Il dossier della Fondazione ICSA propone una svolta radicale per la sicurezza europea: superare l’unanimità, rafforzare il comando militare comune ed emanciparsi dall’ombrello americano. Tra i passaggi più complessi c’è anche l’ipotesi di interventi armati europei senza autorizzazione delle Nazioni Unite. Il dossier della Fondazione ICSA sulla difesa europea non è soltanto un documento tecnico. È soprattutto un testo politico che fotografa un cambiamento profondo: la convinzione…
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Gli europei possono fare a meno della difesa americana? In teoria sì: a condizione che i 31 Paesi della Nato, (tutti tranne gli Stati Uniti) siano pronti a spendere altri 1.000 miliardi di dollari, oltre ai 750 promessi lo scorso anno, nel vertice dell’Aja, in Olanda. Allora i soci dell’Alleanza si impegnarono ad aumentare la spesa della difesa fino al 3,5% del Pil entro il 2035, destinando un altro 1,5% a investimenti collaterali.
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Un eventuale disimpegno degli Stati Uniti dalla Nato non converrebbe né agli alleati europei né tanto meno agli Usa stessi. Per questo «ritengo improbabile un’uscita, pur nella consapevolezza che abbiamo a che fare con un’incertezza globale senza precedenti, che rende difficili previsioni anche da un giorno all’altro». Lo ha spiegato l’ambasciatore nonché ex segretario generale della Nato, Alessandro Minuto Rizzo, nel corso di una conversazione…
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Il vertice di lunedì a Erevan, in Armenia, ha visto tra i protagonisti ancora una volta il premier canadese Mark Carney, teorico di un'alleanza tra "medie potenze". La tela europea, a cui lavorano la Francia da una parte e la Gran Bretagna dall'altra, fa i conti con il disimpegno annunciato da Trump e punta sul coinvolgimento di altri attori, come la Turchia Stretta fra Ucraina e Medio Oriente, l’Europa ha fatto tappa nel Caucaso per ritrovare l’unità di intenti…
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True Martino Cervo Sulla Difesa i «pasdaran» dell’Europa fanno il gioco di Trump Donald Trump (Ansa) L’autonomia strategica (più soldi per le armi) è una richiesta Usa. Dai tempi di Biden.Puntuale come a ogni crisi, scocca l’«ora dell’Europa». Nello stesso giorno Corriere della Sera e Repubblica impegnano i rispettivi editoriali per una chiamata alle armi - non del tutto figurata - all’insegna della riscossa del Vecchio continente.
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BRUXELLES – Progetto sostituzione». Dopo gli annunci di Donald Trump sul ritiro parziale dei soldati americani dall’Europa e in particolare da Germania, Italia e Spagna, è scattato l’allarme soprattutto tra gli alleati europei. Che hanno iniziato a studiare le soluzioni alternative. Ossia come mantenere intatta la difesa del Vecchio Continente e la sua capacità di deterrenza. E le prime indicazio…
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È più di una minaccia quella di Donald Trump alla Nato e all’Europa. L’unica incognita è fin dove egli si spingerà ma il disimpegno è già incominciato, la consistenza delle forze armate Usa dislocate in Europa si sta assottigliando, gli investimenti per il buon funzionamento dell’alleanza si stanno spostando a carico dei Paesi europei. Gli Stati Uniti hanno deciso di fare da soli, privilegiando il fronte asiatico e la gara con la Cina
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"L'Europa è di fronte a una scelta netta: riarmarsi per resistere in un mondo di imperi predatori o diventare un vassallo di uno tra questi". Robert Kagan, tra i più influenti politologi degli ultimi vent'anni, sintetizza così il bivio strategico del continente. "Gli americani vengono da Marte, gli europei da Venere: concordano su poco e si capiscono sempre meno". Con questa formula, nel 2002, Kagan descrisse la frattura tra hard…
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Ancora di recente, Mark Rutte si è voluto fiducioso sul futuro della Nato di cui è segretario generale: «Siamo passati da una crisi all’altra», ha ricordato in aprile. Ha ragione, l’attuale crisi non è la prima nella storia di una organizzazione nata nel 1949. Addirittura, ci sono sorprendenti analogie tra la situazione di oggi e quella degli anni 60. Eppure, a Bruxelles molti si interrogano sulla reale capacità (e volontà) della Nato di adattarsi…
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C’è poco da minimizzare. Sarà pure un fatto simbolico, l’annunciato ritiro di militari americani dalla Germania e forse da Italia e Spagna, ma anche di simboli è fatto il gioco della deterrenza. E se Trump con linguaggio maoista ridicolizza la Nato, «tigre di carta», come se fosse una fastidiosa organizzazione multilaterale e non una potente alleanza militare dominata proprio dagli Stati Uniti, g…
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Roma, 2 mag. – In una intervista al Corriere della Sera del 23 aprile, il giurista Federico Fabbrini, Professore di Diritto europeo all’Università di Dublino, ha spiegato efficacemente la tesi secondo cui sarebbe non solo possibile, ma secondo lui anche opportuno e necessario, riattivare il processo di ratifica del Trattato sulla Comunità europea di Difesa (Ced), quasi 72 anni dopo il suo naufragio, nell’estate del 1954
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Bruxelles – “La difesa è un bene pubblico di base”. Di questo Andrius Kubilius è certo, e su questo il commissario europeo per la Difesa non ha dubbi. Bisogna andare avanti, e farlo in maniera davvero europea, perché neanche più troppo sulla NATO si può fare affidamento, spiega nell’intervista concessa a Eunews. Eunews: Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha minacciato di ritirarsi dall’Alleanza atlantica, usando anche un linguaggio duro nei confronti degli alleati.
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Cos’altro deve accadere perché l’Europa avvii finalmente il processo per la difesa comune? L’Alleanza atlantica vive oggi uno dei passaggi più difficili della sua storia. Mai come in questa fase il legame transatlantico è esposto a oscillazioni, pressioni e forzature che incidono direttamente sugli interessi europei: dalle minacce rivolte perfino a un alleato come la Danimarca sul dossier Groenlandia, al diktat sull’aumento della spesa militare fino al 5% del PIL, passando per scelte…
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La pubblicazione, il 7 dicembre, della Comunicazione Interpretativa della Commissione Europea sugli acquisti militari chiude il primo tempo dell’iniziativa lanciata nel 2003 per rafforzare il mercato europeo della difesa. È un tassello della strategia complessiva che dovrebbe portare a nuove regole per consentire un più libero interscambio di componenti militari fra i paesi dell’Unione, a un maggiore sostegno europeo delle attività di Ricerca e Sviluppo (anche attraverso il Settimo Programma Quadro), a…
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