiore al 30%.
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Nella giornata di ieri il Consiglio dei ministri ha varato il correttivo sulle aree idonee, una bozza che integra la disciplina nel Dlgs 190/2024 e punta a superare le incertezze e i contenziosi finora emersi. Il Governo dà l'ok al Dl Energia, l'atteso aggiornamento della disciplina sulle aree idonee, con l'obiettivo di riportare la materia nel Dlgs 190/2024 (Testo unico Fer) e superare il quadro frammentato creato dal Dm del 21 giugno 2024, più volte contestato dalle Regioni e in parte annullato…
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Il Consiglio dei ministri (Cdm), convocato per oggi alle 17 a Palazzo Chigi, prevede l’esame definitivo dello schema di decreto legislativo che introduce disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo n. 190/2024, ovvero il Testo unico FER. Il testo approda in Cdm a seguito dell’iter parlamentare, conclusosi il 12 novembre, durante il quale le Commissioni VIII (Ambiente) e X (Attività produttive) della Camera dei deputati hanno espresso parere favorevole subordinato ad alcune…
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