Le elezioni nel Regno Unito hanno sempre qualcosa di solenne, di inesorabile. Un sistema elettorale che non cambia da secoli, partiti che si chiamano allo stesso modo dai tempi della regina Vittoria (i conservatori anche da prima), exit-polls che azzeccano quasi alla perfezione il numero dei seggi. Soprattutto, maggioranze chiare. L’uninominale secco, con collegi piccoli da centomila elettori, consente davvero ai cittadini di scegliere.
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Nessuna esitazione e nessuna gioia. Al telefono da Londra, Ken Loach, il regista che ha dedicato l’intera carriera a descrivere vittorie, problemi, sconfitte e battaglie della classe operaia, dice subito quello che pensa del neo-eletto premier inglese Keir Starmer: «È un opportunista». Insomma, non c’è nulla da festeggiare, e, anche se il partito laburista registra un’affermazione schiacciante su…
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Il nuovo premier laburista britannico, Keir Starmer, ha annunciato due nomine femminili di rilievo come prime scelte del suo governo. Rachel Reeves, figura moderata del Labour, è stata designata come cancelliera dello Scacchiere, diventando la prima donna a ricoprire questo ruolo e prendendo residen...
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Farage: “I media mainstream ci ignorano, ma abbiamo 6 milioni di voti” 05 luglio 2024 “È mezzanotte, ci sono due risultati dal nord est dell’Inghilterra, è molto più di ogni possibile previsione o proiezione. Quasi non ci credo. E cosa significa? Significa che vinceremo seggi, molti, molti seggi per il Paese. Ma guardando la copertura della Tv è quasi comico, non c’era nessun rappresentante di Reform Uk.
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Non c’è un minuto da perdere: i primi cento giorni del governo Starmer saranno serratissimi, perché bisogna mettere mano a un Paese disastrato. Eppure la realtà internazionale avrà inizialmente la precedenza: perché il nuovo primo ministro, già la prossima settimana, volerà a Washington per il vertice della Nato. In quella sede avrà l’opportunità di ribadire il sostegno britannico alla causa ucraina, che a Londra è…
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Come aveva annunciato che avrebbe fatto alla vigilia del voto, Rishi Sunak si è assunto la responsabilità della sconfitta. E, dopo aver tenuto il discorso di congedo da Downing street, si è subito recato a Buckingham Palace per in contrare re Carlo III e rassegnare le dimissioni da primo ministro britannico. Si dimetterà anche da leader dei Tory, “ma – ha chiarito – non immediatamente”. A Sunak è arrivato un saluto da parte di Giorgia Meloni: “Ringrazio il…
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