Al di là del niente mischiato con il niente però Giuli ci fa sapere di essere perfettamente in linea con la premier nel neocolonialismo del cosiddetto Piano Mattei e con il suo panpenalismo «Con la quarta rivoluzione epocale della storia delineante un’ontologia intonata alla rivoluzione permanente dell’infosfera globale, il rischio che si corre è duplice e speculare». E poi: «l’entusiasmo passivo, che rimuove i pericoli della iper-tecnologizzazione e per converso l’apocalittismo difensivo che rimpiange un’immagine del mondo trascorsa…
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Dalla introduzione «un po' teoretica» ai rischi dell'«infosfera globale», è partita col botto l'era di Alessandro Giuli, audito dalle commissioni Cultura di Camera e Senato sulle linee programmatiche del suo dicastero. Arrivato a via del Collegio romano sulla scorta di una lunga e significativa esperienza da giornalista, e dopo l'incarico di presidente della fondazione Maxxi, il nuovo ministro della Cultura è stato nominato ormai un mese fa, dopo le disavventure e le rocambolesche…
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