Umberto Baldo La scena è semplice: un casco, nove volti, una pista di ghiaccio. La reazione è ancora più semplice: toglili! Vladyslav Heraskevych, atleta ucraino, non ha portato in gara uno slogan. Ha portato un elenco silenzioso di assenze. Nove giovani atleti ucraini uccisi dalla guerra; tra loro anche un campione olimpico, Oleksandr Abramenko. Non una provocazione coreografica la sua, ma un promemoria inciso sul proprio equipaggiamento.
Leggi
Approfondimenti:
«Ad essere onesti, c’erano alcune offerte, e una delle offerte era di portare un casco neutro da usare in gara. Quindi mio padre avrebbe portato via il casco con le foto alla partenza e io avrei infilato un altro casco. Poi in qualche modo il casco sarebbe stato teletrasportato a me al traguardo, per poi usarlo nella zona mista. Io le ho anche detto che okay, se sei preoccupata per il campo di gara, allora cercherò di essere veloce sulla…
Leggi
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha attaccato il Comitato olimpico per la decisione di escludere l’atleta di skeleton Vladyslav Heraskevych dalle Olimpiadi invernali, sottolineando che questo “non ha nulla a che fare con la pace”. L’atleta 27enne, specialista di skeleton e portabandiera della delegazione ucraina alla cerimonia di apertura, è stato squalificato perché il suo casco viola l’articolo 50…
Leggi
Min lettura Il tuo browser non supporta l’audio. Si è chiuso con la squalifica, il caso di Vladyslav Heraskevych, l’atleta ucraino che voleva gareggiare nello skeleton a Milano-Cortina con un casco su cui erano raffigurati alcuni atleti morti a causa della guerra in corso nel suo paese. Giovedì mattina, poche ore prima della gara, per la quale era uno dei favoriti, Heraskevych è stato escluso da una decisione del…
Leggi
«Questo è il prezzo della nostra dignità». Sono le parole postate su Instagram da Vladyslav Heraskevych poco dopo aver ricevuto il verdetto del CIO che lo ha eliminato dai Giochi olimpici. Eppure, in patria, lui ha già vinto. Per gli ucraini è un eroe. Il 27enne campione ucraino di skeleton, portabandiera della squadra ucraina, arrivato alla sua terza Olimpiade, avrebbe dovuto gareggiare il 12 febbraio, ma è stato estromesso dai Giochi per non aver…
Leggi
Vladyslav ha ragione, eppure ha torto. In un mondo che ormai detesta stare nelle regole, finisce che rispettarle sia l'unica cosa rimasta ad essere rivoluzionaria. Perché la vita è ingiusta, però - lo dice il Dalai Lama - l'unica soluzione è imparare bene le regole in modo da infrangerle nel modo corretto. Vladyslav ha ragione, ma non sempre la ragione giustifica i mezzi. Il suo casco era un urlo disperato in mezzo la gioia di questi giorni, ma ora è rimasto strozzato.
Leggi
Le regole, ci mancherebbe. Articolo 50, comma 2 della carta olimpica. Ma di fronte a quattro anni di aggressione criminale, di guerra, distruzione e morte portate dentro le case, le scuole, gli ospedali, forse si sarebbe potuto usare un briciolo di buon senso e pensare a un'eccezione. Le lacrime di Kirsty Coventry dopo il faccia a faccia che ha estromesso Vladyslav Heraskevych dalla gara olimpica di skeleton - senza togliergli il pass - se non sono sembrate di coccodrillo, sicuramente somigliavano a…
Leggi
CORTINA – Squalificato dalle gare, ma non espulso dai Giochi. Il caso più imbarazzante di Milano-Cortina si chiude con una pilatesca esibizione di equilibrismo del Cio, capace di scontentare tutti. Vladyslav Heraskevych, campione ucraino di skeleton, non potrà tentare di conquistare una medaglia indossando il suo casco Spoon River, con le immagini di oltre venti atleti e allenatori uccisi dai rus…
Leggi
E' decisamente anomala una tregua olimpica che non si osserva nei teatri di guerra ma viene imposta nelle sedi delle gare. E non per evitare che un atleta ucraino e uno russo si boicottino a vicenda, o diano espressione alla propria ostilità, ma per censurare la memoria. I Giochi di Vladyslav Heraskevych sono già conclusi, prima ancora di cominciare: squalificato dal CIO perché avrebbe voluto indossare un casco in onore dei colleghi ucraini uccisi.
Leggi
